Ferretti: “La verità è che avremmo voglia di ridere, ma spesso non è possibile”

Ferretti, all’anagrafe Mattia Ferretti, ha quasi 25 anni e vive a Mogliano, in provincia di Macerata, nelle Marche. Dopo il liceo ha iniziato a studiare recitazione, rimbalzando tra Ancona e Roma. Nel 2019 si è finalmente avvicinato alla musica, dopo aver rimandato per anni una passione figlia dei compulsivi ascolti adolescenziali, iniziando a comporre brani inediti e cercando di portare all’interno del linguaggio rap e cantautorale l’esperienza teatrale. Un percorso fatto di incontri con molti musicisti lo hanno portato, nell’aprile del 2021, a collaborare con il produttore Andrea Mei, (ex Gang & Nomadi, che attualmente produce e segue dal vivo l’ex cantante dei Nomadi Danilo Sacco) che una volta ascoltato il suo materiale ha deciso di produrlo. Nasce così “Ferretti”: un primo progetto di inediti che vede come centrali la scrittura e la matrice recitativa e si prefigge di mescolare canto, rap e rock, il tutto accompagnato da una band molto essenziale.

Ciao Ferretti, benvenuto su Rifugio Musicale! Raccontaci un po’ di te, qualcosa che non sia già scritto nelle biografie ufficiali.

Ciao a tutti e grazie! Direi che non sono bravo a parlare di me, forse questa è una domanda da fare a qualcuno che mi conosce bene, ma non a me direttamente. Quello che credo valga la pena di essere detto sul mio conto e sulla mia vita lo metto dentro le canzoni che scrivo, tutto il resto lo ritengo molto poco interessante. Quindi diciamo che quello che non è scritto nelle biografie ufficiali sta tutto dentro la mia musica, quello che non c’è è irrilevante, o peggio noioso e banale.

Come prendono forma le tue canzoni? C’è un momento della giornata o un luogo in particolare che prediligi per scrivere?

Il momento o il luogo della scrittura sono quelli in cui arriva l’idea, quindi non c’è un modus operandi preciso con cui scrivo le mie canzoni. Può capitare che io questa idea la stia aspettando e che non arrivi mai, come che arrivi mentre faccio tutt’altro. Parte sempre tutto da uno spunto, su cui poi lavorare.

Quanto il tuo luogo di origine, le campagne marchigiane, pensi abbiamo influenzato la tua musica, i tuoi pensieri e il tuo stile di vita…?

Fin troppo. Per me le “Radici” sono tutto, nel bene e nel male. Di questo parlo nel prossimo brano che uscirà, quindi per ora non vi dico altro.

Quanto ti senti parte dell’attuale panorama musicale di tendenza? C’è un momento storico preciso in cui avresti voluto vivere? Quale e perché?

Forse non sta a me dirlo, perché etichettarsi come estraneo alla tendenza fa sempre un po’ presuntuoso. Quello che posso dire è che mi sarebbe piaciuto vivere in un momento in cui la musica non fosse solo una corsa allo streaming, agli ascolti, in cui le piattaforme digitali non fossero dei social network e gli artisti non fossero degli influencer. Mi sarebbe piaciuto poter essere una persona, in mezzo a tante altre. Vendere dischi e suonare dal vivo dovrebbe essere la normalità, connettere anime diverse, sudare, emozionarsi. Si sta perdendo la bussola, il senso, di quello che dovrebbe essere un’artista. Di certo, per il mio modo di vedere, non un alieno, piuttosto l’ultima ruota del carro, in mezzo a tante altre.

Cosa intendi per «non è altro che voglia di ridere», come canti nel tuo nuovo singolo “Appunti di vita”. Cos’è per te la libertà e quando un uomo può sentirsi veramente libero?

Il senso del ritornello è abbastanza chiaro: la freddezza, l’acidità ed il cinismo con cui affrontiamo il mondo, insomma il modo in cui viviamo, non è altro che una costrizione, un artificio. La verità è che avremmo voglia di ridere, di mostrarci per quello che siamo, ma spesso non è possibile: per tanti motivi diversi che partono da dentro e finiscono fuori. Non penso di poter parlare del concetto di libertà in maniera generale o universale, non sta a me farlo. Personalmente però credo che sia libertà tutto ciò che ci appaga, nel mio caso l’azione è libertà. Credere in qualcosa e agire in quella direzione significa essere liberi, fare di tutto per stare bene significa essere liberi. “Appunti di vita” parla anche di questo, di questa presa di coscienza.

Stai già lavorando a nuovi brani da proporre in futuro? Vuoi darci qualche anticipazione?

Ho parecchio materiale pronto e sto comunque lavorando a dei nuovi brani. L’anticipazione è quella sulle “Radici”, non vi dico altro. Il prossimo singolo è quello a cui sono più legato, specialmente per la scrittura, quindi siateci.

Ferretti, siamo arrivati ai saluti, ma il finale spetta a te. Saluta i nostri lettori con una frase per te importante! Ti ringrazio per essere stato con noi e a presto!!!

Vi ringrazio ancora per la possibilità, un saluto a tutti i lettori di Rifugio Musicale.

Come ho già detto il testo del mio prossimo brano è forse la cosa “più importante per me” che abbia mai scritto, quindi se ci tenete, restate aggiornati!

A presto!