Mosè Santamaria, è online il nuovo album “Come cani per strada”

Come cani per strada è il terzo album del cantautore Mosè Santamaria che arriva tre anni dopo Salveremo questo mondo. Un viaggio iniziatico alla riscoperta della felicità e per ritrovare la propria autenticità sentendosi attraversare dalla vita.

“Come cani per strada è una sorta di viaggio iniziatico alla riscoperta della felicità, non un libro illustrato per bambini. Ogni canzone ti mette di fronte a un aspetto della tua vita alla quale hai dato il potere di fare di te ciò che vuole. La felicità non è uno stato di euforia o allegria, è la piena e profonda consapevolezza della vita che mi attraversa e della mia autenticità. Questa presa di coscienza, come diceva il Buddha, ti fa vivere gioia e dolore come due esperienze da trattare in egual misura. I brani contenuti in questo album sono pillole di realtà, da dosare in base al proprio sentire e alla voglia di non fermarsi in superficie: per i più pigri sarà un album pop, da ascoltare e da ballare. Ma per chi vorrà andare oltre sarà un buon esercizio per guardarsi dentro e trovare magari degli strumenti utili per realizzare la propria autenticità.

Mosè Santamaria è un artista che da anni sta facendo parlare bene se, sia grazie ai suoi numerosi live a livello nazionale e sia alle sue canzoni che hanno riscosso l’interesse sia della critica che del pubblico; infatti nel 2015 fu tra i candidati alla Targa Tenco nella sezione migliore opera prima e nel corso degli anni è stato più volte ospite in diverse trasmissioni RAI (MUSIC CLUB e TG3). Ha pubblicato due album, #RISORSEUMANE (2015) e SALVEREMO QUESTO MONDO (2019).

TRACK BY TRACK

 

1 – Intro

Non è solo l’intro a “Come un Buddha sotto un fico”, in realtà è la premessa all’album intero. È un dialogo ermetico nei confronti della vita qui su questo pianeta e l’infinito spazio che l’avvolge. Perché “Come cani per strada” è un viaggio iniziatico senza esclusione di colpi nelle profondità più oscure della quotidianità con l’ausilio di un sola luce emanata dalla consapevolezza sprigionata dall’apertura del proprio cuore.

 

2 – Come un Buddha sotto un fico

La seconda traccia racconta la scelta di vivere il tran quotidiano lavorando su se stessi, portando attenzione e presenza, attraverso il “ricordo di sé” nel qui e ora, stando attenti a non cascare in uno dei più grandi scherzi che la vita gioca all’uomo: cercare la felicità come un qualcosa di esterno a sé da raggiungere. Il messaggio è chiaro: “La felicità non è una destinazione ma un mezzo di locomozione.”

 

3 – Occhi nudi

Capita a tutti di svegliarsi in una vita non propria, quasi come se si fosse stati catapultati da un giorno all’altro all’interno di un film distopico.  Il messaggio di questa canzone è che nessuno, a meno che non glielo si conceda, ha il potere di far sentire gli altri schiavi. Metti una pandemia, metti che ti chiudano in casa, metti di non poter andare a trovare la tua famiglia, metti di non poter andare a lavorare e di ritrovarti solo con te stesso, da renderti conto di aver vissuto una vita non tua e di non sapere chi sei. In alternativa, se ti va bene, potrai accendere la tv e credere a tutto quello che dice. Questa è Occhi Nudi. A te la scelta.

 

4 – Skinny

Le storie quando sono malate non sono d’amore, sono come una dipendenza che illudono i malcapitati che facendosi una “dose” di quella persona potranno essere felici.

 

5 – Yoko Ono

Vestiti, vacanze, auto, carriera, ritiri new age e religioni, le canzoni mainstream scritte dal potere, la politica green che in tutto in quel verde nasconde lo spauracchio turbocapitalista mascherato da sinistra preannunciato da Pasolini, il weekend…  e tanti altri idoli. È davvero ciò che basta a questa piccola umanità per essere felice?

 

6 – Festivalbar

Questa è la canzone più nostalgica, se l’album inizia quasi con un dialogo mistico sotto le stelle, qui siamo di fronte all’altro signore infinito, il mare. Dopo aver lavorato su di sé, aver attraversato i gironi danteschi della vita quotidiana, si è soli con se stessi, l’infinito e quel sole che brucia dentro chiamato “anima”. Forse è la volta buone che inizi a splendere?

 

7 – Epitaffio: I più scettici potrebbero collegare il titolo ad un brano lugubre e invece si tratta di un inno alla rinascita interiore.Epitaffio ha lo scopo di farci onorare il passato in quanto “maestro di vita” e al tempo stesso di lasciarlo andare, così da rinascere ogni volta nell’istante presente. La fine di un viaggio è un po’ come una piccola morte, dove si cela in realtà una trasformazione, “un passaggio d’ottava”, che porta ad una evoluzione. Epitaffio fondamentalmente è questo, un risveglio spirituale partorito da un processo alchemico interiore.