SPETTACOLO

Carmen Consoli a Sky TG24: “Ho sempre pensato che se non si vive non si ha cosa scrivere”

È Car­men Con­so­li la pro­ta­go­ni­sta del­la nuo­va pun­ta­ta di “Sto­ries”, il ciclo di inter­vi­ste ai prin­ci­pa­li inter­pre­ti del­lo spet­ta­co­lo di Sky TG24. Ospi­te del vice­di­ret­to­re del­la testa­ta Omar Schil­la­ci, la can­tau­tri­ce si rac­con­ta in“Car­men Con­so­li – Il mio sen­so di gra­ti­tu­di­ne”, in onda vener­dì 5 novem­bre alle 21 su Sky TG24,sabato 6 alle 13.40 su Sky Arte e sem­pre dispo­ni­bi­le On Demand. Con la regia di Fran­ce­sco Venu­to, l’intervista, tra un suc­ces­so e l’altro, è un sus­se­guir­si di rifles­sio­ni e aned­do­ti, anche poco cono­sciu­ti, del­la vita pro­fes­sio­na­le e pri­va­ta del­la can­tan­te e poli­stru­men­ti­sta siciliana:

Rispon­do anco­ra alle mis­si­ve, per­ché anco­ra le rice­vo, e que­sta cosa è roman­ti­ca per­ché dal­la gra­fia capi­sci lo sta­to d’animo di chi ti scri­ve. A vol­te quan­do la let­te­ra è sen­ti­ta vedi che maga­ri una lacri­ma ha un po’ sfo­ca­to i con­tor­ni dell’inchiostro che è sta­to uti­liz­za­to. In musi­ca ave­vo due, anda­vo malis­si­mo. E mio padre, che era musi­ci­sta, ci rima­se mol­to male per­ché la scuo­la scon­si­gliò viva­men­te che io con­ti­nuas­si a fare musi­ca per­ché ero vera­men­te nega­ta”.

Lo scor­so 24 set­tem­bre è usci­to il nono album in stu­dio di Car­men Con­so­li: ‘Vole­vo fare la rock­star’. Un ter­mi­ne, rock­star, che ha avu­to per lei un significato:

For­se diver­so da quel­lo che si attri­bui­sce spes­so a que­sta paro­la. Desi­de­ra­vo sostan­zial­men­te tro­var­mi su un pal­co, suo­na­re una chi­tar­ra vera, ave­re del­le luci colo­ra­te e un po’ di pub­bli­co, basta­va­no pochi ma buo­ni e non neces­sa­ria­men­te una fol­la ocea­ni­ca. E oggi ho la for­tu­na di ave­re tan­ti ami­ci, cosi’ chia­mo i miei ammi­ra­to­ri, che ven­go­no a segui­re la mia musi­ca e can­ta­no anche le mie can­zo­ni, rive­den­do­si in esse. Que­sta è una sod­di­sfa­zio­ne impa­ga­bi­le“.

Il disco arri­va a sei anni dall’ultimo lavo­ro, un inter­val­lo in cui la can­tau­tri­ce ha vis­su­to tan­te espe­rien­ze, tra cui quel­la non pro­prio feli­cis­si­ma del­la pan­de­mia:

“Ho pas­sa­to del tem­po con mio figlio, ho stu­dia­to, scrit­to, impa­ra­to a fare il pane e la piz­za. Mi sono dedi­ca­ta alla mia fami­glia, e poi tut­te que­ste cose le ho scrit­te in que­sto disco. Ho sem­pre pen­sa­to una cosa, se non si vive non si ha cosa scri­ve­re. Ma vive­re anche del­le cose comu­ni come anda­re al mer­ca­to, accom­pa­gna­re tuo figlio a scuo­la, fare una vita nor­ma­le”.

