INTERVISTA

Milella : “La difficoltà maggiore non dipende dai rapporti, ma da noi stessi”

Dopo esse­re soprav­vis­su­to alle guer­re stel­la­ri di un esor­dio col bot­to, Milel­la tor­na a con­ta­re tut­ti i suoi dub­bi sull’amore e sul­la mor­te nel suo nuo­vo sin­go­lo per Revubs Dischi, dispo­ni­bi­le su tut­te le piat­ta­for­me digi­ta­li dal tito­lo Fon­da­men­ta­le. Il bra­no è il pro­me­mo­ria che il can­tau­to­re puglie­se pre­scri­ve alla sce­na, per non dimen­ti­ca­re tut­to ciò che dav­ve­ro conta.

Milel­la vie­ne dal­lo spa­zio pro­fon­do del­le sue doman­de sen­za rispo­sta. Per non per­der­si mai, ha deci­so di navi­ga­re a vista: per ora, gli è anda­ta bene. Dopo l’e­sor­dio con “Guer­re Stel­la­ri” (pro­du­zio­ne a cura di Altro­ve pres­so La Cli­ni­ca Dischi), il suo pri­mo sin­go­lo per Revubs Dischi/Artist Fir­st, il viag­gio ripren­de ver­so mete lon­ta­ne da ogni sicu­rez­za: Fon­da­men­ta­le, il nuo­vo pro­me­mo­ria a sé stes­so di Milel­la.

Milel­la, ben­ve­nu­to su Rifu­gio Musi­ca­le! Rom­pia­mo subi­to il ghiac­cio: pro­va a descri­ver­ti con tre agget­ti­vi e spie­ga­ci il perché! 

Gra­zie a voi di Rifu­gio Musi­ca­le per l’ac­co­glien­za! Così, sen­za pen­sar­ci: nostal­gi­co, pole­mi­co e logor­roi­co. Nostal­gi­co per­ché vivo peren­ne­men­te al di fuo­ri del tem­po in cui sono esat­ta­men­te in quel momen­to, sem­pli­ce­men­te per­ché mi pia­ce rivi­ve­re più vol­te i momen­ti che ho già vis­su­to, ricor­di, even­ti, anche sicu­ra­men­te per scri­ver­ne; Pole­mi­co, per­ché cre­do fer­ma­men­te che sen­za il poter fare pole­mi­ca, la mia vita sareb­be per il 90% silen­zio­sa, mi pia­ce appel­lar­mi a tut­to, pro­van­do a dire la mia su qual­sia­si argo­men­to, mi pia­ce esse­re un guer­ri­glie­ro d’ar­go­men­ti nel­la vita quo­ti­dia­na; Logor­roi­co, è inu­ti­le anche spie­gar­lo, mi pia­ce par­la­re, rac­con­ta­re, discu­te­re e con­fron­tar­mi su qual­sia­si argo­men­to e, for­se anche da ciò deri­va il mio esse­re polemico.

Par­la­ci del tuo pro­get­to: quan­do hai capi­to di voler intra­pren­de­re un pro­get­to can­tau­to­ra­le soli­sta? Qua­li sono sta­te le moti­va­zio­ni che ti han­no spin­to a farlo?

Milel­la nasce nel­l’e­sta­te del 2010, suo­na­vo con i miei miglio­ri ami­ci da pochi mesi, ave­vo intra­pre­so pri­ma la cono­scen­za del bas­so elet­tri­co e, in segui­to, del­la chi­tar­ra, che ave­vo abban­do­na­to dopo poche lezio­ni duran­te le scuo­le medie. Nel 2010 è tut­to nato per gio­co, vole­vo con­qui­sta­re una ragaz­zi­na di cui mi ero infa­tua­to e, duran­te un cam­po esti­vo al lago, ho pro­va­to a descri­ve­re il tut­to com­po­nen­do un bra­no, che ricor­do anco­ra, il pri­mo bra­no che abbia mai scrit­to: Paro­le Lon­ta­ne. Da quel momen­to ho sen­ti­to un bri­vi­do nel­lo sto­ma­co, final­men­te ave­vo tro­va­to un modo per rac­con­tar­mi anche nel mio inti­mo, anche sen­za dover per for­za dare spie­ga­zio­ni a chiun­que. Da quel 2010 non ho mai smes­so di rac­con­tar­mi attra­ver­so le can­zo­ni, è nato tut­to da un dop­pio col­po di ful­mi­ne in pratica.

