MUSICA

Il Geometra: “Non cambierà mai la malsana esigenza di prenderci troppo sul serio”

A distan­za di qual­che mese dal­la pub­bli­ca­zio­ne di Per tut­te le madri che ha segna­to il ritor­no de Il Geo­me­tra dopo qua­si sei anni, la “cult” band umbra tor­na con il bra­no Per quel che resta distri­bui­to da Arti­st Fir­st: un flus­so di coscien­za, un fero­ce sus­se­guir­si di imma­gi­ni evo­ca­ti­ve che deli­nea­no sem­pre di più il con­cept del disco di pros­si­ma uscita.

Il Geo­me­tra è una band di Foli­gno (PG) com­po­sta da Jaco­po Maria Magri­ni (chi­tar­ra e voce); Fran­ce­sco Bitoc­chi (sinth/drum machi­ne e voce) e Loren­zo Venan­zi (bas­so). Nel 2014 pub­bli­ca­no l’EP indi­pen­den­te “La vita è un tut­to som­ma­to”, con la pro­du­zio­ne di Fran­ce­sco D’Oronzo, con­te­nen­te sin­go­li come “Marie Curie”, “Pre­ghie­ra ros­sa” e “Biblio­te­che Comu­na­li”. Nel 2015, dopo un tour dura­to qua­si un anno, regi­stra­no e pub­bli­ca­no l’album “Ulti­mi”, pres­so il Dude Music Stu­dio di Cor­reg­gio, con la pro­du­zio­ne di Ste­fa­no Ric­cò, per l’etichetta Pani­co Dischi. Il video del sin­go­lo, “Restia­mo nasco­sti”, vie­ne mon­ta­to attra­ver­so un “col­la­ge” di nume­ro­si mini-clip invia­ti dai fan del­la band. Le influen­ze del grup­po si rin­ven­go­no nel can­tau­to­ra­to ita­lia­no degli anni ’70 più inti­mi­sta, vesti­to di sono­ri­tà chi­tar­ri­sti­che coun­try-folk ed ele­men­ti mini­ma­li­sti di elet­tro­ni­ca, in tota­le assen­za di per­cus­sio­ni analogiche.

Rom­pia­mo il ghiac­cio con un vostro aned­do­to imba­raz­zan­te lega­to alla musica. 

Tut­ta la nostra espe­rien­za musi­ca­le è sta­ta costan­te­men­te carat­te­riz­za­ta dall’imbarazzo, ci sareb­be­ro mol­ti aned­do­ti da rac­con­ta­re. Una cosa che mi vie­ne in men­te, tra le tan­te, è la sin­go­la­re accu­sa di aver ruba­to il tele­co­man­do di un tele­vi­so­re da una squal­li­da pen­sio­ne in cui dor­mim­mo dopo una rocam­bo­le­sca esi­bi­zio­ne in Tosca­na! Duran­te il viag­gio di ritor­no, a coro­na­men­to di que­sta grot­te­sca vicen­da, pre­si anche una mul­ta per ecces­so di velo­ci­tà, per­den­do 3 pun­ti sul­la paten­te. Nes­su­no ha mai sapu­to che fine abbia fat­to quel tele­co­man­do. Spe­ro stia bene.

Come nasco­no le vostre can­zo­ni: chi scri­ve il testo e chi la tes­si­tu­ra musi­ca­le? C’è un momen­to del­la gior­na­ta che preferite? 

Soli­ta­men­te io (Jaco­po) mi occu­po sia dei testi che del­la musi­ca. Regi­stro dei pro­vi­ni chi­tar­ra e voce nel­le note audio del cel­lu­la­re. Pos­so dire che, di base, c’è sem­pre una cel­lu­la armonica/melodica pri­mor­dia­le sul­la qua­le can­to del­le paro­le che mi sem­bra­no “giu­ste” per quel­lo sce­na­rio musicale.

Qua­li sono sta­te le prin­ci­pa­li varia­zio­ni subi­te dal­la vostra musi­ca nel cor­so del tempo?

