Gelsomino: “La musica è sempre stata una stella in fondo al tunnel”

Cinque canzoni in equilibrio tra genio e follia per inaugurare il primo capitolo di
un’epopea che mescola rock, psichedelica, elettronica e cantautorato lisergico; dal
cilindro di Gelsomino prende forma “Stato Solido”, prima tappa di un percorso destinato
a trasportare l’ascoltatore in un mondo fatto di colori, sensazioni e viaggi onirici.

Diamo il benvenuto su Rifugio Musicale all’artista Gelsomino! Rompiamo subito il ghiaccio: racconta ai nostri lettori l’aneddoto più imbarazzante capitato durante un tuo live.

Eccomi! Che bella richiesta per partire, diciamo che sono solito combinarne almeno una al giorno quindi figuriamoci sui palchi. L’aneddoto che ricordo con più affetto risale a circa 7 anni fa sul palco di una festa del vino in provincia spezzina. Quella sera, da buon amante dei vini, venne ad ascoltarci anche mio padre che partecipò attivamente alla festa. Salimmo sul palco con le guance già fin troppo rosse ed un angelo dello staff riempiva in continuazione il palco di bicchieri colmi di vino. Vedevo bene i bicchieri arrivare ma ero impegnato a suonare quindi potevo bere solo fra una canzone e l’altra, il fatto è che a fine canzone i bicchieri sparivano ed in un paio di occasioni mi sono lamentato con il pubblico per chi fosse il ladro ma tutti ridevano e nessuno rispondeva. Giorni dopo scoprii che era mio padre il ladro che con la scusa della premura mi lasciò quasi all’asciutto.

Quali sono le tre cose che non possono mai mancare nella tua vita? E nella tua musica?

Nella mia vita non può mancare la musica, il tabacco e il gelato. Nella mia musica non saprei, nel senso che mi piace pensare che possa mancare tutto, in senso più concreto il mio strumento preferito è il Matrixbrute Arturia, lui non può proprio mancare.

Quali sono state le principali variazioni subite dalla tua musica? E come sono cambiati i tuoi ascolti nel corso del tempo?

All’età di 13 anni scrivevo in inglese quindi il primo grande cambiamento è stata la lingua! Per molto tempo ho pensato moltissimo a come sarebbe stato meglio dire cose, come suonava meglio, la minuziosa scelta delle parole ma ad oggi non ci penso più, almeno non per gelsomino, quello che ho da dire lo dico come l’ho pensato!

Quanto credi sia importante e rilevante, al giorno d’oggi e nel contesto musicale italiano, avere un nome d’arte? Perché?

Non credo che sia fondamentale, per ora siamo liberi di scegliere il nome che ci rappresenta, quindi se mi sento bene come Giacomo mi chiamo Giacomo altrimenti qualsiasi cosa andrebbe bene secondo me. Ho scelto Gelsomino perché mia nonna paterna mi chiamava così da bambino e il gelsomino è decisamente la mia pianta preferita, amo il suo profumo e la sua tenacia.

Tra genio e follia, psichedelia e sperimentazione, evoluzione post-moderna: questo è “Stato Solido”, il tuo nuovo ep. Parlaci del tuo processo creativo. Parti da una base testuale, da un’idea o ti lasci trasportare direttamente dal suono?

Parto sempre da un’idea ben precisa, spesso ci metto mesi a pensare le canzoni, cerco di immaginarle, prendo note e mi informo sull’argomento del caso, è un processo che mi da davvero molto, arricchendomi e riempiendomi l’anima! La realizzazione di solito è molto veloce, vado in studio ed in un paio di giorni ho tutte le take! Peccato sia così veloce perché è la parte più divertente!

Secondo te la musica può salvare le persone in un momento difficile come quello che stiamo vivendo?

Assolutamente sì! Mi è capitato spesso di sentirmi oppresso dal mondo e la musica è sempre stata una stella in fondo al tunnel, anche semplicemente per quei 5 minuti di sollievo che riesce a donare!

Hai mai pensato di andare in un talent? Cosa pensi della musica televisiva?

Sinceramente no, almeno non con il progetto gelsomino, ho un po’ paura che mi venga detto cosa fare o come farlo, non è un progetto che nasce per questo. Non ho niente contro i talent anzi trovo che siano un modo utile per farsi conoscere e per molti emergenti come me anche un’esperienza che può insegnare molto, sicuramente un’offerta da non perdere. La musica televisiva si può ascoltare come tutta la musica e in più si può vedere!! Mi piace ma non ho la televisione.

Cosa c’è nel tuo futuro, e soprattutto, quando potremmo ascoltarti live?  

Sto costruendo lo studio nuovo in una stanza di casa, appena sarà finito, circa 2 settimane, inizierò la realizzazione del mio prossimo ep!! Il mio primo live come Gelsomino sarà a giugno ma non posso svelare altro per ora ): spero da giugno in avanti di fare un bel giro per l’Italia!

Gelsomino, purtroppo siamo arrivati ai saluti, ma il finale spetta a te. Saluta i lettori con una citazione o, se preferisci, con una frase tratta dalle tue canzoni! Grazie per il tempo che ci hai dedicato e a presto!!!

Grazie a voi dello spazio che mi avete dato! Saluto i lettori e cito Aldous Huxley con una bella frase incoraggiante anche alla luce della situazione storica che stiamo vivendo: “C’è un solo angolo di universo che puoi esser certo di poter migliorare e questo sei tu!”.