Qual è, secon­do te, il ruo­lo del can­tau­to­re oggi? E tu, quan­to ti sen­ti par­te dell’attuale pano­ra­ma musi­ca­le di ten­den­za? C’è un momen­to sto­ri­co pre­ci­so in cui avre­sti volu­to vivere?

Il ruo­lo moder­no del can­tau­to­re è dif­fi­ci­le da spie­ga­re, per­ché dovreb­be tut­to deri­va­re da una sana esi­gen­za di rac­con­tar­si all’in­ter­no dei bra­ni qua­si fos­se­ro un roman­zo, ma spes­so in real­tà tut­to divie­ne solo un con­te­ni­to­re per inse­gui­re la “fama”, sem­pre più pro­get­ti pun­ta­no al dive­ni­re vira­li più che a far pas­sa­re il mes­sag­gio all’in­ter­no dei bra­ni, spes­so com­po­sti da luo­ghi comu­ni e giri di paro­le che non van­no a fini­re da nes­su­na par­te, anche se per for­tu­na ci sono anco­ra dei baluar­di del­la musi­ca, sia emer­gen­te, che affer­ma­ta, a por­ta­re avan­ti que­sto “cre­do”. Io non mi sen­to par­te di qual­che pano­ra­ma in par­ti­co­la­re, anche per­ché le ten­den­ze moder­ne non mi rispec­chia­no al 100%, tran­ne in deter­mi­na­ti casi ovvia­men­te, ma al con­tem­po pen­so di vive­re nel momen­to sto­ri­co più adat­to a quel­lo che è il mio modo di comu­ni­ca­re. Non pos­so sape­re se nasce­re negli anni 60/70 avreb­be aiu­ta­to ancor di più la mia crea­ti­vi­tà, ma con­ti­nue­rò a cre­de­re che que­sta sia l’e­po­ca per­fet­ta per me e per il mio modo e biso­gno di comunicare. 

Fon­da­men­ta­le” è il tito­lo del tuo nuo­vo sin­go­lo, una sor­ta di pro­me­mo­ria per non dimen­ti­ca­re tut­to ciò che dav­ve­ro con­ta. C’è mai sta­to un momen­to nel­la tua vita in cui ti sei dovu­to fer­ma­re, fare il pun­to del­la situa­zio­ne e accor­ger­ti che in fon­do era poche le cose vera­men­te impor­tan­ti? Di cosa non potrai mai fare a meno? 

In real­tà in un perio­do che va fra il 2015 e il 2017 ho com­ple­ta­men­te mes­so da par­te il mio pro­get­to, per col­pa di una sor­ta di “over­do­se” musi­ca­le. Nasce­va­no sem­pre più pro­get­ti musi­ca­li e io che veni­vo dal­l’a­scol­to dei can­tau­to­ri sto­ri­ci, dal­l’e­splo­sio­ne indie 2008/2011 e i pri­mi can­tau­to­ri fine 90/2000 (Cre­mo­ni­ni, Fabi, Gaz­zè), ero total­men­te in con­fu­sio­ne, non sape­vo più a chi rivol­ger­mi e ho dovu­to stac­ca­re per rica­ri­ca­re le mie bat­te­rie; ave­vo per­so di vista il ruo­lo fon­da­men­ta­le che svol­ge­va la musi­ca per me e, il perio­do fer­mo, mi ha fat­to capi­re cosa per­so­nal­men­te stes­si cer­can­do all’in­ter­no del­la musi­ca, ovve­ro una tera­pia, che por­ta­vo avan­ti da anni e che final­men­te mi era di nuo­vo chia­ra dopo un perio­do di offu­sca­men­to. Se c’è poi qual­co­sa di cui pro­prio non pos­so fare a meno, è la mia fra­gi­li­tà, il mio emo­zio­nar­mi per qual­sia­si cosa, anche la più sem­pli­ce, la più pic­co­la, mi con­sen­te di resta­re total­men­te a con­tat­to con me stes­so, con il micro­co­smo che ho costrui­to attor­no a me. 

Qua­le cre­di che sia la cosa più dif­fi­ci­le ma fon­da­men­ta­le per man­te­ne­re un rap­por­to tra più persone? 

