MUSICA

Virginio è tornato! Dal 2 aprile sarà disponibile il nuovo singolo “Rimani”

Da vener­dì 2 apri­le in radio e nei digi­tal sto­re Rima­ni il nuo­vo sin­go­lo di Vir­gi­nio. Sono pas­sa­ti diver­si anni da quan­do, nel 2006, Vir­gi­nio si pre­sen­ta sul pal­co del tea­tro Ari­ston. Lo sce­na­rio è San­re­mo, che schie­ra in cam­po un can­tau­to­re gio­va­nis­si­mo, nato a Fon­di, ma tra­pian­ta­to a Mila­no. Un arti­sta gar­ba­to, cor­te­se, ma non per que­sto inca­pa­ce di osser­va­re la real­tà, la sua real­tà, per far esplo­de­re rab­bia, dolo­ri, silen­zi. Il bra­no che Vir­gi­nio pre­sen­ta nel­la cate­go­ria Gio­va­ni si chia­ma “Dav­ve­ro”, rac­con­ta l’incomunicabilità con la figu­ra pater­na, la dif­fi­col­tà di ritro­var­si davan­ti a un cro­ce­via di com­pro­mes­si e com­pren­sio­ni. Dopo, per Vir­gi­nio, c’è sta­to tan­to. Il trion­fo ad Ami­ci, il suc­ces­so di tre album, la scrit­tu­ra, per sé e per arti­sti di fama inter­na­zio­na­le che si sono affi­da­ti alla sua fir­ma, in gra­do di dare paro­la ai sentimenti. 

Oggi, però, il can­tau­to­re avver­te l’e­si­gen­za di ricon­net­ter­si alla purez­za degli esor­di, rileg­gen­do­la alla luce del­la matu­ri­tà. Del­le espe­rien­ze vis­su­te, assi­mi­la­te, mace­ra­te. La volon­tà, da par­te di Vir­gi­nio, è quel­la di affron­ta­re — da “ribel­le gen­ti­le”, come sem­pre è dal­l’i­ni­zio del­la sua car­rie­ra — sen­ti­men­ti, pau­re ed emo­zio­ni come distil­la­to di vita. 

Rima­ni, il pri­mo sin­go­lo del nuo­vo album del­l’e­ti­chet­ta MP FILM SRL, è una costru­zio­ne visi­va e musi­ca­le, che Vir­gi­nio rie­la­bo­ra e con­se­gna al pub­bli­co come fos­se un film, un calei­do­sco­pio di sen­sa­zio­ni che rac­con­ta­no come, nel­la vita, sia neces­sa­rio il cam­bia­men­to. La tra­sfor­ma­zio­ne, anche di un rap­por­to. Per arri­va­re alla pro­pria libertà. 

Rima­ni rac­con­ta la volon­tà di rie­la­bo­ra­re e dare nuo­va for­ma a que­gli amo­ri che han­no esau­ri­to la loro ener­gia. Rela­zio­ni cui è impos­si­bi­le resti­tui­re vita, se non sacri­fi­can­do la pro­pria neces­si­tà di anda­re oltre. «Mi è capi­ta­to di vive­re del­le sto­rie che era­no arri­va­te al capo­li­nea. Ave­va­mo inve­sti­to entram­bi, ma ormai tut­to era diven­ta­to fram­men­ta­rio», rac­con­ta Virginio. 

«Arri­vi a un pun­to in cui dici che non è giu­sto ripen­sa­re solo alla fine, del tuo rap­por­to, al dolo­re che in pros­si­mi­tà fa più male… eppu­re non puoi nep­pu­re tra­sci­na­re inu­til­men­te qual­co­sa che non esi­ste più». Tut­to que­sto si ricon­net­te alla ricer­ca di liber­tà tota­le cui Vir­gi­nio ten­de da sem­pre, come per­so­na e come arti­sta: «Per­ché resta­re invi­schia­ti in un rap­por­to ormai logo­ra­to solo per la pau­ra di affron­ta­re il futu­ro, di fron­teg­gia­re i cam­bia­men­ti? Per­ché resta­re sedu­ti su una sedia, impo­ten­ti, davan­ti a una cer­tez­za che in fon­do è solo un ali­bi?. Come ogni arti­sta, sono impre­ve­di­bi­le. Nei limi­ti, però: quan­do per segui­re l’i­stin­to rischi di fare mol­to male a un’al­tra per­so­na devi fare un pas­so indie­tro, esse­re deli­ca­to, anche a costo di sem­bra­re inde­ci­so, quan­do in real­tà sai per­fet­ta­men­te cosa vuoi» con­ti­nua Vir­gi­nio «Rima­ni è un bra­no che mi rap­pre­sen­ta, è un bra­no che si è ‘scel­to’ da solo. Ne abbia­mo pro­vi­na­te tan­te, con l’e­ti­chet­ta MP, ma Rima­ni mi cer­ca­va, tor­na­va sem­pre. Rima­ni rap­pre­sen­ta esat­ta­men­te quel­lo che sono io. Anche se non l’ascoltasse mai nes­su­no io sarei fie­ro di aver­la scrit­ta e cantata». 

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