MUSICA

Vasco Rossi, finalmente è disponibile il nuovo album “Siamo Qui”!

Il nuo­vo disco Sia­mo Qui è dispo­ni­bi­le in 9 con­fe­zio­ni con diver­si sup­por­ti, cd, vini­le, musi­cas­set­ta. Coper­ti­ne diver­se, in suc­ces­sio­ne gli scat­ti foto­gra­fi­ci fino all’ultimo che tro­va Vasco Ros­si al cen­tro dell’“enso”, in giap­po­ne­se signi­fi­ca cer­chio, sim­bo­lo di for­za, di luce e di armo­nia. Dispo­ni­bi­le anche in digi­ta­le nei for­ma­ti: clas­si­co, in alta defi­ni­zio­ne, nel nuo­vis­si­mo for­ma­to spa­tial audio Dol­by Atmos su Apple Music, e in ver­sio­ne Enhan­ced con il com­men­to di Vasco alle can­zo­ni, dispo­ni­bi­le su Ama­zon Music.

“Non so se è il rock che ha scel­to me o se sono io che ho scel­to il rock”. Pro­vo­ca­zio­ne, iro­nia, nostal­gia, sbef­feg­gio, e quel piz­zi­co di fol­lia che ci sta. Arri­va Vasco e si fa sen­ti­re con un album a tut­to clas­sic rock, “tut­to suo­na­to” da musi­ci­sti con stru­men­ti veri: bat­te­ria, bas­so, chi­tar­re elet­tri­che e tastiere. 

Un disco mol­to spon­ta­neo e diret­to, diver­ti­to e diver­ten­te e - aggiun­ge Vasco – un album Clas­sic Rock, in dire­zio­ne osti­na­ta e con­tra­ria, come direb­be de Andrè, rispet­to alle ten­den­ze in voga. Suo­na­to, regi­stra­to, “buo­no alla pri­ma”: rock che non ha biso­gno di truc­chi o dia­vo­le­rie per pro­vo­ca­re e emo­zio­na­re. Le can­zo­ni sono nate per esse­re can­ta­te dal vivo. Le ho scrit­te pen­san­do ai live, e ades­so non vedo l’ora di tor­na­re sul pal­co, non sto più nel­la pel­le, ora che il 2022 si avvicina”.

Una sfer­za­ta di ener­gia che arri­va al momen­to giu­sto: can­zo­ni che roto­la­no, rock’n’roll e power bal­lads. Dol­ce e ama­ro, come nel­la miglio­re tra­di­zio­ne vaschia­na. Con­nes­so con il mon­do ma più distac­ca­to e luci­do. For­te nel­le sue espres­sio­ni, con­ta­gio­so nel­le sue impressioni.

Sia­mo Qui è il 18esimo album di stu­dio e arri­va dopo “Sono Inno­cen­te”, del 2014, ma soprat­tut­to, sot­to­li­nea Vasco, con­clu­de il discor­so de “La Veri­tà” e “Se ti potes­si dire”, bra­ni scrit­ti nel­lo stes­so perio­do crea­ti­vo, tra il 2018 e il 2019. Anco­ra una pagi­na che vol­ta chiu­den­do un capi­to­lo del­la sua vita, uma­na e arti­sti­ca. Con can­zo­ni che par­la­no mol­to di pre­sen­te ma che, per lui, sono già pas­sa­to.“Vivo gene­ral­men­te nel pas­sa­to o nel futu­ro, non sono mai pre­sen­te. Sul pal­co inve­ce sono lì, ci sono, sono presente”.

Ed è lì che è pro­iet­ta­to ora, sul Vasco Live 2022 che ini­zie­rà a pri­ma­ve­ra, dal 20 mag­gio a Tren­to per un even­to spe­cia­le per pro­se­gui­re con le date già sold out e ripro­gram­ma­te al 2022 (sold out Mila­no, Firen­ze, Roma e Imo­la). E con quel­le nuo­ve negli sta­di di altre 5 cit­tà per le qua­li i bigliet­ti comin­cia­no a scar­seg­gia­re: già sold out Bari e Tori­no, ce ne sono anco­ra per Napo­li, Anco­na e Mes­si­na. In tut­to 11 con­cer­ti. Tut­ti i suoi album sono il ritrat­to di un tem­po, scri­ve Vasco: 

“Il bel­lo è que­sto: capi­re, valu­ta­re, inter­pre­ta­re il tem­po che uno vive…soprattutto impa­ra­re a conoscersi…Sono sem­pre io, con qual­che con­sa­pe­vo­lez­za in più! Che, cer­to, non con­so­la. Ma indie­tro non si torna”.

Sia­mo qui: sono 10 can­zo­ni, 10 sto­rie una diver­sa dall’altra, che com­pon­go­no il suo sguar­do iro­ni­co oni­ri­co sul­la con­di­zio­ne uma­na oggi, e sul­la socie­tà, con­trad­di­zio­ni e com­pli­ca­zio­ni com­pre­se. La “sca­let­ta” dei bra­ni è costrui­ta sul model­lo di quel­le da con­cer­to: par­te con una pac­ca di rock duro e pro­vo­ca­zio­ne per pro­se­gui­re in un’onda emo­ti­va che ti tira su e poi ti tira giù, giù e poi anco­ra su, sca­te­nan­do un’esplosione di ener­gia. Dal rock visio­na­rio, fan­ta­po­li­tic-a-poca­lit­ti­ca di “XI Coman­da­men­to” (che cos’altro potrem­mo aspet­tar­ci dai pros­si­mi futu­ri gover­nan­ti?). All’amore ai tem­pi del­la socie­tà flui­da nel­la diver­ten­tis­si­ma “L’amore l’amore”, scrit­ta con Rober­to Casini. 

