INTERVISTA

Charlie Fuzz : “Ogni artista dovrebbe rappresentare il suo mondo e il suo stile”

Char­lie Fuzz è un can­tau­to­re di Cec­ca­no. In pas­sa­to front­man dei Me For Rent (dal 1996 a soli 12 anni fino al 2009) e poi degli At the Wee­kends (dal 2009 al 2016). Con i Me For Rent regi­stra mol­ti EP e in par­ti­co­la­re due dischi: ‘Il manua­le del per­fet­to impo­sto­re’ (2004) e ‘No Fan­cy Sty­le’ (2008); quest’ultimo pro­dot­to da Jack Endi­no (Nir­va­na, Sound­gar­den,
Mud­ho­ney ecc.). Dal 2009 al 2016 con gli At the Wee­kends regi­stra un EP nel 2010 (‘Cry­stal Heart EP’) e suc­ces­si­va­men­te due dischi: ‘Clo­se to the Highlights’ (2012), pro­dot­to da Danie­le Brian Auto­re e Fran­ce­sco Megha e ‘U’ (2014), pro­dot­to da Mau­ri­zio Filardo.

Duran­te le regi­stra­zio­ni di ‘U’ Char­lie par­te­ci­pa alla colon­na sono­ra uffi­cia­le del film ‘Tut­ta Col­pa di Freud’ con la can­zo­ne “Don’t lose your heart”, scrit­ta, suo­na­ta e arran­gia­ta con
Mau­ri­zio Filar­do, già pro­dut­to­re degli ATW. La can­zo­ne esce sen­za pseu­do­ni­mo ma sot­to nome e cogno­me rea­li (Car­lo Cer­ro­ni). Dal 2017 diven­ta Char­lie Fuzz e nel dicem­bre del 2018 esce ‘Varen­ne’, il suo pri­mo EP di 4 pez­zi, regi­stra­to e mixa­to nel­lo Urban di Peru­gia con Die­go Radi­ca­ti e maste­riz­za­to da Andrea Suria­ni negli ALPHA DEPt. rec. stu­dios di Bolo­gna, usci­to per l’e­ti­chet­ta indi­pen­den­te Pove­ry Dischy. Char­lie Fuzz regi­stra ed è accom­pa­gna­to dal vivo e in stu­dio dal­la band dei Carai­bi che vede in for­ma­zio­ne: Luca Ver­rel­li (tastie­re), Davi­de Sgash (chi­tar­ra), Simo­ne Poda­gro­si (bas­so) e Luca Leo­ni (bat­te­ria). Nel 2020 regi­stra quat­tro nuo­vi sin­go­li nel­lo Stu­dio 9 di Roma con la super­vi­sio­ne di Fran­ce­sco Megha, men­tre il maste­ring è affi­da­to a Vin­cen­zo Mario Cri­sti (stu­dio Bipla­no). Il pri­mo sin­go­lo “Auto­ra­dio” è usci­to il 4 dicem­bre 2020, con rela­ti­vo video­clip usci­to il mese suc­ces­si­vo in esclu­si­va per Repub­bli­ca TV. Il secon­do sin­go­lo “Sono così” è usci­to lo scor­so 26 febbraio.

  1. Char­lie Fuzz, ben­ve­nu­to su Rifu­gio Musi­ca­le! Comin­cia­mo que­sta inter­vi­sta con una rive­la­zio­ne ine­di­ta: rac­con­ta­ci qual­co­sa di te che non sia già nel­le bio­gra­fie ufficiali!

Gra­zie per il ben­ve­nu­to! Oddio vole­te lo scoop, subi­to subi­to? Odio la pasta col ton­no e mi pia­ce il panet­to­ne con i can­di­ti! Ecco, ades­so sono in aumen­to gli hater…

  1. Come nasco­no le tue can­zo­ni? C’è un momen­to del­la gior­na­ta o un luo­go in par­ti­co­la­re che pre­di­li­gi per scrivere? 

Da un po’ di tem­po le mie can­zo­ni nasco­no quan­do mi tro­vo in un momen­to di atte­sa. Ad esem­pio, quan­do aspet­to l’autobus nasco­no mol­te melo­die che pun­tual­men­te regi­stro sul mio cel­lu­la­re per non dimen­ti­car­le, a casa poi fini­sco di svi­lup­par­le. Già duran­te il tra­git­to ini­zio anche a but­ta­re le pri­me righe. Un po’ come Emi­nem in 8 Mile.

  1. Pri­ma di esse­re Char­lie Fuzz, sei sta­to il front­man di Me For Rent (fino al 2009) e At the Wee­kends (fino al 2016). Quan­do e per­ché hai capi­to di voler ini­zia­re un pro­get­to soli­sta e cosa ti por­ti die­tro dell’esperienze fat­te con le band?

