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“Il Cardellino”, il film tratto dal bestseller di Donna Tartt in prima visione su Canale 5

Que­sta sera, in secon­da sera­ta, su Cana­le 5, pri­ma visio­ne asso­lu­ta del cult trat­to dall’omonimo bestsel­ler e Puli­tzer per la nar­ra­ti­va di Don­na Tartt, «Il Car­del­li­no». Nel cast, Ansel Elgort, Finn Wol­fhard, Sarah Paul­son, Luke Wil­son, Jef­frey Wright e Nico­le Kid­man.

Alta, col­ta, raf­fi­na­ta, mai usci­ta nel­le sale ita­lia­ne, la pel­li­co­la — trat­ta dal ter­zo, monu­men­ta­le roman­zo (900 pagi­ne) sele­zio­na­to dal­la New York Times Book Review come uno dei 10 miglio­ri libri del 2013 e, secon­do Ste­phen King, ope­ra di una «scrit­tri­ce straor­di­na­ria­men­te bra­va» — rac­con­ta le vicis­si­tu­di­ni di Theo Dec­ker, tre­di­cen­ne la cui vita ver­rà scon­vol­ta da un even­to trau­ma­ti­co che lo con­di­zio­ne­rà per tut­ta la vita.

Al cen­tro del rac­con­to, un pic­co­lo dipin­to del­la Gol­den Age olan­de­se, Il Car­del­li­no, una del­le poche ope­re soprav­vis­su­te di quel­lo che era l’al­lie­vo più pro­met­ten­te di Rem­brandt, Carel Fabri­tius, i cui lavo­ri sono anda­ti distrut­ti in un’esplosione nel­la qua­le morì lo stes­so artista.

Rifles­sio­ne sul­la fra­gi­li­tà del­l’e­si­sten­za e la poten­za del­l’ar­te, The Gol­d­finch è una sto­ria di segre­ti, osses­sio­ni, dilem­mi, cene­ri del pas­sa­to, fughe, bugie. Un’opera dic­ken­sia­na che abbrac­cia tema­ti­che uni­ver­sa­li, tra New York, Las Vegas, Lon­dra e Amster­dam, magni­fi­ca­men­te illu­mi­na­te dal­la foto­gra­fia di Roger Dea­kins (dop­pio Oscar con Bla­de Run­ner 2049 e 1917). Nel clou emo­ti­vo del film spic­ca anche una cover del­la dyla­nia­na It’s All Over Now, Baby Blue, can­ta­ta da Van Morrison.

Il Car­del­li­no è il ter­zo libro di Don­na Tartt, dopo Dio d’illusioni, del 1992, e Il pic­co­lo ami­co, del 2002. Con Bret Easton Ellis (Meno di zero), Tama Jano­wi­tz (Schia­vi di New York), Jay McI­ner­ney (Le mil­le luci di New York) e altri, Tartt è par­te del cosid­det­to Brat Pack, il grup­po di gio­va­ni auto­ri ame­ri­ca­ni emer­si sul­la costa orien­ta­le USA negli Anni ’80, il cui impat­to ha for­te­men­te inci­so sull’ondata mini­ma­li­sta dell’epoca.

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