MUSICA

Gaia e il nuovo disco ‘Alma’: “È stato come tornare indietro nel tempo guardandomi da lontano”

È usci­to in ver­sio­ne fisi­ca e digi­ta­le su tut­te le piat­ta­for­me di strea­ming e digi­tal down­load Alma, il nuo­vo pro­get­to disco­gra­fi­co (Sony Music Italy/Columbia Records) di Gaia, che arri­va a un anno e mez­zo da “Nuo­va gene­si”, il suo pri­mo album. Alma si com­po­ne di 15 trac­ce dove c’è tut­to il tro­pi­ca­li­smo di Gaia, il suo pop con­tem­po­ra­neo, la sua fre­schez­za e la sua liber­tà di scel­ta nel­l’u­ti­liz­za­re l’i­ta­lia­no e il por­to­ghe­se nel­lo stes­so modo, nel­la scrit­tu­ra, nel­le paro­le, nel canto.

Ho scrit­to ALMA nei mesi del loc­k­do­wn e in quel­li a segui­re, è sta­to come tor­na­re indie­tro nel tem­po guar­dan­do­mi da lon­ta­no e sono volu­ta tor­na­re li, dove tut­to coe­si­ste”.

L’i­ta­lia­no è sta­to scel­to per i bra­ni più spon­ta­nei men­tre il por­to­ghe­se è sta­to uti­liz­za­to per le trac­ce che viag­gia­no sui temi più pro­fon­di, intro­spet­ti­vi e più inti­mi. Su alcu­ne can­zo­ni le lin­gue si intrec­cia­no e viag­gia­no alla stes­sa lun­ghez­za d’onda.

Più che una scel­ta è sta­ta una esi­gen­za, l’i­ta­lia­no è arri­va­to dove la lin­gua bra­si­lia­na fini­va e vice­ver­sa, alla fine mi sono accor­ta che in Alma ci sono io, sen­za gene­ri, sen­za eti­chet­ta, li c’è Gaia, nel bene e nel male ci sono io. ALMA è una let­te­ra mol­to sin­ce­ra di ciò che è sta­to l’ul­ti­mo anno e mez­zo. Ho vis­su­to tan­te emo­zio­ni dif­fe­ren­ti e ho dovu­to anda­re a sco­va­re da dove deri­vas­se la mia ani­ma, che vite pas­sa­te aves­se vissuto”.

L’u­sci­ta di Alma anti­ci­pa il con­cer­to di Gaia in pro­gram­ma il pros­si­mo 21 novem­bre al Coro­na
Capi­tal 2021
, uno tra gli even­ti live più impor­tan­ti del pano­ra­ma suda­me­ri­ca­no inter­na­zio­na­le che si ter­rà a Cit­tà del Mes­si­co e che solo que­st’an­no nel­la line up avrà i Tame Impa­la, Disclo­su­re, The Kooks, Twen­ty One Pilo­ts e mol­ti altri arti­sti di fama mon­dia­le. Un sogno che si rea­liz­za per la can­tau­tri­ce ita­lo-bra­si­lia­na che la scor­sa esta­te è sta­ta in tour live per la pri­ma vol­ta in Ita­lia con il “Final­men­te in tour”, un viag­gio di 13 tap­pe con­clu­so­si a Mila­no al “MI MANCHI, ANCORA”, dove Gaia ha pre­sen­ta­to in ante­pri­ma alcu­ne estrat­ti del nuo­vo album con un’ex­clu­si­ve album preview.

Gaia can­ta di viag­gi inte­rio­ri, esplo­ra­zio­ni del pro­prio uni­ver­so e del­le pro­prie ani­me, di
espe­rien­ze vis­su­te, flus­si emo­zio­na­li e per­cor­si del­la men­te attra­ver­so i vari pat­tern emo­ti­vi, di gio­ie, dolo­ri, fal­li­men­ti e tra­guar­di, mostran­do la ricer­ca che è sta­ta fat­ta nel pro­ces­so di crea­zio­ne di un album che per lei rap­pre­sen­ta il qui e ora. Il nuo­vo pro­get­to disco­gra­fi­co e inte­ra­men­te cura­to e scrit­to da Gaia insie­me ad alcu­ni dei pro­dut­to­ri più influen­ti del­la sce­na musi­ca­le attua­le, come Simon Says, Orang3 e Mr Mon­key.

Alma diven­ta per Gaia uno spec­chio oltre la sua imma­gi­ne pub­bli­ca, è il tem­po cer­ca­to per
ascol­tar­si nel­le pro­prie imper­fe­zio­ni e negli stes­si pun­ti di for­za. È un viag­gio a ritro­so nel­la sto­ria di una fami­glia cre­sciu­ta tra due mon­di in cui la can­tau­tri­ce si pre­sen­ta sen­za costru­zio­ni e sovra­strut­tu­re, fon­den­do gli ascol­ti geni­to­ria­li di Jor­ge Ben Jor, Cae­ta­no Velo­so, Vasco, Nina Simo­ne, Kay­tra­na­da, Tame Impa­la e Mari­sa Mon­te. I bra­ni con­te­nu­ti nel­l’al­bum non seguo­no logi­che, sono tan­to istin­ti­vi nel­la fase di idea­zio­ne quan­to cura­ti
nel­la fase di pro­du­zio­ne, ren­den­do così il disco essen­zia­le nei con­te­nu­ti e allo stes­so tem­po spe­ri­men­ta­le nei sound.

Nel nuo­vo album sono diver­si i temi affron­ta­ti da Gaia. C’è una natu­ra inva­den­te e pre­pon­de­ran­te come la natu­ra bra­si­lia­na, ci sono le don­ne, le non­ne, le madri, le figlie, le radi­ci matriar­ca­li del­la sua fami­glia che l’ha cre­sciu­ta “sen­za mai fare un pas­so indie­tro, lad­do­ve la pau­ra non deve esi­ste­re”. Non c’è gene­re in Alma come non c’è gene­re in Gaia e l’in­clu­sio­ne diven­ta rima, nota, voce oltre le eti­chet­te e le cate­go­rie imposte.

L’e­ste­ti­ca del­l’al­bum ruo­ta attor­no alle diver­se sfu­ma­tu­re di Gaia, mostran­do sia il suo lato ele­gan­te e raf­fi­na­to tra­mi­te le ripre­se foto­gra­fi­che, sia il lato più real, diver­ti­to e gio­co­so dei suoi 24 anni gra­zie alle rap­pre­sen­ta­zio­ni gra­fi­che cura­te da tatuag­gi­ma­le, che si è occu­pa­to anche di tatua­re la schie­na del­la can­tau­tri­ce con il tito­lo del suo nuo­vo disco “ALMA”. La coper­ti­na del nuo­vo album vede
Gaia di schie­na che indos­sa un esca­po­la­rio,
sim­bo­lo reli­gio­so risa­len­te al XII seco­lo che in epo­che recen­ti con­ti­nua a esse­re per i fede­li
imma­gi­ne di affet­to e devo­zio­ne, sup­por­tan­do la sal­vez­za spi­ri­tua­le di chi lo indos­sa. In col­la­bo­ra­zio­ne con ANIMU (Asso­cia­zio­ne
Nazio­na­le Inter­pre­ti di Lin­gua dei Segni Ita­lia­nia) sono sta­ti rea­liz­za­ti dei can­vas per Spo­ti­fy nei qua­li sono sta­ti inse­ri­ti dei movi­men­ti appar­te­nen­ti alla Lin­gua Ita­lia­na dei Segni, all’in­ter­no di loop coreo­gra­fi­ci in cui Gaia, bal­lan­do, comu­ni­ca l’e­mo­zio­ne che sca­tu­ri­sce dal­l’a­scol­to del bra­no col­le­gan­do la musi­ca al movi­men­to del cor­po. Que­sto pro­get­to nasce dal­la neces­si­tà di ren­de­re
sem­pre più inter­con­nes­si e inclu­si­vi i diver­si livel­li comu­ni­ca­ti­vi del­l’ar­te. La dan­za si fa vet­to­re di con­cet­ti ed emo­zio­ni nor­mal­men­te affi­da­ti all’a­scol­to, al suo­no, ren­den­do­li acces­si­bi­li e sen­za barriere.

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