Naeli: “È giusto che ognuno scelga il suo mondo e lo porti avanti”

Naeli è Eliana, cantautrice classe 97, cresce in un posto fortunato per gli artisti, Latina. All’età di 18 anni sente l’esigenza di cambiare aria e si trasferisce a Roma, città che tra le mille sfumature e influenze consente la nascita del progetto “Naeli”. La musica è da sempre parte di lei. Inizia a suonare la chitarra a 11 anni senza mai abbandonarla. L’incontro con il canto nasce per necessità, ma uno non prescinde dall’altro.

Naeli, benvenuta sulle pagine di Rifugio Musicale! Raccontaci un po’ di te, qualcosa che non sia già scritto nelle biografie ufficiali.

Sono celiaca e laureata in economia, più ufficiale di così si muore! Oltre questo, posso dirvi che faccio spesso fatica a far credere alle persone che sono italiana, soprattutto quando mi associano a volti mediorientali e la cosa mi piace da morire, perché quei luoghi sono magia. Quando ero più piccola ho fatto teatro, ed è una cosa che in realtà mi manca, ho sempre pensato che sia affascinante uscire dai propri panni ed indossare quelli degli altri.

Secondo la tua esperienza, quanto spazio viene dato alle donne nel panorama musicale italiano?

Obiettivamente poco, ma le cose stanno migliorando e la musica sta assumendo tante sfumature, non c’è più un unico genere ma ce ne sono infiniti e non parlo solo di quello musicale. È giusto che ognuno scelga il suo mondo e lo porti avanti a prescindere dalle aspettative esterne.
Chi vuole apprezzare, apprezzerà e se non accade, fa parte del gioco ed è giusto così.

Parlaci del singolo Non è niente”, tra quotidianità e speranza. Quale è il tuo più grande sogno?

Il mio sogno più grande è avere sempre la libertà di poter scegliere con coraggio quello che mi piace fare. Mi rendo conto di essere spesso troppo idealista, ma non c’è niente di più bello di essere sempre liberi, nel rispetto degli altri.

Cosa fai solitamente prima di salire sul palco? C’è un rito in particolare a cui non puoi proprio rinunciare?

Sì, ovviamente uno Spritz rigorosamente con l’Aperol (non me ne vogliano gli intenditori, io palesemente non lo sono)

Ora giochiamo: prova ad attribuire un colore alla tua musica.

Direi blu scura e bianca. Rispettivamente il cielo notturno e le luci di ogni genere. Che poi sono i concetti che riprendo più spesso nelle mie canzoni, le due cose che mi piace di più osservare… mi piace lo spazio, sognavo di diventare astronauta.

Sogni nel cassetto? Progetti per il futuro?

Sto lavorando tanto sulla musica, mi esibisco spesso live qui tra i locali di Roma, ma mi piacerebbe fare qualche concerto a Milano.
Devo dire che da quando ho terminato l’università, studiare un po’ mi manca, mi piacerebbe entrare al Saint Louis College of Music.

Naeli, ti ringrazio per questa chiacchierata. La nostra intervista è giunta al termine, ma l’ultima parola va a te per aggiungere ciò che vuoi. Ciao e a presto!

Chiunque abbia letto quest’intervista e sia celiaco mi consigliasse dove posso mangiare una buona pizza margherita a Roma. Scrivetemi su IG: @e__naeli. Sarò quasi più contenta di questo che se ascoltate “Non è niente” su tutte le piattaforme il 20 gennaio!