MUSICA

Edodacapo: “Farsi strada nel mercato discografico non dovrebbe essere l’obiettivo di nessuno”

Tra gli arti­sti più inte­res­san­ti del­la nuo­va sce­na indi­pen­den­te ita­lia­na, il gio­va­ne song­w­ri­ter taran­ti­no Edo­da­ca­po, è tor­na­to con Diven­to Mat­to, una fre­sca bal­lad iro­ni­ca pro­dot­ta da Fran­ce­sco Ponz per Depo­si­to Zero Stu­dios e distri­bui­ta da The Orchard.

Edo­da­ca­po è Edoar­do Trom­bet­tie­ri, can­tau­to­re taran­ti­no clas­se 1996. Negli ulti­mi anni ha pub­bli­ca­to un album in ita­lia­no con un grup­po indi­pen­den­te e un EP in ingle­se da soli­sta, pro­dot­to da lui in pri­ma per­so­na all’e­ste­ro cir­ca un anno e mez­zo fa. Dopo l’e­spe­rien­za da busker per le stra­de di Salo­nic­co e Bolo­gna, ora è pron­to a ini­zia­re un’avventura total­men­te nuo­va, scri­ven­do da solo in ita­lia­no, per la pri­ma volta.

Edo­da­ca­po, ben­ve­nu­to su Rifu­gio Musi­ca­le! Rom­pia­mo subi­to il ghiac­cio e rac­con­ta ai nostri let­to­ri cosa fai quan­do non can­ti. Ci sono altre pas­sio­ni che con­di­sco­no le tue giornate?

Teo­ri­ca­men­te sono lau­rea­to in Scien­ze Inter­na­zio­na­li e Diplo­ma­ti­che all’Università di Bolo­gna, quin­di se ho un po’ di tem­po libe­ro mi pia­ce resta­re aggior­na­to sugli Affa­ri Este­ri e su cosa suc­ce­de nel mon­do, più che in Ita­lia. Ulti­ma­men­te poi ho un focus par­ti­co­la­re sul cam­bia­men­to cli­ma­ti­co, quin­di spen­do mol­to tem­po a leg­ge­re e docu­men­tar­mi su que­sto tema. 

Ricor­di anco­ra la tua pri­ma can­zo­ne? Quan­to ti sen­ti diverso/maturo da quel momento? 

Cer­to che me la ricor­do. Ave­vo 16 anni cre­do, ave­vo scrit­to in ingle­se. Era una cosa dav­ve­ro tan­to brut­ta. In real­tà con­ti­nuo a scri­ve­re cose meno bel­le rispet­to ad altre. In gene­ra­le, per ogni bra­no pub­bli­ca­to ce ne sono alme­no 3 o 4 scar­ta­ti. Sen­to di aver fat­to un per­cor­so di cre­sci­ta dav­ve­ro inten­so, soprat­tut­to da quan­do sono al Depo­si­to Zero a Forlì.

Qua­li sono le tre cose che non pos­so­no mai man­ca­re nel­la tua vita? E nel­la tua musica? 

Non saprei rispon­de­re. Non ci ten­go mol­to alle cose mate­ria­li, viag­gio mol­to nell’interiorità. Quin­di potrei anche resta­re solo su un’isola sen­za nien­te, l’importante è che io con­ser­vi la memo­ria e la capa­ci­tà di pro­va­re emo­zio­ni, bel­le o brut­te che sia­no. E anche nel­la musi­ca è que­sto che por­to: la mia inte­rio­ri­tà, la mia memo­ria e le mie emozioni. 

Par­la­ci di “Diven­to Mat­to”, il tuo nuo­vo sin­go­lo dall’approccio iro­ni­co alle situa­zio­ni tristi. 

Fa ride­re. Alme­no, ogni vol­ta che lo ascol­to rido. È que­sta la sen­sa­zio­ne che deve lascia­re. Una gran­de risa­ta pur par­lan­do di situa­zio­ni che por­ta­no tri­stez­za. Il nostro mood dipen­de da noi, sia­mo noi a deci­de­re se esse­re tri­sti o feli­ci. E oggi deci­do di esse­re feli­ce, spen­sie­ra­to, alle­gro anche se le situa­zio­ni mi dimo­stra­no altro. 

Al gior­no d’oggi, quan­to è com­ples­so far­si stra­da nel mer­ca­to disco­gra­fi­co italiano? 

Dipen­de da qua­li sono i tuoi obiet­ti­vi. Se cer­chi fama e ric­chez­za, è tan­to dif­fi­ci­le. Se vuoi sem­pli­ce­men­te vive­re di que­sto, che è il mio caso, ci sono tan­te vie, quin­di in un modo o nell’altro, la stra­da si tro­va. Io la sto tro­van­do. Far­si stra­da nel mer­ca­to disco­gra­fi­co non dovreb­be esse­re l’obiettivo di nes­su­no. L’obiettivo dovreb­be esse­re sem­pre e solo uno: fare bel­la musica! 

Ora gio­chia­mo: attri­bui­sci un colo­re ed un sapo­re alla tua musi­ca e spie­ga­ci il perché! 

Azzur­ro. Non so per­ché, mi met­te sem­pli­ce­men­te di buon umo­re. O gial­lo. Ecco, anche il giallo!

Pro­get­ti per il futu­ro? Cosa bol­le in pen­to­la e cosa devo­no aspet­tar­si i tuoi ascoltatori? 

Lavo­ria­mo già al pros­si­mo pez­zo e ho pre­pa­ra­to già il mio live. E non vedo l’ora di por­tar­lo in giro. Non tra molto.

Un appel­lo a tut­ti i musi­ci­sti: PENSIAMO A FARE BUONA MUSICA, NON BUSINESS! 

Giu­lia Massarelli

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