MUSICA

Ivana Spagna reinterpreta un noto brano in occasione di un importante anniversario

In occa­sio­ne dell’anniversario del­la fine del­la guer­ra in Viet­nam, esce in digi­ta­le la rein­ter­pre­ta­zio­ne di Iva­na Spa­gna del­lo sto­ri­co bra­no dei Cree­den­ce Clear­wa­ter Revi­val, Have you ever seen the rain. La can­zo­ne sarà il lato A di un 45 giri in vini­le dispo­ni­bi­le in pre-order a par­ti­re dal 15 mag­gio. Il lato B sarà Brid­ge over trou­bled water, bra­no di Simon & Gar­fun­kel inter­pre­ta­to dal vivo in con­cer­to da Iva­na Spa­gna. È onli­ne da anche il videoclip.

“A vol­te, nel­la vita, le cose ti ven­go­no incon­tro sen­za che tu le cer­chi - rac­con­ta Iva­naUn gior­no il mio mana­ger, l’Avv. Ugo Cer­ru­ti mi man­da la can­zo­ne Have you ever seen the rain con un mes­sag­gio “Te la ricor­di?”. Cer­to che me la ricor­da­vo. Era un bra­no sto­ri­co dei Cree­den­ce Clear­wa­ter Revi­val, miti­co grup­po degli anni ’70. Ria­scol­tan­do­lo, dopo mol­to tem­po, ho fat­to mol­ta più atten­zio­ne al testo e mi sono resa con­to che, pur essen­do “easy liste­ning”, è un bra­no che par­la del­la guer­ra in Viet­nam e, dopo alcu­ne ricer­che, ho sco­per­to anche che la fra­se Have you ever seen the rain coming down on a sun­ny day era la descri­zio­ne dell’effetto otti­co che crea­va un poten­te defo­lian­te usa­to per defo­re­sta­re le zone di guer­ra e sco­va­re il “nemi­co”. L’”agent oran­ge”, così veni­va chia­ma­to, era rila­scia­to dagli aerei e men­tre cade­va a ter­ra sem­bra­va una leg­ge­ra piog­gia, una “piog­gia” che a distan­za di anni, lascia anco­ra segni deva­stan­ti su tan­ti bam­bi­ni inno­cen­ti. Tan­to odio la guer­ra e tan­to amo que­sta fra­se di Abra­ham Lin­coln ‘Non esi­ste un modo ono­re­vo­le di ucci­de­re né un modo gar­ba­to di distrug­ge­re. Non c’è nien­te di buo­no nel­la guer­ra, eccet­to la sua fine”.

Per l’arrangiamento e la rea­liz­za­zio­ne del bra­no, avve­nu­ta in pie­no loc­k­do­wn, Iva­na è sta­ta affian­ca­ta “vir­tual­men­te” dal fra­tel­lo Theo (che ha appe­na rice­vu­to un impor­tan­te rico­no­sci­men­to dall’Ascap Ame­ri­ca­na come auto­re di uno dei pez­zi più suo­na­ti del 2020): 

“Mi ha col­pi­to tal­men­te tan­to tut­to que­sto — pro­se­gue — che ho pen­sa­to di ripro­por­lo alla gen­te ed ho volu­to rea­liz­za­re subi­to il pro­get­to anche se si era in pie­no loc­k­do­wn e, non poten­do usci­re di casa per anda­re in stu­dio di regi­stra­zio­ne, sono sta­ta costret­ta a diven­ta­re un po’ tec­no­lo­gi­ca. Sono sta­ta, pra­ti­ca­men­te, tele­co­man­da­ta’ a distan­za da mio fra­tel­lo Theo: dal suo stu­dio, con il suo com­pu­ter mi ha gui­da­ta pas­so dopo pas­so. L’arrangiamento è sta­to fat­to da lui tran­ne la par­te degli archi (par­te cen­tra­le del pez­zo) che ho arran­gia­to e suo­na­to io. Ho can­ta­to a casa, usan­do un com­pu­ter ed un micro­fo­no posi­zio­na­ti nel mio guar­da­ro­ba e mio fra­tel­lo ha poi pesca­to la mia voce, gli archi, ed i cori ed ha fat­to tut­to il resto.”

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