MUSICA

Fabrizio Festa: “Ogni canzone una stella cometa a se, senza essere scia di nessun’altra”

È così che fa l’amore è il nuo­vo sin­go­lo di Fabri­zio Festa, scrit­to dal­lo stes­so arti­sta e dispo­ni­bi­le nei digi­tal sto­re. Si trat­ta di un inno all’amore, un sen­ti­men­to che quan­do arri­va, ti sor­pren­de, ti accen­de, ti ren­de immor­ta­le, fuo­ri dal tempo. 

Fabri­zio è anche idea­to­re e regi­sta del video­clip uffi­cia­le, gira­to nel “cen­tro del mon­do”, la nostra bell’Italia, l’Abruzzo, tra Cela­no e l’immensità “hol­li­woo­dia­na” di Pia­ni di pez­za, luo­ghi incan­ta­ti e magni­fi­ci del­la nostra terra.

Fabri­zio Festa è uno scrit­to­re di can­zo­ni, can­tan­te, musi­ci­sta, da qual­che tem­po scrit­to­re let­te­ra­rio (suo pri­mo roman­zo “L’Altare”). Si defi­ni­sce “scrit­to­re di can­zo­ni”, più che can­tau­to­re. Fabri­zio come eco di radi­ca­ta tra­di­zio­ne can­tau­to­ria­le, Festa come inno­va­zio­ne, dina­mi­smo, beat musi­ca­le, “abbrac­cio socia­le”; un mix per­fet­to che si rispec­chia nel­la sua musi­ca, pro­fon­di­tà e uni­ci­tà nei testi che si inca­stra­no magi­ca­men­te nel­le melodie/armonie, da ren­der­lo popo­la­re. Una lun­ga car­rie­ra alle spal­le, fat­ta di tan­te illu­stri col­la­bo­ra­zio­ni, come quel­la con Mas­si­mo Luca (chi­tar­ri­sta di Lucio Bat­ti­sti) e un lun­go per­cor­so live, fat­to di tan­ti con­cer­ti in cui ha matu­ra­to l’anima da roc­ker, ma allo stes­so tem­po affi­na­to la sen­si­bi­li­tà nel­le pro­fon­de super­fi­ci del pop.

Ciao Fabri­zio Festa, ben­ve­nu­to su Rifu­gio Musi­ca­le! Rac­con­ta­ci un po’ di te, pro­va a descri­ver­ti con tre aggettivi. 

Empa­ti­co, crea­ti­vo, capar­bio.

Com’è cam­bia­to, nel cor­so del tem­po e secon­do la tua espe­rien­za musi­ca­le, il modo di vive­re con la musi­ca e cosa signi­fi­ca esse­re un can­tau­to­re oggi? 

Per quan­to mi riguar­da, non mol­to. Il mio per­cor­so musi­ca­le è sem­pre fat­to di stu­dio, disci­pli­na, con­tem­pla­zio­ne e ispi­ra­zio­ne, scrit­tu­ra e di tan­te ore di stu­dio sul­lo stru­men­to del­la chi­tar­ra e del­la voce (per­ché la voce è anche stru­men­to, e mol­to più com­pli­ca­to dove non hai pun­ti di appog­gio tan­gi­bi­li, ma solo imma­gi­na­ri “vedi tasti di un pia­no­for­te o di una chi­tar­ra”); anzi pos­so aggiun­ge­re che nel­la “velo­ci­tà” di vita e nell’andare tut­ti di cor­sa, ho sen­ti­to sem­pre più la neces­si­tà di cemen­ti­fi­ca­re cre­sci­ta inte­rio­re e con­sa­pe­vo­lez­za musi­ca­le. Sot­to l’aspetto eco­no­mi­co, rispet­to a ieri, oggi si vive essen­zial­men­te di concerti. 

La musi­ca però è con­di­vi­sio­ne e per quel­lo “esse­re” un can­tau­to­re (anche se mi defi­ni­sco “scrit­to­re di can­zo­ni”), ti “obbli­ga” posi­ti­va­men­te a rap­por­tar­ti e “fon­der­ti” emo­zio­nal­men­te con la gen­te che ti ascol­ta, dove sicu­ra­men­te oggi è più com­pli­ca­to “fer­mar­la” pro­prio per quel­la “velo­ci­tà” socia­le sopraccitata. 

Aggiun­gen­do che scri­ve­re can­zo­ni oggi, para­dos­sal­men­te è un impe­gno mag­gio­re, ogni can­zo­ne dev’essere “riu­sci­ta”, bel­la, dove i cosid­det­ti riem­pi­ti­vi per gli album di un tem­po, non fan­no più pre­sa sull’ascoltatore.

Affac­cian­do­mi sul­le gio­va­ni leve can­tau­to­ra­li, con­si­glie­rei di approc­ciar­si ad uno stru­men­to, per­so­na­liz­zan­do­si, cer­can­do di evi­ta­re il più pos­si­bi­le la com­po­si­zio­ne con appli­ca­zio­ni per com­pu­ter e smartphone.

Par­la­ci del tuo ulti­mo sin­go­lo dal tito­lo “È così che fa l’amore”. Un vero e pro­prio inno all’amore: cosa ti ha por­ta­to a scri­ve­re di que­sto subli­me sen­ti­men­to e pro­fon­da emozione? 