Con la disil­lu­sio­ne di Sia­mo qui, cam­bia l’atmosfera e ci si ritro­va di fron­te a un gran­dis­si­mo inter­pre­te e a una gran­dis­si­ma can­zo­ne. La trac­cia n 4, “La piog­gia alla dome­ni­ca”, è l’unico bra­no pop del disco, ric­co dell’ironia di “Dome­ni­ca luna­ti­ca”. Seguo­no due bal­lad da bri­vi­di, che han­no un che di auto­bio­gra­fi­co, “Ho ritro­va­to te” e “Un respi­ro in più”. Il cli­ma tor­na incan­de­scen­te con il rock duro di “Tu ce l’hai con me” e subi­to dopo tor­na il puro diver­ti­men­to in “Pat­to con riscat­to”. Testi meta­fo­ri­ci, mol­ta ener­gia e, per­ché no, anche quel toc­co di curio­sa e tra­sci­nan­te fol­lia da espe­rien­za misti­ca in “Pren­dia­mo il volo”. Sen­za dimen­ti­ca­re la pri­ma la hit “Una can­zo­ne d’amore but­ta­ta via”.

Per le musi­che, gli auto­ri com­pli­ci di mol­te hit: Tul­lio Fer­ro, Rober­to Casi­ni e Gae­ta­no Cur­re­ri. A loro van­no aggiun­ti i più recen­ti col­la­bo­ra­to­ri: Vin­ce Pàsta­no, Andrea Righi, Andrea For­ni­li, Save­rio Gran­di, Save­rio Prin­ci­pi­ni e Simo­ne Sel­lo. C’è anche un po’ di Gui­do Elmi, nel­la musi­ca del bra­no rock “Tu ce l’hai con me” che ave­va comin­cia­to a scri­ve­re con Vin­ce Pàsta­no. Gli arran­gia­men­ti dei bra­ni affi­da­ti per metà a Cel­so Val­li, che col­la­bo­ra con Vasco da mol­ti e mol­ti anni, e metà a Vin­ce Pàsta­no che, entra­to nel­la band come chi­tar­ri­sta ai tem­pi di Elmi, ha il com­pi­to da qual­che anno di arran­gia­re i bra­ni per gli show live. I bra­ni di Vin­ce Pàsta­no sono: “XI Coman­da­men­to”, “L’amore l’amore”, “Pren­dia­mo il volo”, “Un respi­ro in più” e “Tu ce l’hai con me”. I bra­ni di Cel­so Val­li sono: “Sia­mo qui”, “Pat­to con riscat­to”, “Ho ritro­va­to te”, “La piog­gia alla dome­ni­ca” e “Una can­zo­ne d’amore but­ta­ta via”,

Il disco par­te Rock, toc­ca a Vin­ce Pàsta­no con le sue con­si­de­ra­zio­ni musicali:

Vasco si è sem­pre lascia­to con­ta­mi­na­re dal­le influen­ze musi­ca­li e quel­la fra rock ed elet­tro­ni­ca è una stra­da che ha già per­cor­so e ini­zia­to ai tem­pi di ‘Nes­sun peri­co­lo… per te’ e ’Rock’ ma duran­te la lavo­ra­zio­ne agli arran­gia­men­ti di que­sto album ave­vo come la per­ce­zio­ne che i bra­ni si col­le­gas­se­ro a una linea tem­po­ra­le ben pre­ci­sa e dif­fe­ren­te, qua­si in con­ti­nui­tà con il suo album rock per anto­no­ma­sia, ‘Gli spa­ri sopra’, che guar­da caso è sta­to anche l’ul­ti­mo del tut­to acu­sti­co, suo­na­to, non con­ta­mi­na­to dal­la musi­ca elettronica”.

Sia­mo Qui non è solo un album rock, ma uno scri­gno rock den­tro cui sono rac­chiu­se mol­te­pli­ci sfu­ma­tu­re di que­sto gene­re musi­ca­le. L’idea di un disco total­men­te suo­na­to da musi­ci­sti, e sen­za quel­lo che è l’or­mai clas­si­co cros­so­ver con la musi­ca elet­tro­ni­ca, è indub­bia­men­te in con­tro­ten­den­za rispet­to ai tem­pi attua­li ma pen­so che pro­prio que­sta carat­te­ri­sti­ca sono­ra gli doni un sen­so di uni­ci­tà e calo­re, che lo dif­fe­ren­zia da mol­te scel­te omo­lo­ga­te e fred­de da classifica.

Qui di segui­to le con­si­de­ra­zio­ni di Cel­so Valli:

Lavo­ran­do con Vasco ho sco­per­to di poter esse­re rock anche io. È un‘attitudine, un modo di sen­ti­re che non imma­gi­na­vo mi appar­te­nes­se e con il qua­le mi tro­vo a mio agio. Il sospet­to è che Vasco aves­se intui­to que­sta mia dimen­sio­ne e abbia sapu­to far sì che emer­ges­se nel mio lavo­ro con lui”.

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