NOVITA'

Sea Shepherd, Montegrappa e Camilla Fascina brindano all’inizio di un’inedita collaborazione nel ricordo di una rara vittoria

Un can­to di pro­te­sta rac­chiu­so den­tro a uno stru­men­to di scrit­tu­ra ine­di­to per cele­bra­re una bat­ta­glia epi­ca: la vit­to­ria del­ca­po­do­glio, poi chia­ma­to Moby Dick, sul­la nave bale­nie­ra Essex.

L’affondamento di una nave non è mai un even­to da cele­bra­re… tran­ne nel caso in cui rap­pre­sen­ti un raro momen­to nel­la sto­ria in cui pre­va­le il sen­so di giu­sti­zia del­la Natu­ra. Una nuo­va emo­zio­nan­te pen­na, Vic­to­ry of the Wha­le, com­me­mo­ra il bicen­te­na­rio di un’epica bat­ta­glia e la col­la­bo­ra­zio­ne tra Mon­te­grap­pa, Sea She­pherd e la can­tau­tri­ce Camil­la Fasci­na.

Il box con­tie­ne, tra­mi­te QR code, il bra­no scrit­to, can­ta­to e com­po­sto da Camil­la Fasci­na che vuo­le cele­bra­re il più raro even­to del­la sto­ria: la Vit­to­ria del­la Natu­ra sull’uomo.

Vic­to­ry of the Wha­le è la pri­ma di una serie di can­zo­ni in cui Camil­la Fasci­na inter­pre­ta la voce del mare per sup­por­ta­re le cam­pa­gne di Sea She­pherd in dife­sa del Mediterraneo. 

In Vic­to­ry of the Wha­le Camil­la dà voce al capo­do­glio Moby Dick e nar­ra gli even­ti dal pun­to di vista del capo­do­glio. La can­zo­ne Vic­to­ry of the Wha­le sarà pre­sen­te all’interno del box tra­mi­te un QR code. 

Ascol­ta la canzone:

https://artist.landr.com/music/672985613850

https://camillafascina.com/music-for-the-ocean/

Qua­si due­cen­to anni fa, men­tre viag­gia­va a 1.200 miglia nau­ti­che a ove­st del­le iso­le Gala­pa­gos, l’equipaggio a bor­do dell’Essex deve aver pen­sa­to di aver avu­to final­men­te un gran col­po di for­tu­na avvi­stan­do un copio­so bran­co di bale­ne. Ma il desti­no ave­va in ser­bo inve­ce qual­co­sa di mol­to diver­so: il 20 novem­bre 1820 sareb­be sta­to l’ultimo gior­no in mare per la bale­nie­ra. Due col­pi deva­stan­ti sfer­ra­ti con la testa da un enor­me capo­do­glio avreb­be­ro con­dan­na­to l’Essex sul fon­do del Paci­fi­co per sem­pre. L’equipaggio riu­scì for­tu­na­ta­men­te a met­ter­si in sal­vo, ma dopo diver­se set­ti­ma­ne in mare la for­tu­na non fu più una buo­na com­pa­gna; stre­ma­ti dal­la fame e dal­la sete, i soprav­vis­su­ti si vide­ro costret­ti ad atti di can­ni­ba­li­smo. Dell’incidente ne die­de­ro noti­zia tut­ti i gior­na­li dell’epoca, in tut­to il mon­do, e que­sta vicen­da avreb­be poi ispi­ra­to un clas­si­co del­la let­te­ra­tu­ra ame­ri­ca­na, il roman­zo di Her­man Mel­vil­le, Moby-Dick. Il tra­gi­co desti­no di que­gli uomi­ni però fu pre­sto dimen­ti­ca­to. Chi non ha dimen­ti­ca­to que­sta sto­ria è il capi­ta­no Paul Watson, cari­sma­ti­co fon­da­to­re e front­man di Sea She­pherd. Il cana­de­se l’ha anzi ripe­tu­ta — per così dire — quan­do nel 1979, nel­le acque di Lisbo­na, ha usa­to la sua pri­ma nave come arie­te con­tro la bale­nie­ra Sier­ra. Piut­to­sto che risar­ci­re i pro­prie­ta­ri del­la bale­nie­ra dan­neg­gia­ta pre­fe­rì rinun­cia­re alla pro­pria bar­ca, affon­dan­do­la. Il vigi­lan­te dell’oceano non si è mai guar­da­to indie­tro. Aiu­ta­to da un vasto eser­ci­to di “pasto­ri” volon­ta­ri, Watson ha intra­pre­so innu­me­re­vo­li mis­sio­ni per sal­va­re le bale­ne dai cac­cia­to­ri. Talu­ni riten­go­no le azio­ni di Sea She­pherd eco-pira­te­ria, ma il loro lea­der rima­ne con­vin­to che non vi sia alter­na­ti­va all’azione diret­ta quan­do le mari­ne nazio­na­li non pos­so­no — o non voglio­no — far rispet­ta­re le leg­gi sul­la con­ser­va­zio­ne. Nono­stan­te il fer­ven­te atti­vi­smo, in qua­ran­ta­trean­ni di mis­sio­ni, le azio­ni intra­pre­se da Sea She­pherd non han­no pro­dot­to alcun infor­tu­nio o per­di­ta di vite umane. 

