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Edoardo Bennato presenta stasera il nuovo album ‘Non c’è’ su Radio Marte

Edoardo Bennato presenta il nuovo album Non c’è, in diretta su Radio Marte e Radio Marte Tv.

Appun­ta­men­to per i fans di Edo, sta­se­ra dal­le 22.00 a mez­za­not­te, in con­tem­po­ra­nea radio, app, social e tv (ch 655) del grup­po Radio Mar­te. Con­dot­to da Gigio Rosa, l’e­ven­to ospi­te­rà un vero e pro­prio mini-live di Edo, accom­pa­gna­to dal chi­tar­ri­sta Gen­na­ro Por­cel­li, e nume­ro­si col­le­ga­men­ti con ascol­ta­to­ri ed ami­ci del can­tau­to­re napo­le­ta­no. Sarà pos­si­bi­le invia­re mes­sag­gi e doman­de per Edoar­do Ben­na­to, attra­ver­so il nume­ro Wha­tsapp 3396669990 o tra­mi­te il nume­ro 081636363.

Non c’è è il nuo­vo album di Edoar­do Ben­na­to per la Sony Music (Lega­cy Recor­dings), dispo­ni­bi­le da vener­dì 20 novem­bre nei digi­tal sto­re e pub­bli­ca­to su cd e su dop­pio vini­le. In Non c’è sono for­ti le due ani­me rock dell’artista: la ver­sio­ne del­la “pri­ma ora” e quel­la stret­ta­men­te attua­le. Sen­za bava­glio, Edoar­do Ben­na­to can­ta le con­trad­di­zio­ni del­la socie­tà, il “miste­ro del­la Pub­bli­ca Istru­zio­ne”, l’universo fem­mi­ni­le — sem­pre pre­sen­te nel­la sua let­te­ra­tu­ra — e l’ironia “ben­na­tia­na” è attua­liz­za­ta ed esa­spe­ra­ta fino al paradosso.

Già dal­la coper­ti­na, Non c’è si sfo­glia come un quo­ti­dia­no che usci­rà doma­ni mat­ti­na e si leg­ge come il mani­fe­sto del­la real­tà. Fra­si come “Sal­via­mo il sal­va­bi­le” e “Una di not­te c’è il copri­fuo­co” rim­bal­za­no dal­le pri­me pagi­ne e nei tito­li dei TG diven­tan­do le “can­ti­le­ne” di que­sti gior­ni; cosi tan­ti altri ritor­nel­li di can­zo­ni vec­chie e nuo­ve di que­sto album. 

Ben­na­to non è sta­to mai con­ven­zio­na­le, è un can­tau­to­re “sem­pre più” con­tem­po­ra­neo, “sem­pre sul pez­zo”: sar­ca­sti­co, pro­vo­ca­to­re, ora diret­to­re di un gior­na­le idea­le che rac­con­ta il futu­ro, con la sua capa­ci­tà di leg­ge­re ciò che è sta­to e di anti­ci­pa­re i con­te­nu­ti di ciò che sarà. Cosi non c’è solu­zio­ne di con­ti­nui­tà tra il vec­chio e il nuo­vo reper­to­rio: “Man­gia­fuo­co”, tra le righe, pre­fi­gu­ra il 2020, “Sal­via­mo il sal­va­bi­le” pure, e cosi “Bra­vi ragaz­zi” e “Feste di piaz­za”, e le nuo­ve “L’uomo nero” e, soprat­tut­to, “Maske­ra­te”, “La bel­la addor­men­ta­ta” è il bra­no più “radio­fo­ni­co” dell’album (al di là del testo in cui il rife­ri­men­to è sem­pre il “risve­glio” di Bagno­li, dei Cam­pi Fle­grei, di Napo­li e del Sud in sen­so lato, argo­men­to ben­na­tia­no per eccellenza).

Le can­zo­ni di un tem­po acqui­sta­no un suo­no nuo­vo, gra­zie agli otti­mi arran­gia­men­ti e al sound del­la band di Edoar­do. Quei con­cet­ti, quei temi sono sem­pre attua­li, capa­ci di stig­ma­tiz­za­re, di sot­to­li­nea­re una real­tà che vichia­na­men­te si pre­sen­ta cicli­ca. Quel costu­me, que­gli usi di oltre quarant’anni fa (in qual­che caso) tor­na­no (oppu­re non sono mai scom­par­si del tutto).

Ven­ti trac­ce nel­la ver­sio­ne com­pact disc e ven­ti­tre in quel­la LP. Otto i bra­ni ine­di­ti in Non c’è: Genia­le, Il Miste­ro del­la Pub­bli­ca Istru­zio­ne, L’uomo nero (feat. Cle­men­ti­no), La bel­la addor­men­ta­ta, La real­tà non può esse­re que­sta (feat. Euge­nio Ben­na­to), Maske­ra­te, Non c’è, Edoar­do Ben­na­to pre­sen­ta il nuo­vo album Non c’è, in diret­ta su Radio Mar­te e Radio Mar­te Tv. e signori.

