INTERVISTA

Guarany presenta “Abbracciami” : “Per me significa la sicurezza nella verità di un rapporto”

Gua­ra­ny pub­bli­ca il sin­go­lo Abbrac­cia­mi, inno all’a­mi­ci­zia per Street Label Records. Ave­va­mo lascia­to l’artista a Feb­bra­io con La tua par­te sot­ti­le, un sin­go­lo Indie che ave­va uffi­cia­liz­za­to l’en­tra­ta di que­sto arti­sta di Roma all’in­ter­no del­l’e­ti­chet­ta Street Label Records. 

Abbrac­cia­mi è pro­dot­to come nel caso del pri­mo sin­go­lo sem­pre da Clau­dio Zam­pa e Fla­vio Zam­pa pres­so lo stu­dio Impron­te Records. Que­sta vol­ta, l’ar­ti­sta, pro­po­ne al pub­bli­co un bra­no mol­to vici­no al pub­bli­co indie con con­no­ta­ti moder­ni, melo­di­ci e par­ti­co­lar­men­te ener­gi­ci. Il bra­no nasce dal­l’im­por­tan­za che l’a­mi­ci­zia ha per l’ar­ti­sta. Dopo anni di stu­dio par­ti­ti dal­la chi­tar­ra e dopo nume­ro­se espe­rien­ze con band dif­fe­ren­ti e gavet­ta sui pal­chi, Gua­ra­ny ha sen­ti­to la neces­si­tà di lavo­ra­re a qual­co­sa di per­so­na­le e uffi­cia­le, che lo ha por­ta­to a pro­dur­re due sin­go­li al fian­co di Street Label Records e, si spe­ra, pre­sto anche un disco solista.


Gua­ra­ny, ben­ve­nu­to sul­le nostre pagi­ne! Par­la­ci di te: oltre alla musi­ca, col­ti­vi altre passioni?

Un salu­to a voi e gra­zie dell’invito! Beh dicia­mo che sono cono­sciu­to per il fat­to che non rie­sco a sta­re mai fer­mo, tran­ne che per guar­da­re un bel film. Il cine­ma mi pia­ce mol­to, la con­si­de­ro una fab­bri­ca di arte e di sogni come la musi­ca. Oltre alla musi­ca ed al cine­ma ho mol­ti inte­res­si, sono una per­so­na curio­sa, anche trop­po a vol­te; facen­do una som­ma del­le cose tre cose che amo di più sono la musi­ca, il cine­ma ed il cibo. Però ho una pas­sio­ne segre­ta, ado­ro anda­re a pesca.

Cre­di sia faci­le, al gior­no d’oggi, far­si stra­da nel mer­ca­to musi­ca­le? Qua­li sono le più gran­di dif­fi­col­tà che hai incon­tra­to fino a que­sto momento?

Non è mai sta­to faci­le. Si trat­ta di un discor­so mol­to com­pli­ca­to, si trat­ta di cicli. Se capi­sci dove anda­re a para­re, se rie­sci ad espri­me­re te stes­so nel­la manie­ra miglio­re, riu­sci­rai a tro­va­re un ascol­to. Al gior­no d’oggi il pro­ble­ma è tro­va­re dei cana­li adat­ti da cui far­si ascol­ta­re. C’è un mon­do paz­ze­sco die­tro il main­stream musi­ca­le; un sot­to­bo­sco di auto­ri, mana­ger, uffi­ci stam­pa, boo­king ecc… in cui, se non si ha un indi­riz­zo giu­sto, si rischia di per­der­si sem­pre. La dif­fi­col­tà più gran­de che ho tro­va­te è sta­ta far­mi ascol­ta­re da qual­cu­no, per for­tu­na ci sono riu­sci­to, ma in que­sto mon­do le dif­fi­col­tà sono sem­pre die­tro l’angolo e non biso­gna abbas­sa­re mai la guardia.

Quan­to cre­di sia impor­tan­te, in un momen­to sto­ri­co come quel­lo che stia­mo viven­do, dare spa­zio alla Musi­ca, all’Arte e alla Bellezza?

Pre­mes­so che pian pia­no sono sicu­ro che stia­mo andan­do ver­so il ritor­no ad un qual­co­sa che somi­gli alla nor­ma­li­tà. Io vado un po’ con­tro cor­ren­te rispet­to a que­sto argo­men­to. Non nascon­dia­mo­ci die­tro ad un dito, l’arte e la bel­lez­za sono impor­tan­ti e vita­li per l’essere uma­no, ma lo stes­so pri­ma di tut­to deve man­gia­re e per far­lo ha biso­gno di sol­di. La pri­ma cosa che ser­ve è far man­gia­re le per­so­ne che lavo­ra­no in que­sto ambien­te, se non pos­so­no lavo­ra­re per far­lo, allo­ra che ci sia­no dei risto­ri ade­gua­ti, che non esi­sta più il “nero” in que­sto ambien­te ecc… Il pro­ble­ma non è che man­ca l’arte, ormai la stes­sa può esse­re fat­ta anche sen­za che ci sia per for­za un pub­bli­co, non sem­pre ovvia­men­te, ma è far vive­re le per­so­ne che ren­de­va­no pos­si­bi­le l’arte e che in que­sto momen­to non pos­so­no soprav­vi­ve­re sen­za un aiuto.