Di esse­re Char­lie Fuzz e basta l’ho capi­to pro­prio dopo lo scio­gli­men­to degli ATW. Ho sem­pli­ce­men­te pen­sa­to che non c’era più biso­gno di dover ren­de­re con­to di una tua idea a tut­te quel­le per­so­ne (band e pro­du­zio­ne) per­ché poi quell’idea sareb­be diven­ta­ta diver­sa da come ce l’avevi in men­te. Ora mi sen­to sicu­ra­men­te più libe­ro arti­sti­ca­men­te e gli “ester­ni” sono per­so­ne fida­te che capi­sco­no dove voglio arri­va­re. Pur­trop­po in Cio­cia­ria la con­ce­zio­ne dell’artista soli­sta con la band è anco­ra semi-sco­no­sciu­ta. Si ten­de sem­pre a crea­re la band per como­di­tà e poi pun­tual­men­te “ci si scanna”.

  1. “Sono così”, il tuo nuo­vo sin­go­lo, è una can­zo­ne su una cop­pia di ami­ci, con una for­te attra­zio­ne pas­sio­na­le non dichia­ra­ta ma pale­se­men­te con­di­vi­sa. Intan­to il tem­po pas­sa, ma rima­ne la pau­ra di esse­re rifiu­ta­ti. Qual è il tuo rap­por­to con il tem­po e come agi­sci di fron­te alle paure? 

Esat­to, ‘Sono così’ è mes­sa in una sor­ta di ambien­te amichevole/sentimentale ma riguar­da anche il mio modo di affron­ta­re il tem­po e le situa­zio­ni in gene­ra­le. E se fos­se trop­po tar­di per fare que­sta scel­ta e se sba­glias­si a far­ne un’altra? La pau­ra sta nel dub­bio del sen­tir­mi ina­de­gua­to a un pos­si­bi­le esi­to, mi fascio la testa pri­ma di far­mi male. Però poi ten­to spes­so e alcu­ne vol­te va ina­spet­ta­ta­men­te bene.

  1. Quan­to ti sen­ti par­te dell’attuale pano­ra­ma musi­ca­le di ten­den­za? C’è un momen­to sto­ri­co pre­ci­so in cui avre­sti volu­to vive­re? Qua­le e perché?

Mi ci sen­to abba­stan­za bene in que­sto pano­ra­ma, poi pen­so che ogni arti­sta dovreb­be un po’ rap­pre­sen­ta­re il suo mon­do e il suo sti­le. Non mi for­zo di esse­re come gli altri ma allo stes­so tem­po non mi sen­to così estra­neo dagli arti­sti attua­li che sti­mo, è tut­to abba­stan­za natu­ra­le. Per­ciò pen­so di vive­re l’epoca giu­sta, maga­ri vor­rei viver­la con qual­che anno in meno, ma non mi sen­to anco­ra così fuo­ri tem­po da dover desi­de­ra­re altri decenni.

  1. Fare musi­ca nell’era dei social. Quan­to cre­di sia impor­tan­te per un arti­sta lavo­ra­re sul­la pro­pria imma­gi­ne? Perché?

Ecco se devo dire qual­co­sa che non mi fa impaz­zi­re di que­sta epo­ca è pro­prio que­sto. Dicia­mo che l’atteggiamento under­ground è anda­to via via scom­pa­ren­do con la cre­sci­ta dei social e que­sto mi dispia­ce. Oggi lavo­ra­re sul­la pro­pria imma­gi­ne non è impor­tan­te, è la cosa fon­da­men­ta­le. Sicu­ra­men­te la par­te este­ti­ca e la qua­li­tà dei musi­ci­sti è più alta rispet­to a tan­ti anni fa, ti dispia­ce però per­ché que­sta filo­so­fia ci ha resi un po’ tut­ti allo stes­so modo: scri­via­mo post nel­la stes­sa manie­ra, sem­bria­mo tut­ti influen­cer e dob­bia­mo atte­ner­ci alle rego­le dei social se voglia­mo cre­sce­re con i nume­ri. La musi­ca pur­trop­po pas­sa in secon­do pia­no, true sto­ry. Mol­te per­so­ne non arri­va­no al clic sul Link in Bio per ascol­ta­re la tua can­zo­ne, però met­to­no like ai tuoi post per far sen­ti­re che ci sono e che ti seguo­no, o sem­pli­ce­men­te per­ché è una bel­la foto. È un po’ tri­ste come cosa se ci pensi.

  1. Dopo il sin­go­lo “Sono così”, come con­ti­nue­rai a stu­pi­re i tuoi ascoltatori?

La spe­ran­za è sem­pre quel­la di tor­na­re a suo­na­re dal vivo, per il resto ci sono altri sin­go­li in can­tie­re. Alcu­ni pron­ti e altri che saran­no pro­dot­ti a bre­ve. Di sicu­ro con­ti­nue­rò a lavo­ra­re con Megha, con il qua­le ho lavo­ra­to per gli ulti­mi due sin­go­li, sia­mo in sin­to­nia su mol­te scel­te e sia­mo ami­ci da tempo.

  1. Char­lie Fuzz, la nostra inter­vi­sta è giun­ta al ter­mi­ne, ora puoi salu­ta­re i let­to­ri come meglio pre­fe­ri­sci… gra­zie per esse­re sta­to con noi e a presto!

Gra­zie mil­le a voi, è sta­to un pia­ce­re. A presto!

Giu­lia Massarelli

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