Quin­di­ci i bra­ni di reper­to­rio che han­no segna­to la car­rie­ra arti­sti­ca di Edoar­do Ben­na­to, tra i più genia­li can­tau­to­ri del­la sce­na musi­ca­le ita­lia­na: Bra­vi ragaz­zi, Can­tau­to­re, Dot­ti medi­ci e sapien­ti, Feste di piaz­za, Ita­lia­ni, L’isola che non c’è, La veri­tà, Le ragaz­ze fan­no gran­di sogni, Man­gia­fuo­co, Non far­ti cade­re le brac­cia, Per­ché (feat. Mor­gan), Relax, Sal­via­mo il sal­va­bi­le, Tut­ti, Un gior­no credi.

“Ciò che abbia­mo vis­su­to in que­sti ulti­mi tem­pi è sta­to sicu­ra­men­te qual­co­sa fuo­ri dall’ordinario, che ci ha fat­to riflet­te­re e ha indub­bia­men­te con­di­zio­na­to, volen­te o nolen­te, le nostre esi­sten­ze”, cosi Ben­na­to a pro­po­si­to del nuo­vo pro­get­to. “Tor­na­re dopo tut­to que­sto con un album di soli bra­ni ine­di­ti sareb­be sta­to sin trop­po ovvio. Ho col­to inve­ce l’invito a riar­ran­gia­re, risuo­na­re e rican­ta­re alcu­ne tra le mie can­zo­ni del pas­sa­to, che ine­vi­ta­bil­men­te han­no subi­to nel cor­so degli anni, una natu­ra­le rie­la­bo­ra­zio­ne musi­ca­le nel­le innu­me­re­vo­li esi­bi­zio­ni dal vivo. È sta­to pro­prio que­sto lo spi­ri­to che ci ha ani­ma­ti nell’individuare i bra­ni da ripro­por­re. Nel frat­tem­po, non ho mai natu­ral­men­te smes­so di com­por­re e scri­ve­re altri pez­zi e, a un cer­to pun­to, ci sia­mo resi con­to come e quan­to le cose nuo­ve fos­se­ro in linea con quel­le rivi­si­ta­te, e che ci fos­se un fil rou­ge che unis­se tut­te le can­zo­ni; anche se ori­gi­na­te in perio­di mol­to diver­si tra loro. Nel guar­da­re i tito­li e i testi scrit­ti sul foglio ho imma­gi­na­to la pri­ma pagi­na di un quo­ti­dia­no dei gior­ni nostri, dove gli stril­li in pri­ma pagi­na esal­ta­no e sot­to­li­nea­no argo­men­ti e tema­ti­che popo­la­ri di sem­pre, ma in par­ti­co­la­re di que­sti ulti­mi tem­pi: “Sal­via­mo il sal­va­bi­le”, “Bra­vi ragaz­zi”, “La real­tà non può esse­re que­sta”, “Dot­ti, medi­ci e sapien­ti”, “Non far­ti cade­re le brac­cia”, “L’isola che non c’ è”. Chi mi cono­sce sa che non mi pia­ce spie­ga­re le mie can­zo­ni. Quel­lo che ser­ve sape­re è con­te­nu­to al loro inter­no ed espri­me un pun­to di vista. Mi pia­ce spes­so ini­zia­re i miei con­cer­ti dal vivo inter­pre­tan­do “Abbi dub­bi”, per­ché cre­do mol­tis­si­mo nel­la filo­so­fia di quel testo: è sano e legit­ti­mo far­si pren­de­re dal dub­bio, non cre­de­re cie­ca­men­te a ciò che ti vie­ne det­to, ma riflet­te­re, pen­sa­re e valu­ta­re con la pro­pria testa. Alla fine, con que­sto stes­so spi­ri­to abbia­mo deci­so di inti­to­la­re la testa­ta di quel quo­ti­dia­no imma­gi­na­rio NON C’È, che dun­que è anche il tito­lo dell’album. È un bra­no al qua­le mi sen­to mol­to lega­to e spe­ro piac­cia anche alla gente”.

Nel disco, anche i fea­tu­ring di arti­sti che han­no sti­li diver­si tra loro, uni­ci, non sono affat­to casua­li: il fra­tel­lo Euge­nio per La real­tà non può esse­re que­sta (scrit­to a quat­tro mani e pre­sen­ta­to duran­te il loc­k­do­wn del­lo scor­so mar­zo); Mor­gan can­ta e suo­na il pia­no­for­te nel nuo­vo “roc­ka­bil­ly” di Per­ché; infi­ne, il flow tar­ga­to Cle­men­ti­no, nel­la trac­cia L’Uomo NeroBen­na­to ha lavo­ra­to con l’affiatata band che è con lui da anni; ami­ci e col­le­ghi per un gran gio­co di squa­dra: Raf­fae­le Lopez (pia­no­for­te, orga­no Ham­mond, sin­te­tiz­za­to­ri, pro­gram­ma­zio­ni), Giu­sep­pe Scar­pa­to (chi­tar­re elet­tri­che, chi­tar­re acu­sti­che, drums pro­gram­ming), Gen­na­ro Por­cel­li (chi­tar­re elet­tri­che, chi­tar­re acu­sti­che, armo­ni­ca), Ardui­no Lopez (bas­so).

 
Il disco è sta­to pen­sa­to e rea­liz­za­to a Napo­li, luo­go idea­le per trar­re ispi­ra­zio­ne e crea­re musi­ca; dove la real­tà si pale­sa, nel bene e nel male.
 

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