Un ulti­mo album dove, rispet­to al pas­sa­to ed alla sua evo­lu­zio­ne musi­ca­le, c’è “qual­che anno in più. Ci evol­via­mo uma­na­men­te e di con­se­guen­za la musi­ca, essen­do spec­chio, riflet­te pro­ba­bil­men­te, si spe­ra, un’evoluzione. Que­sto discoha spie­ga­to la Con­so­liha quei segni che sono com­par­si sul mio viso negli ulti­mi sei anni”. Nell’intervista si par­la di tra­sfor­ma­zio­ni, e alla doman­da se si veda com­ple­ta­men­te diver­sa o veda piut­to­sto una con­ti­nui­tà rispet­to agli ini­zi Car­men Con­so­li ha risposto:

Arti­sti­ca­men­te vedo una con­ti­nui­tà, men­tre come don­na sono com­ple­ta­men­te diver­sa da quan­do è nato mio figlio. Non si può para­go­na­re la Car­men pri­ma del­la nasci­ta di mio figlio e la Car­men dopo la sua nasci­ta. Suc­ce­do­no evi­den­te­men­te del­le cose nel­la vita, e nel mio caso è sta­ta la mater­ni­tà, che ren­do­no impos­si­bi­le pro­prio para­go­na­re le epo­che pre­ce­den­ti. Io oggi sono una don­na diver­sa, il cam­bia­men­to è net­to, e non tor­ne­rei mai indie­tro da que­sto pun­to di vista per­ché non ci sareb­be mio figlio”. 

L’essere diven­ta­ta madre, insom­ma, ha deter­mi­na­to, alme­no riguar­do la sfe­ra per­so­na­le, una deci­sa e feli­ce svol­ta rispet­to al pas­sa­to, anche se la Car­men Con­so­li can­tau­tri­ce con­ti­nua a striz­za­re l’occhio alla sé più gio­va­ne, guar­dan­do la sua musi­ca come una vec­chia pola­roid, e tu vedi con tene­rez­za le tue pola­roid di quan­do eri più gio­va­ne. “Oggi la Car­men di 27 anni fa mi stu­pi­sce a vol­te, si’ anche per­ché era acer­ba, però ave­va degli slan­ci asso­lu­ta­men­te pri­vi di sovra­strut­tu­re. Ho del­le cose da impa­ra­re da quel­la ragaz­za”.

Ori­gi­na­ria di Cata­nia, con la mam­ma vene­ta e il papà sici­lia­no, Car­men racconta: 

“Casa Con­so­li è mol­to aper­ta. Ricor­do poche vol­te in cui era­va­mo io, mio padre e mia madre da soli, c’era sem­pre qual­cu­no invi­ta­to a pran­zo o a cena, era pro­prio ‘aggiun­gi un posto a tavo­la che c’è un ami­co in più’. Vede­vo pas­sa­re atto­ri, musi­ci­sti. Poi la cosa più diver­ten­te era quan­do papà pro­va­va con la sua band, e pro­va­va in casa per­ché ave­va alle­sti­to la sala pro­ve nel salottino/stanza da pran­zo. Io mi met­te­vo die­tro la por­ta e sen­ti­vo que­ste pro­ve, e avrei tan­to volu­to can­ta­re, fino a quan­do non fui chia­ma­ta da papà: ’vie­ni che ti do un micro­fo­no verorac­con­ta l’artista in per­fet­to accen­to sici­lia­noce la fai a fare que­sto pez­zo di Tony Renis?“.

Il pez­zo era ‘Quan­do, quan­do, quan­do’, a rap­pre­sen­ta­re la mol­la, l’inizio del­la lun­ga car­rie­ra di una figlia che ha avu­to la gran­de for­tu­na di ave­re due geni­to­ri straor­di­na­ri, moder­ni. Tra­spa­re un for­te sen­so di gra­ti­tu­di­ne nel­le paro­le di Car­men Con­so­li ver­so i geni­to­ri, lo stes­so che sta cer­can­do di tra­sfe­ri­re come mam­ma a suo figlio. Ma non solo, “gra­ti­tu­di­ne pro­prio alla vita e agli altri. Pri­ma di fare qua­lun­que cosa io espri­mo gra­ti­tu­di­ne per la mia vita, per­ché è una vita mol­to bel­la”.

Duran­te la mes­sa in onda dell’intervista com­pa­ri­rà un QR Code che per­met­te­rà, inqua­dran­do­lo con la tele­ca­me­ra del pro­prio smart­pho­ne, di acce­de­re a una serie di con­te­nu­ti spe­cia­li dedi­ca­ti all’artista, dispo­ni­bi­li sul sito skytg24.it. Tut­te le inter­vi­ste di “Sto­ries” sono anche pro­po­ste tra i pod­ca­st di Sky TG24, sul sito skytg24.it e sul­le prin­ci­pa­li piat­ta­for­me di podcasting.

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