For­se c’è più con­sa­pe­vo­lez­za. Sono pas­sa­ti tan­ti anni dal nostro pri­mo e uni­co disco. Oggi sia­mo con­vin­ti di dover regi­stra­re solo ciò che ci pia­ce e che ci emo­zio­na, sen­za nes­su­na sovra­strut­tu­ra. Sia­mo adul­ti e abbia­mo dei lavo­ri che ci con­sen­to­no di vive­re a pre­scin­de­re dal­la musi­ca. Cre­do che non esi­sta liber­tà più gran­de per un arti­sta. Ovvia­men­te se ciò che pro­du­cia­mo incon­tra il gusto di un pub­bli­co ne sia­mo mol­to felici.

Ora par­lia­mo del vostro nuo­vo sin­go­lo “Per quel che resta”. Tut­to muta e nul­la tor­na come era pri­ma: cosa rap­pre­sen­ta per voi il cam­bia­men­to? Qua­le è, inve­ce, il sogno che non cam­bie­rà mai per Il Geometra?

Per quan­to mi riguar­da il cam­bia­men­to è sem­pre fon­te di sof­fe­ren­za. Sem­pre. Sono un abi­tu­di­na­rio, un osses­si­vo com­pul­si­vo. Mi desta­bi­liz­za tut­to ciò che met­te in cri­si la mia rou­ti­ne. Eppu­re, ho affron­ta­to tan­tis­si­mi cam­bia­men­ti negli ulti­mi anni. Per­ché sono neces­sa­ri e per­ché sono giu­sti. E mol­to spes­so sono forie­ri di gran­de feli­ci­tà. Per il Geo­me­tra cre­do non cam­bie­rà mai la mal­sa­na esi­gen­za di pren­der­si trop­po sul serio. Non sia­mo mai leg­ge­ri nel­la musi­ca che scri­via­mo. È que­sto è un gran­de pec­ca­to per un grup­po che fa musi­ca leggera.

Cosa sie­te soli­ti fare pri­ma di sali­re sul pal­co? C’è un rito in par­ti­co­la­re a cui non pote­te pro­prio rinunciare? 

Non salia­mo su un pal­co dal 2016! Il rito a cui non pote­va­mo rinun­cia­re all’epoca era quel­lo di bere molto…ma non era que­stio­ne di scaramanzia!

Fare musi­ca nell’era dei social. Che rap­por­to ave­te con i social e quan­to cre­de­te sia impor­tan­te lavo­ra­re sul­la pro­pria imma­gi­ne? Perché?

Quan­to abbia­mo ini­zia­to era tut­to agli albo­ri. Era­va­mo piut­to­sto bra­vi nel gesti­re gli aspet­ti comu­ni­ca­ti­vi. Oggi direi che sia­mo disa­stro­si, non abbia­mo idea di cosa fun­zio­ni e di cosa non fun­zio­ni. Pos­so affer­ma­re, tut­ta­via, che allo sta­to attua­le riten­go mol­to fun­zio­na­le una comu­ni­ca­zio­ne mini­ma e isti­tu­zio­na­le. Abbia­mo 32 anni. È un’età in cui man­te­ne­re il deco­ro è fon­da­men­ta­le. E per quan­to ci riguar­da non abbia­mo mol­to altro da conservare.

Dopo l’uscita di “Per tut­te le madri” e “Per quel che resta”, sia­mo in atte­sa del disco pros­si­mo all’uscita. Cosa pote­te anti­ci­par­ci cir­ca quest’ultimo?

Il disco usci­rà ver­so la fine di novem­bre. Sarà un album con un con­cept, ma for­se sareb­be più giu­sto dire con un cam­po seman­ti­co: i valo­ri fon­dan­ti del­la cristianità.

Il Geo­me­tra, la nostra inter­vi­sta è giun­ta al ter­mi­ne e io virin­gra­zio per que­sta chiac­chie­ra­ta, ma l’ultima paro­la va a voi: salu­ta­te i let­to­ri di Rifu­gio Musi­ca­le come meglio pre­fe­ri­te! Ciao e a presto!

Come scri­vo sem­pre nel­le mail lavo­ra­ti­ve: “restia­mo a dispo­si­zio­ne per qual­si­vo­glia con­fron­to e/o chia­ri­men­to. Un caro saluto”.

 

Giu­lia Massarelli

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