A mez­zo mon­do di distan­za, sul­le rive del fiu­me Bren­ta, Mon­te­grap­pa navi­ga su acque meno tor­men­to­se, ma è da sem­pre appas­sio­na­ta alle sto­rie mari­na­re­sche come solo un’azienda che ha intrec­cia­to le sue radi­ci con Erne­st Heming­way può esser­lo. L’azienda, pro­dut­tri­ce arti­gia­na­le di stru­men­ti da scrit­tu­ra, ope­ra nel­lo stes­so sta­bi­li­men­to dal 1912 cer­can­do con­ti­nua­men­te nuo­ve espres­sio­ni crea­ti­ve e inno­van­do la pro­pria abi­li­tà arti­sti­ca per garan­ti­re che le pen­ne sti­lo­gra­fi­che non si estin­gua­no mai. 

Gli anti­con­for­mi­sti e le per­so­na­li­tà for­ti ricer­ca­no pen­ne dal desi­gn ela­bo­ra­to, per que­sto Mon­te­grap­pa ha accet­ta­to con estre­mo entu­sia­smo l’invito a col­la­bo­ra­re con Sea She­pherd. Per brin­da­re a que­sta nuo­va part­ner­ship, il pro­dut­to­re di lus­so ha immor­ta­la­to il desti­no del­la Essex nel desi­gn e nei mate­ria­li sele­zio­na­ti per Vic­to­ry of the Whale. 

Un capo­do­glio for­ni­sce, al desi­gn tut­to ita­lia­no di que­sta pen­na, l’ispirazione per il fer­ma­glio da taschi­no, sospe­so sopra un mare in tem­pe­sta scol­pi­to nel bron­zo. Per la fusio­ne di que­sti ele­men­ti distin­ti­vi, Sea She­pherd ha aiu­ta­to Mon­te­grap­pa a recu­pe­ra­re il mate­ria­le neces­sa­rio dall’elica del­la sua ex ammi­ra­glia, la M/Y Ste­ve Irwin. L’uso del bron­zo rici­cla­to for­ni­sce un col­le­ga­men­to mate­ri­co con i tan­ti anni di atti­vi­smo vis­su­to in pri­ma linea da Sea She­pherd. Sul­la fascet­ta nera del fusto sven­to­la la fami­ge­ra­ta inse­gna del grup­po, ispi­ra­ta alla ban­die­ra dei pira­ti, come un’ultima linea di dife­sa pro­vo­ca­to­ria tra bale­na e baleniera. 

1 comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: