MUSICA

Flaza: dopo l’esperienza ad Amici, l’artista pubblica i nuovi singoli “Malefica” e “Nuvole”

Male­fi­ca e Nuvo­le sono i nuo­vi sin­go­li di Fla­za in usci­ta il 29 otto­bre in radio e su tut­ti gli sto­re digi­ta­li. È una relea­se a bru­cia­pe­lo, che avvie­ne a pochi gior­ni dal­la sua usci­ta da Ami­ci, che sem­bra esse­re un mani­fe­sto emo­ti­vo per­fet­to per raccontarsi.

In Male­fi­ca infat­ti si evi­den­zia, la riso­lu­tez­za e la voglia di emer­ge­re a tut­ti i costi, mal­gra­do le pau­re e le dif­fi­col­tà emo­ti­ve, a costo di segui­re stra­de più lun­ghe e più dif­fi­ci­li. Per fare que­sto, per Fla­za è neces­sa­rio chiu­de­re in una cas­sa­for­te il pro­prio cuo­re e le pro­prie emo­zio­ni per ren­der­le intoc­ca­bi­li. Emer­ge­re dal­le tene­bre, pro­van­do a igno­ra­re il dolo­re e i sacri­fi­ci che com­por­ta, al costo di risul­ta­re male­fi­ca. È un sin­go­lo dai toni for­ti rac­con­ta­to da metri­che velo­ci e un ritor­nel­lo che sa stregare.

Il secon­do sin­go­lo è Nuvo­le in cui si par­la di un amo­re fini­to e dal retro­gu­sto dol­cea­ma­ro che lascia.
Un pez­zo dal­le atmo­sfe­re mini­ma­li e soft, in cui chi­tar­ra e un beat in 808 infon­do­no un sen­so di soa­ve lumi­no­si­tà, crean­do il giu­sto inca­stro tra trap e urban pop, rac­con­ta­to da un testo leg­ge­ro e rifles­si­vo. Entram­be le pro­du­zio­ni sono sta­te rea­liz­za­te da Mat­teo Alie­no.

Pochi arti­sti pos­so­no dimo­stra­re ai loro esor­di un carat­te­re e una distin­ti­vi­tà come lo può fare Fla­za. Que­sto talen­to nasce all’alba del 2000, sul­le spiag­ge di Fre­ge­ne: una loca­li­tà bal­nea­re che si tro­va a una man­cia­ta di chi­lo­me­tri da Roma. Un luo­go che pren­de vita solo d’estate, ospi­tan­do tan­ti roma­ni per le vacan­ze, per poi spro­fon­da­re in un letar­go lun­go 10 mesi.
Fla­via Zar­det­to, que­sto il suo vero nome, sogna di cam­bia­re la pro­pria vita, crean­do le pro­prie rego­le, pro­van­do a esse­re se stes­sa in tut­to e per tut­to, anche per­chè anco­ra oggi il riscat­to o l’au­to­de­ter­mi­na­zio­ne di una don­na sem­bra sem­pre richie­de­re un atto di ribel­lio­ne. È così che è sta­ta con­ce­pi­ta Fla­za, una pic­co­la peste che fa musi­ca nel­la sua cameretta/studio, che tor­na da una sera­ta pas­sa­ta nel­le stra­de roma­ne di Pra­ti o San Pao­lo e che fa la dee­jay in una festa infuo­ca­ta sul­la spiag­gia. Nel­la sua musi­ca ci tro­vi tan­ti ele­men­ti: la ruvi­di­tà del­la trap, la clas­se del pop, la fre­schez­za dell’urban. È ener­gia, è carat­te­re, è dol­cez­za, è spe­ran­za, è Fla­za.

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