BIBA: “Sono cambiata e non ho più intenzione di essere uguale a ieri”

Una roccia dal cuore caldo. Biba è grinta e determinazione, una creatura che dà vita a inebrianti atmosfere di empirica dolcezza e solide incertezze. 

Le influenze elettroniche continuano a mischiarsi all’approccio rock che ha caratterizzato i lavori precedenti. Uguale a ieri è stato registrato al Cubo Rosso Recording sotto la direzione artistica di Aurelio Rizzuti e grazie a Riccardo Laurenti (chitarre), Matteo Di Stefano (tastiere e synth), Damiano Malori (basso).

Biba, pseudonimo di Benedetta Barone, ha 25 anni, vissuti interamente nella capitale, studia visual design e odia il mare ad agosto. Inizia a suonare la chitarra all’età di 14 anni per poi avvicinarsi al canto ed infine assecondare l’impellente necessità di scrivere. Odia stare da sola e da più di due anni ha scelto i suoi fidati compagni di viaggio che sono diventati la sua famiglia (Riccardo Laurenti, Damiano Malori, Matteo Di Stefano). Con loro sta affrontando il primo lavoro in studio capitanato da Aurelio Rizzuti del Cubo Rosso Recording. Sonorità elettroniche e dure si contrappongono alla trasparenza di testi prettamente cantautoriali, con l’intenzione netta di rompere qualsiasi tipo di schema.  Ad ottobre 2020 esce il suo primo singolo “Le cose che non mi dici”, seguito da “Senza Paura” a fine novembre, e da “Venere” a fine aprile.

Biba, benvenuta sulle nostre pagine! Raccontaci un po’ di te, qualcosa divertente e/o imbarazzante accaduto durante la tua carriera musicale! 

Ciao Rifugio, è bello essere qui! Ho 25 anni, canto suono e scrivo da quando ne ho 14, faccio un lavoro che amo e che mi sono costruita piano piano e ad oggi credo di essere felice, incredibile ma vero. Qualcosa di imbarazzante o divertente non so se ce l’ho in repertorio ma forse vi farà sorridere ciò: da settembre continuiamo ad avere mille intoppi tra prove e live: a turno ogni componente della famiglia Biba viene colpito da qualche simpatica disgrazia, ormai pensiamo di essere stati maledetti da una forza superiore…

Cosa fa Biba quando non canta?

Lavora in un’agenzia di design specializzata nella realizzazione di marchi identitari. Sì, sono una designer per me e per altri.

Secondo la tua esperienza, quanto spazio viene dato alle donne nel panorama musicale italiano?

Poco, veramente poco. Ahimè non voglio far polemica o accodarmi a macrotendenze mediatiche. Ma la partecipazione femminile scarseggia. Riflessione banale: quanti talent, programmi, festival kermesse vinti da donne? Nonostante ciò, non amo particolarmente categorizzare, la musica è uno degli spazi più neutri e privi di genere che possiamo avere, anche queste distinzioni a volte possono far perdere un po’ il centro del discorso: dobbiamo parlare di musica, non di parità di genere.

Parlaci del tuo nuovo singolo “Uguale a ieri”. Cosa rappresenta per te?

È un momento di passaggio, la tranquillità di avercela fatta di nuovo, nonostante tutto, la spinta a far solo meglio. “Uguale a ieri” è tutto ciò che concettualmente voglio lasciarmi alle spalle: sono cambiata e non ho appunto più intenzione di essere Uguale a ieri. È un’illusione che si disillude da sola.

Cosa fai solitamente prima di salire sul palco? C’è un rito in particolare a cui non puoi proprio rinunciare? 

Cerco di divagare, rido scherzo, chiacchiero molto con tutti. Cerco di abbattere le mie timidezze, sono molto timida a differenza di quanto si possa pensare. I 5 minuti prima dell’esibizione sono sacrali: bevo l’ultimo sorso di coraggio liquido, faccio un rapido recap della scaletta, accordo la chitarra e si va in scena. Mi chiudo in una bolla, solo mia, dove non lascio entrare nessuno fin quando non sono sul palco.

Ora giochiamo: prova ad attribuire un colore alla tua musica.

Rosso, senza dubbio.

Progetti per il futuro? Come continuerai a stupire i tuoi ascoltatori?

È in arrivo il disco. E poi come dico sempre l’unico vero progetto è: suonare, suonare, suonare.

Biba, ti ringrazio per questa chiacchierata. La nostra intervista è giunta al termine, ma l’ultima parola va a te per aggiungere ciò che vuoi. Ciao e a presto!

“Sempre fedeli a sé stessi”, come diceva una persona speciale, questa è l’unica cosa che spero passi dalla mia musica.