Cre­do che la dif­fi­col­tà mag­gio­re non dipen­da dai rap­por­ti, ma da noi stes­si. Spes­so si cer­ca una sor­ta di com­pen­sa­zio­ne, quin­di si par­te già dal pre­sup­po­sto di non esse­re com­ple­ti e i rap­por­ti diven­ta­no solo un con­te­ni­to­re di fru­stra­zio­ni e col­pe. In real­tà la sta­bi­li­tà par­te dal­l’e­qui­li­brio, per­ché è dif­fi­ci­le man­te­ne­re un qual­sia­si gene­re di rap­por­to con gli altri se non ci sen­tia­mo già com­ple­ti con noi stessi. 

Qual è la più gran­de pau­ra di Milella? 

La mia pau­ra è sem­pre sta­ta quel­la di non cre­der­ci trop­po, fin dal­l’a­do­le­scen­za, come se già sapes­si di non riu­sci­re sin dal­l’i­ni­zio a por­ta­re a ter­mi­ne un pro­get­to, anche se poi alla fine non ho mai inter­rot­to nul­la. Ho pau­ra di non ave­re il corag­gio di anda­re fino in fon­do nel­le cose in cui cre­do, per­ché il tem­po cor­re e ogni gior­no sem­bra esser­ci sem­pre una nuo­va data di sca­den­za. Quin­di pro­ba­bil­men­te la pau­ra è più quel­la del tem­po che cor­re trop­po veloce. 

Come stai viven­do l’immobilità obbli­ga­ta che la musi­ca attra­ver­sa in que­sto momen­to storico?

Dicia­mo che que­sto perio­do di sta­ti­ci­tà ammaz­za un po’ la crea­ti­vi­tà, infat­ti quan­do c’è uno spi­ra­glio di “liber­tà” e, rie­sco a vive­re un po’ di più i rap­por­ti e le espe­rien­ze, anche sem­pli­ce­men­te con una gior­na­ta fuo­ri por­ta, mi sen­to com­ple­ta­men­te rige­ne­ra­to e pie­no di ispi­ra­zio­ne. Ora­mai l’es­se­re rin­chiu­si da più di un anno fra quat­tro mura ha ampli­fi­ca­to gli sti­mo­li ester­ni, infat­ti quan­do esco nei rari perio­di di zona gial­la, mi sen­to come un bam­bi­no al par­co gio­chi. Duran­te il pri­mo loc­k­do­wn ho seria­men­te cre­du­to che la chiu­su­ra potes­se aiu­tar­mi a por­ta­re avan­ti con cal­ma i miei lavo­ri musi­ca­li, ma in real­tà mi sono accor­to in fret­ta che non è così che fun­zio­na, ahimè. 

In futu­ro, con chi ti pia­ce­reb­be con­di­vi­de­re il pal­co? C’è un arti­sta con cui ti pia­ce­reb­be collaborare? 

Sicu­ra­men­te gli arti­sti moder­ni che mi han­no ispi­ra­to all’i­ni­zio degli anni 10 sono mol­te­pli­ci, da Bru­no­ri a Bron­di, da Cola­pe­sce a Den­te, è dif­fi­ci­le sce­glie­re qual­cu­no di loro con cui col­la­bo­ra­re. Ma for­se al momen­to ti direi che mi pia­ce­reb­be più col­la­bo­ra­re con una/un inter­pre­te. Uno dei miei obiet­ti­vi è quel­lo di por­ta­re avan­ti una car­rie­ra d’au­to­re di testi, quin­di mi pia­ce­reb­be col­la­bo­ra­re con qual­cu­no pre­stan­do la mia pen­na alla sua voce e alle sue esperienze. 

Milel­la, la nostra inter­vi­sta è giun­ta al ter­mi­ne. Ora il fina­le spet­ta a te, puoi aggiun­ge­re ciò che vuoi: spa­zio alla fan­ta­sia! Ciao e a presto!

È sem­pre bel­lo quan­do le inter­vi­ste rie­sco­no a far­mi sor­ri­de­re e le doman­de rie­sco­no a gasar­mi, quin­di anzi­tut­to gra­zie per gli sti­mo­li, saran­no di sicu­ro uti­li. Spe­ro di riu­sci­re al più pre­sto a vive­re tan­te espe­rien­ze, maga­ri qual­cu­na anche sul pal­co, ma soprat­tut­to a tor­na­re a viag­gia­re e vive­re la vita a pie­no, per­ché ho tan­to biso­gno di scri­ve­re, giu­ro che non chie­do altro! Ciao Rifu­gio Musi­ca­le, un abbraccio. 

Giu­lia Massarelli

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: