MUSICA

Blumosso e il suo ‘TG’: “Siate innamorati; siate informati; siate voi stessi” | Intervista

Dopo aver con­se­gna­to, duran­te la scor­sa pri­ma­ve­ra, “Nor­de­st” all’oceano del Nuo­vo Pop ita­lia­no segui­to dal­la bel­la con­fer­ma di “Vabeh” ad ini­zio esta­te, Blu­mos­so chiu­de il pas­so a tre del suo nuo­vo trit­ti­co “Di que­sto e d’altri amo­ri” con una bal­la­ta sen­za tem­po, per­ché di tem­po non ne neces­si­ta più: TG è il nuo­vo som­mes­so urlo di liber­tà dell’artista puglie­se, sospe­so tra mete idea­li e idea­li che si fan­no con­dan­ne, cate­ne spes­so fin trop­po vin­co­lan­ti. Una dichia­ra­zio­ne d’intenti che diven­ta mani­fe­sto di una rina­sci­ta all’insegna di quel­le pic­co­le cose capa­ci di resti­tui­re la vera som­ma del tutto.


Chi è Blu­mos­so quan­do non è sot­to i riflettori? 

Ho una vita mol­to noio­sa e ordi­na­ria in veri­tà. Sto sem­pre a casa. Leg­go, scri­vo, suo­no. L’estate vadoal mare ogni tan­to. Tut­ti i gior­ni dal­le 18 alle 2 di not­te lavo­ro (com­pre­si i saba­ti e le dome­ni­ca) … e se non lavo­ro… sono sot­to i riflet­to­ri…. Acce­ca­to J Biso­gna fare una vita rego­la­re. Io pas­sa­ti i tren­ta ne ho bisogno. 

Rive­la ai let­to­ri il luo­go più stra­no dove hai scrit­to le tue canzoni. 

Su un camion­ci­no dei pani­ni, men­tre pren­de­vo l’ordine di una cop­pia di vacan­zie­ri islandesi. 

Nel­lo scri­ve­re un bra­no, segui un iter pre­ci­so? Vie­ne pri­ma il testo o la tes­si­tu­ra musi­ca­le? E cosa non può mai man­ca­re in una tua canzone?

Sin­ce­ra­men­te no. Non c’è una rego­la. Spes­so però le can­zo­ni nasco­no da fra­si o da linee melo­di­che lega­te alle fra­si stes­se, mai da una serie di accor­di quin­di. In una mia can­zo­ne non deve mai man­ca­re un rife­ri­men­to (anche pic­co­lis­si­mo) a qual­co­sa che ho vis­su­to davvero.

Come nasce l’idea del mini Ep di tre bra­ni dal tito­lo “Di que­sto e d’altri amori”? 

Dirò la veri­tà: que­sta del­la trio­lo­gia è un’invenzione pen­sa­ta dopo. All’inizio c’era solo la voglia di con­di­vi­de­re tre bra­ni che sape­vo già­non avrei inse­ri­to nel pros­si­mo lavo­ro. E allo stes­so tem­po, non lascia­re que­ste can­zo­ni spar­se a caso nel web. Quin­di ho cer­ca­to una qua­dra. Un mini Ep.

Qua­le è il fil rou­ge che lega le tre can­zo­ni — “Nor­de­st”, “Vabeh” e l’ultimo bra­no usci­to “TG” — con­te­nu­te nel nuo­vo trittico? 

Non c’è un vero fil rou­ge tra le can­zo­ni, se non la somi­glian­za del­le sen­sa­zio­ni lega­te ai ricor­di che mi han­no por­ta­to a scri­ve­re i bra­ni: nostal­gia, delu­sio­ne, speranza. 

Che tipo di rap­por­to hai con il tem­po e come ti vedi tra ven­ti anni? 

Bah cer­co di non pen­sar­ci … scher­zo. Ho sem­pre avu­to un rap­por­to estre­ma­men­te pos­ses­si­vo con il tem­po. Quan­to meno con il mio. Il pro­prio tem­po è sacro e neces­sa­rio. Tra 20 anni mi vedo essen­zial­men­te in due modi: bene o male. L’elemento ver­ti­ce del­le due stra­de anco­ra devo capi­re qual è però.

Sei già alle pre­se con un nuo­vo pro­get­to? Cosa puoi anticiparci? 

Non voglio sve­la­re nul­la. Dico solo che “dirà addio all’acqua. E che mi sono diver­ti­to tan­tis­si­ma a regi­stra­re le can­zo­ni del disco, coin­vol­gen­do quan­ti più ami­ci possibile. 

Ora l’ultima paro­la va a te, puoi aggiun­ge­re ciò che vuoi!

Sia­te inna­mo­ra­ti; sia­te infor­ma­ti; sia­te voi stessi.

Giu­lia Massarelli

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