La can­zo­ne è arri­va­ta, come arri­va l’amore, ina­spet­ta­ta, di sor­pre­sa, vee­men­te. L’ho scrit­ta il tem­po stes­so del­la can­zo­ne, testo e musi­ca, sen­za ragio­nar­ci. Cre­do si per­ce­pi­sca la natu­ra­lez­za e la flui­di­tà del­la can­zo­ne. Sicu­ra­men­te frut­to di tan­ta vita vis­su­ta. Dici bene sì, un inno. Non ero con­sa­pe­vo­le di quel che sta­vo scri­ven­do, ma effet­ti­va­men­te più per­so­ne stan­no evi­den­zian­do e sot­to­li­nean­do che è una sor­ta di cele­bra­zio­ne dell’amore , una cele­bra­zio­ne emo­ti­va, sentimentale. 

Dai mol­ti mes­sag­gi che mi arri­va­no, mi aggiun­go­no che “arri­va nel­le visce­re e non se ne va più”. Non può che far­mi pia­ce­re tut­to que­sto, e il tito­lo è così asso­lu­to, che in tal sen­so non pote­va esser altri­men­ti. L’amore è eter­na magia, e come scri­vo nel testo “è un mira­co­lo alto e pro­fon­do, ci ren­de immor­ta­li, spaz­za via tut­ti i mali”.

Ama­re o esse­re ama­ti, cosa ti spa­ven­ta di più?

Bel­la doman­da. Ama­re, ma cre­do sia così per tut­ti (o qua­si). Ama­re ti ren­de nudo, ti apre il pet­to e si può esser tra­fit­ti con la stes­sa faci­li­tà di come un col­tel­lo pas­si nel bur­ro. Cre­do che esse­re ama­ti, pos­sa inse­gnar­ti ad ama­re. La gene­ro­si­tà che ti vie­ne dona­ta, puoi (e devi) solo pren­der­la come bene pre­zio­so, per rido­nar­lo ed evol­ver­ti nel com­por­ta­men­to amoroso/sentimentale. Aggiun­go, che ama­re nel sen­so amo­ro­so, quel­lo stret­to a due, è il sen­ti­men­to che tut­ti vor­rem­mo pro­va­re alme­no una vol­ta nel­la vita, sen­za di quel­lo, la vita non ha sen­so. Ed è per que­sto moti­vo che è così pre­zio­so e quan­do arri­va l’incastro di ama­re ed esse­re ama­ti, ricam­bia­ti, è un mira­co­lo del cie­lo e del­la ter­ra, ed è così che nasco­no anche le can­zo­ni. Così fa l’amore.

Cosa puoi dir­ci, inve­ce, del video­clip uffi­cia­le di “È così che fa l’amore”?

Nel men­tre si scri­ve una can­zo­ne, soli­ta­men­te si han­no del­le imma­gi­ni che scor­ro­no nel­la testa. Que­sto faci­li­ta anche lo sto­ry­board di un video. Ave­vo chia­re nel­la men­te, qua­si tut­te le ripre­se che sono sta­te gira­te. In qual­che modo sono lega­to al cine­ma, la regia cine­ma­to­gra­fi­ca è sem­pre sta­ta una mia pas­sio­ne, che nel tem­po ho mes­so in pra­ti­ca nei miei video­clip, come quest’ultimo lavo­ro. I pri­mi pia­ni di Oli­ver Sto­ne, la socia­li­tà di Ken Loach, il dina­mi­smo di Dan­ny Boy­le, il magne­ti­smo di Ale­jan­dro Gon­za­les Inar­ri­tu, per esem­pio, mi han­no dato modo di svi­lup­pa­re il mio occhio e ripro­dur­lo in que­sto caso, sul­la medi­ter­ra­nea bel­lez­za del­la talen­tuo­sa e foto­ge­ni­ca ragaz­za del video, Fran­ce­sca Bian­co­ne. Le loca­tion scel­te, sot­to­li­nea­no quan­to sia bel­lo il nostro pae­se. Il Castel­lo Pic­co­lo­mi­ni di Cela­no, non è solo un capo­la­vo­ro archi­tet­to­ni­co, ma è pro­prio nel cen­tro d’Italia e di con­se­guen­za per il pri­ma­to di bel­lez­za che abbia­mo nel mon­do, “il cen­tro del mon­do”, come dico nel­la can­zo­ne. Pia­ni di Pez­za sem­pre nell’abruzzese, non ha nul­la da invi­dia­re alle diste­se­hol­ly­woo­dia­ne, anzi, è la nostra ter­ra ad esse­re la più invidiata. 

Come con­ti­nue­rai a stu­pi­re i tuoi ascol­ta­to­ri? Album in arrivo?

Spe­ro di far­lo can­zo­ne per can­zo­ne, una alla vol­ta. Ogni can­zo­ne una stel­la come­ta a se, sen­za esse­re scia di nessun’altra. Per un Album vedre­mo se i tem­pi saran­no matu­ri. Spe­ro ulte­rior­men­te di stu­pir­li con il mio lato let­te­ra­rio, dove sto scri­ven­do due nuo­vi roman­zi, uno pos­so anti­ci­pa­re, rima­nen­do in tema, una sor­pren­den­te sto­ria d’amore.

Fabri­zio Festa, la nostra inter­vi­sta è giun­ta al ter­mi­ne. Ora puoi salu­ta­re i nostri let­to­ri con una fra­se per te impor­tan­te. Ti rin­gra­zio per esse­re sta­to con noi.

Se sor­pren­di te stes­so, sor­pren­di ed emo­zio­ni anche gli altri. 

Giu­lia Massarelli

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