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Radio Monte Carlo : intervista al Principe Alberto II di Monaco

Oggi Radio Mon­te Car­lo, che da sem­pre affron­ta nei suoi pro­gram­mi, tema­ti­che lega­te all’ambiente, ha dedi­ca­to alla Gior­na­ta Mon­dia­le del­la Ter­ra l’intera pro­gram­ma­zio­ne del­la gior­na­ta. È sta­ta tra­smes­sa sta­mat­ti­na un’intervista esclu­si­va che il Prin­ci­pe Alber­to II di Mona­co ha rila­scia­to ai micro­fo­ni dell’emittente.

La Gior­na­ta Mon­dia­le per la Ter­ra è l’occasione per dare nuo­va­men­te voce al mes­sag­gio di non ral­len­ta­re il pro­ces­so per un cam­bia­men­to radi­ca­le, che è neces­sa­rio. A suo avvi­so, i gover­ni, le azien­de, l’umanità inte­ra han­no pre­so coscien­za dell’urgenza del­la situazione?

Prin­ci­pe Alber­to II di Mona­co: Si, la pre­sa di coscien­za c’è sta­ta e si è raf­for­za­ta in que­sti ulti­mi anni. Ma assi­stia­mo tut­ti i gior­ni alla degra­da­zio­ne degli eco­si­ste­mi e dell’ambiente lega­ti all’inquinamento oppu­re alla scom­par­sa del­le spe­cie, o anco­ra al cam­bia­men­to cli­ma­ti­co, alla sovrap­pro­du­zio­ne di cer­te risor­se. E nel cor­so del­la pan­de­mia, ci sia­mo resi con­to quan­to sia non solo impor­tan­te, ma fon­da­men­ta­le. Noi, non pos­sia­mo esse­re dis­so­cia­ti dal­la natu­ra, noi dipen­dia­mo dal­la natu­ra. Quin­di pen­sia­mo a crea­re e a raf­for­za­re que­sto lega­me tra salu­te del pia­ne­ta e salu­te uma­na. Cre­do che di fron­te a ogni cri­si ci sia­no dei lati posi­ti­vi, e allo­ra appro­fit­tia­mo di que­sta occa­sio­ne uni­ca che ci vie­ne data, per­ché gra­zie alla tran­si­zio­ne ener­ge­ti­ca, come anche all’utilizzo del­la scien­za e del­la tec­no­lo­gia, le solu­zio­ni ci sono. Se il pia­ne­ta è in buo­na salu­te, anche noi sare­mo in buo­na salute.

Doman­da:

Abbia­mo anco­ra la pos­si­bi­li­tà di uscir­ne, di risol­ve­re, o sia­mo già nell’irreversibilità, come sosten­go­no alcu­ni scienziati?

Prin­ci­pe Alber­to II di Mona­co: Ovvia­men­te abbia­mo meno tem­po rispet­to al pas­sa­to, quan­do si sareb­be potu­to fare di più. È anco­ra tem­po, ma ce ne resta dav­ve­ro mol­to poco e per­ciò biso­gna agi­re in con­cer­ta­zio­ne non solo con gli scien­zia­ti, ma tut­ti insie­me, con le orga­niz­za­zio­ni inter­na­zio­na­li, il mon­do eco­no­mi­co, i deci­so­ri poli­ti­ci, la socie­tà civi­le. È solo ope­ran­do tut­ti insie­me che si pos­so­no tro­va­re le solu­zio­ni miglio­ri. Aiu­ta­re l’ambiente non signi­fi­ca sacri­fi­ca­re l’economia, al con­tra­rio. Anche con l’economia blu e ver­de si pos­so­no crea­re milio­ni di posti di lavo­ro. Quin­di, biso­gna smet­ter­la di oppor­si ad entram­be. C’è un model­lo eco­no­mi­co tra­di­zio­na­le che chia­ra­men­te non fun­zio­na più ed è vero che ci voglio­no corag­gio, una cer­ta visio­ne e fidu­cia per poter anda­re in una dire­zio­ne che non è quel­la a cui sia­mo abi­tua­ti, ma che cre­do sia l’unica che ci per­met­te­rà di imma­gi­na­re un avve­ni­re pos­si­bi­le per il nostro pia­ne­ta e per le gene­ra­zio­ni future.

Doman­da:

La sua Fon­da­zio­ne ope­ra in tut­to il mon­do per pro­get­ti a favo­re dell’ambiente e ha una filia­le anche in Ita­lia. Nel pro­gram­ma del nuo­vo Capo del Gover­no ita­lia­no, Mario Dra­ghi, la tran­si­zio­ne eco­lo­gi­ca è tra le prio­ri­tà. Secon­do la sua espe­rien­za inter­na­zio­na­le, per­ché que­sta è un’op­por­tu­ni­tà che va inco­rag­gia­ta per l’I­ta­lia e per tut­ti gli italiani?

