MUSICA

Lo Stato Sociale, è disponibile in quinto dei 5 dischi per 5 artisti. Ora tocca a Albi!

Lo Sta­to Socia­le tor­na con una nuo­va, incre­di­bi­le, sfi­da: 5 dischi per 5 arti­sti, uno per ogni com­po­nen­te del­la band. Un’operazione nata per spie­ga­re la straor­di­na­ria atti­tu­di­ne che fa del col­let­ti­vo bolo­gne­se una real­tà uni­ca nel suo gene­re, capa­ce di dare spa­zio alle sin­go­le per­so­na­li­tà e alle idee arti­sti­che indi­vi­dua­li: «solo noi pote­va­mo far­lo e lo abbia­mo fat­to, era qua­si obbligatorio». 

Nel­le scor­se set­ti­ma­ne BeboChec­coCaro­ta e Lodo sono sta­ti pro­ta­go­ni­sti di uno straor­di­na­rio tour de for­ce che cul­mi­na con il lavo­ro del “fra­tel­lo­ne” Albi, auto­re dell’ultimo capi­to­lo in sce­na via Gar­rin­cha Dischi/Island. Un disco che par­la (anche) dei regaz de Lo Sta­to Socia­le per­chè rac­con­ta il valo­re del­le rela­zio­ni inter­per­so­na­li che, in una band, come in una fami­glia, sono mani­fe­sta­zio­ni del­la socie­tà

«È una sto­ria sen­za fine e sen­za un ini­zio pre­ci­so, dicia­mo che tut­to ha pre­so for­ma quan­do ho capi­to cosa vole­vo fare nel­la vita: “sta­re bene, fare sta­re bene e can­ta­re viva la liber­tà”. Da quel momen­to mi sono immer­so nel­le rela­zio­ni cer­can­do di rispet­ta­re que­sta mia iden­ti­tà, in un equi­li­brio insta­bi­le sopra la fol­lia di que­sta stra­na socie­tà glo­ba­le». Ed è così che la paro­la chia­ve di ogni can­zo­ne diven­ta “rap­por­to”: con il siste­ma (Ses­so, dro­ga e lavo­ra­re), con se stes­si (Fuc­king Pri­ma­ve­ra), con l’altro in una rela­zio­ne (Bel­li così) e con chi non c’è più (Equa­zio­ne). L’ultima trac­cia, infat­ti, diven­ta il ricor­do inde­le­bi­le dedi­ca­to a Mario, ami­co pre­ma­tu­ra­men­te scom­par­so a cau­sa del­la leu­ce­mia. Tut­te le royal­ties rica­va­te da “Equa­zio­ne” saran­no devo­lu­te all’AIL, asso­cia­zio­ne ita­lia­na con­tro leu­ce­mie lin­fo­ma e mieloma. 

Per Albi suo­na­re e gio­ca­re sono la stes­sa cosa, un po’ come nel­la lin­gua d’Albione si usa “play” per entram­be le acce­zio­ni: una via per diver­tir­si, per cre­sce­re e, anco­ra una vol­ta, per rela­zio­nar­si con gli altri. La natu­ra­le con­se­guen­za è cir­con­dar­si di una serie di ami­ci per vesti­re le sue can­zo­ni, «solo gran­di arti­sti e per­so­ne mera­vi­glio­se». Dai Sel­ton CIMINI, man­te­nen­do pre­va­len­te­men­te in regia Mat­teo Costa Roma­gno­liNico­la Hyp­po Roda Fran­ce­sco Bri­ni - gli sto­ri­ci pro­dut­to­ri de Lo Sta­to Socia­le — ad ecce­zio­ne del­le pri­me due trac­ce affi­da­te a Simon Says! Un tota­le di 4 trac­ce che rom­pe la geo­me­tria dispa­ri cui ci ave­va­no abi­tua­ti i com­pa­gni del col­let­ti­vo bolo­gne­se. Ne man­ca uno: s’intitola Com­bat Pop e debut­te­rà sul pal­co del 71° Festi­val del­la Can­zo­ne Ita­lia­na di San­re­mo

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