Il tuo nuo­vo sin­go­lo “Abbrac­cia­mi”, nasce dal­l’im­por­tan­za dell’amicizia: l’abbraccio è il miglior modo per dire ti voglio bene ad un ami­co. Hai sem­pre sen­ti­to l’importanza e la neces­si­tà di que­sto affet­tuo­so gesto o è sta­ta la pan­de­mia a far­ti capi­re quan­to con­ta un simi­le, sem­pli­ce ed essen­zia­le gesto? Cosa signi­fi­ca per te que­sto brano?

Io ho sem­pre abbrac­cia­to tut­ti, anche per un sem­pli­ce salu­to, non amo mol­to le stret­te di mano, le tro­vo ste­ri­li. I miei ami­ci lo san­no, non sono quel­lo che toc­ca men­tre par­la, ma amo i salu­ti calo­ro­si. Per me que­sto bra­no signi­fi­ca la cer­tez­za, la sicu­rez­za nel­la veri­tà di un rap­por­to come quel­lo che lega due o tre ami­ci che vivo­no in sim­bio­si le pro­prie vite, fis­se su dei bina­ri che si incro­cia­no sem­pre e con­ti­nue­ran­no a far­lo. Sono una per­so­na mol­to insi­cu­ra sot­to mol­ti pun­ti di vista ed i miei ami­ci sono sta­ti sem­pre uno sco­glio su cui aggrap­par­mi, vole­vo ren­de­re giu­sti­zia a que­sto ed ai milio­ni di ricor­di che por­te­rò sem­pre nel mio baga­glio personale.

In pas­sa­to hai avu­to nume­ro­se espe­rien­ze con band dif­fe­ren­ti. Quan­do e per­ché hai capi­to di voler ini­zia­re un pro­get­to soli­sta e cosa ti por­ti die­tro dell’esperienze fat­te con le band?

Ho capi­to di voler intra­pren­de­re un per­cor­so soli­sta quan­do, tro­van­do­mi solo, ho sen­ti­to che ave­vo anco­ra mol­to da dire e ho pen­sa­to “si for­se pos­so far­lo da solo”. Fare musi­ca vuol dire aver qual­co­sa da dire per me e una vol­ta che non lo avrò più smet­te­rò, ma fin­ché ho il corag­gio di met­te­re in gio­co le mie emo­zio­ni e sen­sa­zio­ni con­ti­nue­rò a fare musi­ca. L’esperienza con le band mi ha lascia­to ricor­di bel­lis­si­mi ma anche inse­gna­men­ti di vita inde­le­bi­li che han­no for­ma­to mol­ti dei miei valo­ri e prin­ci­pi per­so­na­li, che ogni per­so­na dovreb­be impa­ra­re nel­la vita, come e soprat­tut­to l’umiltà di fron­te al pros­si­mo. In pas­sa­to mi è man­ca­ta e, nel­le mie espe­rien­ze con le band, ne ho paga­to lo sconto.

Fare musi­ca nell’era dei social. Quan­to cre­di sia impor­tan­te per un arti­sta lavo­ra­re sul­la pro­pria imma­gi­ne? Perché?

Un’artista non dovreb­be lavo­ra­re sul­la pro­pria imma­gi­ne, dovreb­be aver­ne una pro­pria e basta, dovreb­be spic­ca­re per esse­re defi­ni­to arti­sta come tale. L’immagine social è solo un ampli­fi­ca­zio­ne del­la stes­sa, non dovreb­be esse­re costrui­ta. Io per­so­nal­men­te cer­co sem­pre di raf­fi­gu­ra­re me stes­so per­ché pen­so sia impor­tan­te che il pub­bli­co poi veda sul pal­co la stes­sa per­so­na che ha visto in una stories.

Dopo que­sto sin­go­lo qua­li saran­no i tuoi pros­si­mi obiet­ti­vi, sogni nel cassetto?

Il sogno nel cas­set­to sarà sem­pre urla­re più for­te pos­si­bi­le su di un pal­co, que­sto non me lo leve­rà mai nes­su­no. I pros­si­mi obiet­ti­vi sono l’uscita di un ep e poi lavo­ra­re su un disco. Ho già parec­chia roba in lavorazione.

Chi sarà Gua­ra­ny, tra vent’anni?

Gua­ra­ny non lo saprei pro­prio dire. Gabrie­le sarà un ragaz­zo un po’ più invec­chia­to, sem­pre con gli stes­si sogni che non se ne andran­no mai. Con­ti­nue­rò ad anda­re a pesca, quel­lo sicu­ra­men­te.

Gua­ra­ny, sia­mo arri­va­ti ai salu­ti ed io ti rin­gra­zio per esse­re sta­to con noi. Ora il fina­le spet­ta a te, puoi salu­ta­re i let­to­ri come meglio cre­di! Ciao e a presto!

Giu­lia Massarelli

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