Prin­ci­pe Alber­to II di Mona­co: Accol­go con gran­de entu­sia­smo e gio­ia la deci­sio­ne pre­sa dal gover­no del Sig. Mario Dra­ghi, di fare del­la tran­si­zio­ne eco­lo­gi­ca una que­stio­ne impor­tan­te nel­la sua poli­ti­ca. Cre­do che anche altri Pae­si dovreb­be­ro ispi­rar­si. E’ anche quel­lo che cer­chia­mo di fare, cioè che Pae­si gran­di e pic­co­li, ade­ri­sca­no a que­sto prin­ci­pio di buo­na gover­nan­ce in mate­ria di ambien­te, ma anche di tran­si­zio­ne eco­lo­gi­ca ed ener­ge­ti­ca, che van­no di pari pas­so. Ed è estre­ma­men­te impor­tan­te far­lo al più pre­sto, per­ché c’è una gran­de aspet­ta­ti­va per acce­le­ra­re que­sta tran­si­zio­ne. Cre­do quin­di, che sia non solo un segna­le for­te che l’Italia dà a livel­lo inter­na­zio­na­le, ma anche un modo, e lo spe­ro, per meglio orga­niz­za­re ciò che vie­ne attua­to sul pia­no nazio­na­le. Sono cer­to che que­sta sarà la dire­zio­ne giu­sta e non pos­sia­mo che rallegrarcene.

Doman­da:

A livel­lo inter­na­zio­na­le, il 2021 ha tan­ti appun­ta­men­ti impor­tan­ti in agen­da che riu­ni­rà i Pae­si del mon­do, ci sono anche gli Sta­ti Uni­ti. Qua­li sono le sue aspet­ta­ti­ve e si sen­te ottimista?

Prin­ci­pe Alber­to II di Mona­co: Sen­za dub­bio il 2021 è un anno mol­to impor­tan­te. Mi rife­ri­sco alla COP 15, la gran­de con­fe­ren­za sul­la bio­di­ver­si­tà che si svol­ge­rà a Kun­ming in Cina. Alla COP 26, sul cam­bia­men­to cli­ma­ti­co in pro­gram­ma a Gla­sgow, in Sco­zia. E al con­gres­so mon­dia­le dell’Unione Inter­na­zio­na­le per la Con­ser­va­zio­ne del­la Natu­ra in Fran­cia. Ma oltre a que­sti gran­di appun­ta­men­ti e in occa­sio­ne del­la gior­na­ta mon­dia­le del­la Ter­ra, è altret­tan­to impor­tan­te dire che c’è l’impegno dei Pae­si, e che gran­di Pae­si come gli Sta­ti Uni­ti tor­na­no sul­la sce­na per la lot­ta al cam­bia­men­to cli­ma­ti­co e con l’importante deci­sio­ne del Pre­si­den­te Biden di ade­ri­re all’accordo di Pari­gi.
Spe­ro che il 2021 e nel momen­to in cui usci­re­mo dal­la cri­si, sarà il pun­to di par­ten­za per una miglio­re con­si­de­ra­zio­ne del­la natu­ra e del pia­ne­ta in generale.

Doman­da:

Lei ha fat­to del Prin­ci­pa­to di Mona­co un esem­pio nel­la tran­si­zio­ne eco­lo­gi­ca. Qua­li sono i prin­ci­pa­li cam­bia­men­ti attual­men­te in cor­so e i pro­get­ti futuri?

Prin­ci­pe Alber­to II di Mona­co: Con­ti­nuia­mo a lavo­ra­re, come fac­cia­mo già da mol­to tem­po, sul­la tran­si­zio­ne ener­ge­ti­ca e nel por­ta­re sem­pre di più tut­to il set­to­re dei tra­spor­ti ad una mobi­li­tà elet­tri­ca ed ibri­da. E per­ché no, for­se in futu­ro, anche a idro­ge­no. Stia­mo anche eli­mi­nan­do pro­gres­si­va­men­te in tut­ti gli immo­bi­li del Prin­ci­pa­to, e fini­re­mo entro la fine del 2022, gli impian­ti di riscal­da­men­to a gaso­lio, per pri­vi­le­gia­re sem­pre di più le pom­pe di calo­re elet­tri­che, che uti­liz­za­no la dif­fe­ren­za di tem­pe­ra­tu­ra dell’acqua di mare. E impie­ghia­mo sem­pre di più anche l’energia sola­re. La fina­li­tà di tut­to ciò è ovvia­men­te rispet­ta­re i nostri obiet­ti­vi, che sono la neu­tra­li­tà car­bo­ni­ca per il 2050, ma già per il 2030 la ridu­zio­ne del 55% del­le nostre emis­sio­ni di gas a effet­to ser­ra. E rin­gra­zio colo­ro che vi par­te­ci­pa­no e met­to­no tut­to que­sto in opera.

Doman­da:

Ogni vol­ta che è venu­to in Ita­lia, lei è sta­to accol­to con gran­de affet­to e ami­ci­zia. C’è gran­de coo­pe­ra­zio­ne e cor­dia­li­tà tra le isti­tu­zio­ni, gover­no ita­lia­no e gover­no mone­ga­sco. Quan­do tor­ne­rà in Italia?

Prin­ci­pe Alber­to II di Mona­co: Spe­ro di tor­na­re pre­sto! (lo dice in ita­lia­no). Mi è sta­to pos­si­bi­le andar­ci qual­che mese fa, non ho mai com­ple­ta­men­te abban­do­na­to l’Italia. Ci sono sta­to spes­so e non solo nei comu­ni vici­ni, ma anche in tut­ti quei luo­ghi dove la mia fami­glia e il Prin­ci­pa­to han­no una par­te del­la loro sto­ria da con­di­vi­de­re. E aspet­to con impa­zien­za il momen­to di tor­na­re per incon­tra­re i nostri ami­ci Italiani.

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