Corpoceleste: “Traggo molta ispirazione dalla vita quotidiana”

Classe 2000, Corpoceleste sin da piccolissimo nutre la sua passione per la musica sia cantando che suonando il pianoforte. Il suo primo brano inedito, Without Oxygen, gli garantisce un posto alla finale nazionale di Tour Music Fest nel 2017. Nel frattempo continua a scrivere musica e parole di un notevole numero di altri brani, presentandosi sulla scena musicale romana già all’età di 18 anni.

Corpoceleste, benvenuto su Rifugio Musicale! Cominciamo questa intervista con un tuo ricordo. Racconta ai lettori un aneddoto particolarmente significativo legato alla tua carriera musicale. 

Grazie mille per ospitarmi! Io iniziai a scrivere musica a 16 anni, in inglese. Ho imparato a scrivere in italiano poco più tardi, ma non ero mai in grado di esprimermi davvero nella mia lingua madre: scrivere musica, e di conseguenza raccontarsi, in italiano ti rende molto vulnerabile. Una volta trasferitomi a Roma, però, ho sentito che ero finalmente giunto nella mia dimensione, nella mia realtà. Scrissi “Roma”, il mio primo singolo, pubblicato nel 2021, quasi di getto. E di lì in poi non mi sono più fermato. È come se questa città m’avesse accolto e dato un posto.

Quali fatti o circostanze ti hanno fatto avvicinare al mondo della musica? Quando hai sentito accendersi questo desiderio?

I miei genitori mi hanno abituato alla musica e allo studio del pianoforte e della chitarra sin da piccolo. Presi parte a innumerevoli manifestazioni canore nel corso degli anni dell’infanzia, finché crescendo non gettai quasi la spugna. Il vero desiderio si è acceso dopo aver scritto la mia prima canzone, a 16 anni, che mi ha portato alle fasi finali del Tour music Fest nel 2017. Lì ho capito che dovevo fare qualcosa perché tutto questo diventasse il mio lavoro.

Quali sono gli artisti che ti hanno ispirato e che hanno avuto un ruolo importante nella tua formazione musicale?

Ho sempre amato il cantautorato moderno d’oltreoceano. Artisti come Lorde, Florence + the Machine, Frank Ocean e Taylor Swift mi hanno cresciuto negli anni dell’adolescenza.

Parliamo ora del tuo nuovo singolo “Meteoropatia”: Quando hai sentito l’esigenza di scrivere e dare vita a questo progetto? Cosa rappresenta per te?

“Meteoropatia” nasce in un caldo pomeriggio d’estate. Era proprio una bella giornata. Eppure ci sono persone che le belle giornate te le rovinano così, per gioco, perché loro si sono svegliati con la luna storta e quindi devi star male anche tu. La canzone parla di questo, ma non volevo darla vinta a queste persone e dunque l’ho resa un brano discopop piuttosto che una ballad triste al pianoforte come mio solito. Volevo che finalmente la gente ballasse ai miei concerti e volevo divertirmi io.

Quali rituali di scrittura utilizzi durante la stesura di un pezzo? C’è un momento particolare della giornata nel quale preferisci scrivere?

Traggo molta ispirazione dalla vita quotidiana e spesso mi capita di pensare improvvisamente a una melodia, una parola, un’idea per una canzone. Mi succede sul treno, all’università, perfino in sogno. Registro queste idee col telefono e poi quando ho finalmente tempo per scrivere un po’ mi metto al piano e sento questi vocali. Non ho un momento della giornata in cui preferisco scrivere, ma di solito subito dopo pranzo ho le idee migliori. Il che non è un bene perché i miei vicini preferirebbero riposare, a quell’ora.

 Concerti imminenti ne hai? Quando possiamo venire a sentirti live?

Sì! Tutte le date le trovate nella sezione eventi del mio sito corpocelestemusic.com e sul post fissato sul mio profilo instagram.

Corpoceleste, la nostra intervista termina qui, ma ti lasciamo ancora qualche riga per chiudere come preferisci. Ti ringraziamo per il tempo speso con noi e a presto!

Se sei arrivato a leggere fino a qui, grazie! Vienimi a sentire live e scoprirai un intero sistema solare fatto d’accoglienza. Ti giuro che l’atmosfera è una bomba, e te lo dico da persona super ansiosa. Se oggi il tuo mood è allegro vai su Spotify e ascolta “Meteoropatia”; se è triste ascolta “Oblio”; se è speranzoso e/o sei stanco morto ascolta “Roma”; se ti stai disinnamorando di qualcuno e non conosci parole che possano spiegare questa sensazione, beh… Aspetta il 20 gennaio e forse ho qualcosa per te, si chiama “Valzer e Champs-Élysées”.