INTERVISTA

Intervista | Zic : “Smarties” e “Smarties Remix”, musica da gustare ovunque [Video]

Il nuovo EP di Zic intitolato Smarties remix raccoglie 4 remix di alcuni brani tratti dall’ultimo album Smarties. L’artista ci ha raccontato la nascita dei due progetti discografici.

A fine ago­sto Pio Ste­fa­ni­ni, il mio pro­dut­to­re ese­cu­ti­vo, mi chia­ma e mi dice : Lore, per­ché non fac­cia­mo un album di remix? rac­con­ta Zic La pro­po­sta mi ha un po’ spiaz­za­to, per­ché comun­que, dopo più di un anno pas­sa­to a scri­ve­re, pen­sa­re, inven­ta­re e mixa­re “Smar­ties”, non ero sicu­ro di esse­re pron­to per affron­ta­re un remix. Ave­vo pau­ra di non man­te­ne­re il livel­lo del disco, ave­vo pau­ra di non riu­sci­re a spo­sta­re le can­zo­ni in posto nuo­vo, tri­ste o feli­ce che fos­se. Quan­do ogni sin­go­lo pez­zo di un album vie­ne fuo­ri dal tuo com­pu­ter, é dav­ve­ro dif­fi­ci­le ripla­smar­lo. Rea­liz­zai che non pote­vo far­ce­la da solo e che ero mol­to curio­so di sape­re come Pio li avreb­be affron­ta­ti. Lo chia­mai con­ti­nua Zic — e gli dis­si sem­pli­ce­men­te :“diver­ti­ti!”.  L’u­ni­co pez­zo che ho sen­ti­to il biso­gno di accom­pa­gna­re di per­so­na, è sta­to “over the top” per­ché è una can­zo­ne che mi ha por­ta­to mol­to in alto o mol­to a fon­do, dipen­de dai pun­ti di vista e io, remi­xan­do­lo, sono volu­to anda­re anco­ra più in alto, anco­ra più a fon­do. Abbia­mo volu­to accen­de­re tut­ti i synth ana­lo­gi­ci, tut­te le bat­te­rie elet­tro­ni­che che ave­va­mo in stu­dio, abbia­mo pre­so in mano chi­tar­re e suo­na­to stra­ni pez­zi di fer­ro per dare a quel­le can­zo­ni, la pos­si­bi­li­tà di risor­ge­re in qual­co­sa di com­ple­ta­men­te nuo­vo. Se mi si chie­des­se di rias­su­me­re con una sola paro­la il nostro lavo­ro, sen­za esi­ta­zio­ne rispon­de­rei “cine­ma­to­gra­fi­co”.  Que­sto è “Smar­ties Remix”, una bre­ve ma inten­sa e soprat­tut­to ine­di­ta cor­sa nei tra­mon­ti, nel­le albe, nei gior­ni in cui non pia­ni­fi­chi nien­te e ti met­ti a guar­da­re il cie­lo e a respi­ra­re la nebbia”. 

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