MUSICA

Malika Ayane, guarda il videoclip del brano sanremese “Ti piaci così”

Que­sta sera, Mali­ka Aya­ne sali­rà sul pal­co dell’Ariston in occa­sio­ne del 71° Festi­val del­la Can­zo­ne Ita­lia­na di San­re­mo, in gara nel­la cate­go­ria Cam­pio­ni, con il bra­no Ti pia­ci così (Sugar), scrit­to e com­po­sto in col­la­bo­ra­zio­ne con Paci­fi­coRoc­co Ram­pi­no Ales­san­dra Flo­ra. Ti pia­ci così è già dispo­ni­bi­le su tut­te le piat­ta­for­me digi­ta­li di strea­ming e down­load e attual­men­te in Top10 nel­le radio, secon­do dati uffi­cia­li EarOne. 

Il bra­no è estrat­to dall’album Mali­fe­sto che usci­rà su eti­chet­ta Sugar il 26 mar­zo 2021 in vini­le, CD e su tut­te le piat­ta­for­me strea­ming e down­load. Il pre-save è già disponibile! 

Il cen­tro di Ti pia­ci così è la con­sa­pe­vo­lez­za di sé, lo sco­prir­si risol­ti, l’avere voglia di vive­re con gusto. Nel­la vita di tut­ti arri­va un momen­to in cui si com­pren­de che giu­di­car­si seve­ra­men­te non ha sen­so, ma nem­me­no giu­sti­fi­car­si a pre­scin­de­re. Ti pia­ci così è una can­zo­ne sul rico­no­scer­si sen­za bia­si­mo. È un invi­to a bal­la­re scal­zi, a can­ta­re a squar­cia­go­la o sce­glie­re di cam­bia­re stra­da per sco­pri­re qual­co­sa di nuo­vo. È un invi­to a cele­bra­re se stes­si per il solo fat­to di esse­re al mondo.

Il video­clip di Ti Pia­ci Così, pro­dot­to e diret­to da School Pro­ject, foto­gra­fa alcu­ni momen­ti del­la nostra nuo­va quo­ti­dia­ni­tà: tre ragaz­ze, coin­qui­li­ne e ami­che che vivo­no una gior­na­ta di loc­k­do­wn ascol­tan­do musi­ca, leg­gen­do, lavo­ran­do. Le ragaz­ze ritro­va­no alle­gria e buo­nu­mo­re gra­zie all’energia del bra­no e alla video call che le riu­ni­sce vir­tual­men­te con il grup­po di ami­che: tra sor­ri­si e pic­co­li impre­vi­sti arri­va una video chia­ma­ta inattesa.

Per Mali­ka Aya­ne, vesti­ta Gior­gio Arma­ni, un guar­da­ro­ba ispi­ra­to alla scin­til­lan­te Swing Era e alle atmo­sfe­re del­la Hol­ly­wood degli anni ‘30 e ‘40. Abi­ti con volu­mi liqui­di, impre­zio­si­ti da cri­stal­li, pail­let­tes, rica­mi e frange.

Con la sua voce dal­le sfu­ma­tu­re incon­fon­di­bi­li, Mali­ka è da sem­pre un rife­ri­men­to di can­tau­to­ra­to raf­fi­na­to e con­tem­po­ra­neo e tor­na a San­re­mo per la sua quin­ta par­te­ci­pa­zio­ne dopo aver con­qui­sta­to in più occa­sio­ni il Pre­mio del­la Cri­ti­ca “Mia Mar­ti­ni”. Distin­guen­do­si per le sue sono­ri­tà e per la costan­te ricer­ca di toni diver­si, Mali­ka Aya­ne è un’artista che tra­mi­te la sua voce e i testi del­le sue can­zo­ni, ama nar­ra­re il pre­sen­te, riu­scen­do ad esse­re sem­pre inno­va­ti­va, attua­le e contemporanea.

CONFERENZA STAMPA

“Ci sono comun­que dei livel­li voca­li mol­to alti in que­sto Festi­val che sono sta­ti maga­ri ogget­ti­va­men­te pena­liz­za­ti da dei pro­ble­mi tec­ni­ci e devo dire che for­se per la lun­gi­mi­ran­za, for­se l’e­spe­rien­za, ho volu­to spen­de­re mol­to tem­po del­le mie pro­ve e soprat­tut­to la pri­ma pro­va che abbia­mo fat­to qui a San­re­mo l’ho usa­ta sol­tan­to per siste­ma­re tut­ti i para­me­tri tec­ni­ci un in pre­vi­sio­ne di tut­ti gli impre­vi­sti che poi pos­so­no capi­ta­re per cui la prio­ri­tà che mi sono data è sem­pre sta­ta quel­la di sen­ti­re bene per poter can­ta­re bene.

Il nuo­vo disco è il pro­se­guo dei due lavo­ri pre­ce­den­ti con la dif­fe­ren­za che la par­te emo­ti­va che ave­va­mo in Naif e quel­la più este­ti­ca che c’e­ra in Domi­no si sono amal­ga­ma­ti. Per cui secon­do me abbia­mo un bel­l’e­qui­li­brio tra una nar­ra­zio­ne un po’ distac­ca­ta di una serie di emo­zio­ni e il sen­tir­le. Tut­to que­sto è sta­to pos­si­bi­le per­ché il lavo­ro auto­ra­le di que­st’an­no è sta­to fat­to con tan­tis­si­mi auto­ri ita­lia­ni rispet­to ai dischi pre­ce­den­ti, c’è una bel­la visio­ne col­let­ti­va. Per cui è mol­to faci­le riu­sci­re a imme­de­si­mar­si sen­za cade­re trop­po nel dra­ma. E’ un disco mol­to bre­ve, sono 10 trac­ce, tut­te inten­se, men­tre dal pun­to di vista musi­ca­le abbia­mo fat­to un lavo­ro di ricer­ca su quel­la che è un po’ l’e­ste­ti­ca con­tem­po­ra­nea man­te­nen­do del­le sono­ri­tà anche nordiche.

Pro­prio sta­mat­ti­na ho let­to una cosa mol­to bel­la sul lavo­ro di tut­ti rispet­to al voto del­la sala stam­pa di ieri che c’è sta­to un giu­stis­si­mo rifiu­to alla pena­liz­za­zio­ne di alcu­ni con dei voti trop­po bas­si per­ché il lavo­ro quan­do fat­to con gran­de one­stà intel­let­tua­le va sem­pre rispet­ta­to e quin­di mi sono det­ta nel peg­gio­re dei casi tut­to quel­lo che farò non pia­ce­rà, ma va bene lo stes­so, non fa di me ne una cri­mi­na­le ne una reiet­ta”.

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