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“105 Take Away”, Diletta e Daniele intervistano l’astronauta Samantha Cristoforetti

Pochi minu­ti fa l’astronauta Saman­tha Cri­sto­fo­ret­ti è sta­ta in onda su Radio 105 all’interno di “105 Take Away”, il pro­gram­ma di Danie­le Bat­ta­glia e Dilet­ta Leot­ta. Que­sti alcu­ni pas­sag­gi del suo intervento:

Alla doman­da di Dilet­ta Leot­ta: “Che cosa ti por­ti den­tro del­la pri­ma mis­sio­ne?”, Saman­tha Cri­sto­fo­ret­ti ha rispo­sto: “Tan­tis­si­me cose. È sta­ta un’e­spe­rien­za com­ples­sa, lun­ga, inten­sa, bel­la a livel­lo di rap­por­ti uma­ni, di cre­sci­ta per­so­na­le, bel­la a livel­lo di cose che ho visto, che ho sen­ti­to come sen­sa­zio­ni fisi­che, di pro­get­to a cui ho par­te­ci­pa­to, anche di vita pre­ce­den­te, nel­le fasi di pre­pa­ra­zio­ne in giro per il mon­do nei vari cen­tri di adde­stra­men­to dove ho cono­sciu­to tan­tis­si­me per­so­ne che han­no con­tri­bui­to, dagli istrut­to­ri al per­so­na­le medi­co. E’ una bel­la e gran­de comu­ni­tà inter­na­zio­na­le che c’è die­tro a que­sto mon­do del volo spa­zia­le. Del­la mis­sio­ne mi por­to die­tro dei ricor­di magni­fi­ci anche fisi­ci, l’assenza di peso, del­le imma­gi­ni mera­vi­glio­se che si vedo­no da las­sù e anche un po’ di sere­ni­tà a livel­lo uma­no nel sen­so che dopo che hai rea­liz­za­to una cosa così gran­de, anche così riser­va­ta a pochis­si­mi, io mi sen­to anco­ra più di quan­to mi sen­tis­si pri­ma una per­so­na for­tu­na­ta che non ha il dirit­to di pren­der­se­la trop­po per nien­te. Io ho la sen­sa­zio­ne che la pros­si­ma mis­sio­ne sia vici­nis­si­ma. Quan­do mi sono pre­pa­ra­ta alla pri­ma mis­sio­ne ci sono sta­ti qua­si 3 anni di pre­pa­ra­zio­ne, ades­so il perio­do di pre­pa­ra­zio­ne è mol­to più bre­ve e quin­di con poco più di un anno ce la cavia­mo, un po’ per­ché ades­so sono un’astronauta esper­ta, la pre­pa­ra­zio­ne è più com­pres­sa, mol­ti sono dei ripas­si e anche per­ché il vei­co­lo cam­bia: la vol­ta scor­sa ero inge­gne­re di bor­do su un vei­co­lo rus­so di gran­de tra­di­zio­ne, di gran­de affi­da­bi­li­tà, di lun­ga sto­ria a cui a livel­lo di adde­stra­men­to biso­gna dedi­ca­re parec­chio tem­po. Il pros­si­mo volo sarà un po’ diver­so , sarà su uno dei nuo­vi vei­co­li sta­tu­ni­ten­si che sono vei­co­li mol­to più auto­ma­tiz­za­ti e quin­di l’ad­de­stra­men­to è mol­to più breve”.

Alla doman­da di Danie­le Bat­ta­glia: “Quan­do eri pic­ci­na hai mai det­to la fra­se voglio fare l’a­stro­nau­ta?”, Astro­Sam ha rispo­sto: “Si, è sta­to il mio sogno fin da bam­bi­na e poi cre­scen­do ho man­te­nu­to, svi­lup­pa­to, appro­fon­di­to degli inte­res­si e del­le pas­sio­ni che mi han­no man­te­nu­ta su que­sta stra­da: andan­do a scuo­la mi pia­ce­va­no in par­ti­co­la­re la scien­za e la tec­no­lo­gia, ho stu­dia­to inge­gne­ria, mi pia­ce­va l’i­dea del volo, di pilo­ta­re aero­pla­ni com­ples­si, mi è sem­pre pia­ciu­to viag­gia­re, non tan­to nel sen­so del turi­smo, quan­to di pas­sa­re dei perio­di anche lun­ghi nei diver­si Pae­si, appro­fon­di­re la lin­gua, diven­ta­re par­te del­la cul­tu­ra loca­le e anche que­sto fa par­te del mestie­re di astronauta”.

Alla doman­da di Dilet­ta Leot­ta: “Come è il rap­por­to co i tuoi com­pa­gni di viag­gio, a con­vi­ve­re in spa­zi così stret­ti?”, Saman­tha Cri­sto­fo­ret­ti ha rispo­sto: “Se voglia­mo sia­mo dei pri­vi­le­gia­ti per­ché sia­mo una comu­ni­tà di per­so­ne, gli astro­nau­ti, in qual­che modo sele­zio­na­ta pro­prio per fare que­sto tipo di espe­rien­za anche a livel­lo di per­so­na­li­tà, di pro­fi­lo psi­co­lo­gi­co, sia­mo sele­zio­na­ti nel­la manie­ra più accu­ra­ta pos­si­bi­le pro­prio per esse­re adat­ti a vive­re insie­me in perio­di lun­ghi in que­sti spa­zi con­fi­na­ti, quin­di quel­lo che può sem­bra­re un sacri­fi­cio in real­tà poi per me è sta­ta una bel­la espe­rien­za e anche nel­la pros­si­ma avrò dei com­pa­gni di equi­pag­gio che sono di una gene­ro­si­tà, di una cor­te­sia, di una pro­fes­sio­na­li­tà che non potrei augu­rar­mi di meglio”.

Doman­da di Danie­le Bat­ta­glia: “Cosa fa un astro­nau­ta duran­te il suo tem­po libe­ro?Cri­sto­fo­ret­ti: “Dicia­mo che usci­re a pren­de­re una boc­ca­ta d’a­ria non è un’op­zio­ne, però si pos­so­no fare diver­se cose, si può fare un col­po di tele­fo­no alla fami­glia ed è quel­lo che a fine gior­na­ta fac­cia­mo tut­ti. Abbia­mo un siste­ma che ci per­met­te di inse­rir­ci nel­la rete tele­fo­ni­ca del pia­ne­ta e puoi chia­ma­re qua­lun­que nume­ro. Tu puoi chia­ma­re chiun­que e nes­su­no può chia­ma­re te, que­sto è un van­tag­gio. Quel­lo che for­se mi è man­ca­to dei con­fort ter­re­stri è l’i­dea di fare una bel­la doc­cia con l’ac­qua cor­ren­te per­ché lì ci si lava in altri modi”.

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