MUSICA

Cortese presenta ‘Febbre’, il nuovo singolo che racconta una storia d’amore

Feb­bre è il nuo­vo sin­go­lo di Cor­te­se, dispo­ni­bi­le su tut­te le piat­ta­for­me digi­ta­li. Bat­ti­sti e Mogol rac­con­ta­va­no d’amore e non amo­re, Feb­bre rac­con­ta quel­la situa­zio­ne d’amore e for­se amo­re in cui a vol­te ci si ritro­va, l’amore nel dub­bio, l’amore non cor­ri­spo­sto ugualmente.

Feb­bre è una dichia­ra­zio­ne d’amore sin­ce­ra e roman­ti­ca rivol­ta ad una per­so­na sem­pre sfug­gen­te, e chi lo sa per­ché? Rac­con­ta il momen­to esat­to in cui pren­di coscien­za di esse­re ine­vi­ta­bil­men­te inna­mo­ra­to e, nell’imbarazzo, che poi fug­ga oppu­re resti, ti ren­di con­to di voler­la al tuo fian­co, di voler­la sem­pre, anche con la feb­bre. Un bra­no asciut­to, un can­to con­ci­so e mini­ma­le come le sono­ri­tà sospe­se tra pad synth-pop, bat­te­ria elet­tro­ni­ca, chi­tar­re e piano.

Nel video­clip del pre­ce­den­te sin­go­lo Street food c’erano Mar­co e Danie­la che discu­te­va­no ani­ma­ta­men­te e si lascia­va­no in una Renault 4. Il video di Feb­bre, diret­to sem­pre da Fran­ce­sco Luper­to, è un sequel di quel­la vicen­da: Mar­co è solo in una lavan­de­ria a get­to­ni, apre l’oblò del­la lava­tri­ce, fa per tirar fuo­ri alcu­ni capi e da uno di essi cade per ter­ra una pola­roid che lo ritrae feli­ce insie­me a Danie­la. Que­sto gli ripor­ta alla men­te tan­ti ricor­di di bei momen­ti con lei, momen­ti di una sto­ria feli­ce fin­ché è dura­ta. Ed è qui che Mar­co apre Insta­gram sul pro­prio smart­pho­ne e, iro­nia del­la sor­te, Danie­la ha appe­na pub­bli­ca­to una sto­ria con quel­lo che dev’essere il suo nuo­vo compagno.

Mar­co non ce la fa a reg­ge­re il col­po del distac­co, figu­ria­mo­ci la bot­ta del­la pre­sa di coscien­za che lei ha già un altro e non ha inten­zio­ne di far­ne un segre­to. Sale nel­la miti­ca Renault 4, signi­fi­ca­ti­va anch’essa per­ché rac­con­ta tan­to del­la sto­ria con Danie­la (dal­la pri­ma vol­ta che han­no fat­to l’amore alla fine del­la loro rela­zio­ne davan­ti a un pani­na­ro), cor­re a casa e affo­ga il dolo­re nell’alcol tra un fla­sh­back e un altro sen­za tre­gua. Sfat­to sul diva­no si addor­men­ta per poi sve­gliar­si in pie­na not­te, pren­de­re con sé un po’ di roba e rimet­ter­si in mac­chi­na con l’intenzione di lasciar­si alle spal­le quei posti, quel­la sto­ria, quei ricor­di per una nuo­va vita.

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