MUSICA

Intervista | Francesco Aubry e il suo “Chitarrista” che strizza l’occhio alla new wave anni ’80

Francesco Aubry presenta il nuovo singolo “Chitarrista”. Il testo ha un taglio ironico e graffiante e prende di mira il musicista “primadonna”.

Il bra­no striz­za l’oc­chio alla new wave anni ’80 ed è costrui­to attor­no a un loop di drum machi­ne vin­ta­ge accom­pa­gna­ta da un bas­so Moog pre­sen­te in tut­to il pez­zo. Il ritor­nel­lo con­fer­ma il gusto di Fran­ce­sco Aubry nel ricer­ca­re spes­so melo­die orec­chia­bi­li e pop. La coda del pez­zo è carat­te­riz­za­ta da un asso­lo di The­re­min (stru­men­to ad anten­na che suo­na a distan­za sen­za esse­re toc­ca­to con le mani) e dal­l’u­ti­liz­zo di un Voco­der. Fran­ce­sco sta lavo­ran­do alla scrit­tu­ra di un nuo­vo album che potreb­be vede­re la luce in primavera.

Di cosa par­la il tuo nuo­vo bra­no, “Chi­tar­ri­sta”?

È una cri­ti­ca iro­ni­ca ed autoi­ro­ni­ca ad una deter­mi­na­ta cate­go­ria di musi­ci­sti che si espri­mo­no esclu­si­va­men­te cove­riz­zan­do altri e fini­sco­no per ripe­te­re gli stes­si riff e asso­li per anni. L’intenzione è scher­zo­sa e il rife­ri­men­to è anche a me stes­so, aven­do fat­to musi­ca in quel modo per anni, rap­pre­sen­ta quin­di anche un pun­to di rot­tu­ra col passato.

Ho visto con pia­ce­re il video che accom­pa­gna il bra­no. Vole­vo capi­re come nasce e cosa vuoi rap­pre­sen­ta­re con que­sto clip?

Non poten­do crea­re qual­co­sa di trop­po costrui­to (per via del­le limi­ta­zio­ni del Covid e del poco tem­po a dispo­si­zio­ne) abbia­mo opta­to per un video in stu­dio lascian­do ampio mar­gi­ne di improv­vi­sa­zio­ne e spon­ta­nei­tà: il risul­ta­to mi pia­ce mol­to anche gra­zie ai musi­ci­sti che ne han­no fat­to par­te che sono real­men­te dei per­so­nag­gi fuo­ri dal­le righe oltre che caris­si­mi ami­ci. Duran­te il bra­no fini­sco­no per esse­re degli ele­men­ti di distur­bo esa­ge­ra­ta­men­te eccen­tri­ci, toglien­do spa­zio a me.

Il sound del nuo­vo video rispec­chia il nuo­vo album che pub­bli­che­rai l’anno prossimo?

No, è solo una del­le fac­ce che avrà l’album. I sin­te­tiz­za­to­ri vin­ta­ge saran­no un po’ ovun­que e daran­no un carat­te­re distin­ti­vo comu­ne ma a que­sto elec­tro pop anni 80 acco­ste­rò bra­ni mol­to diver­si, sono anco­ra in una fase del per­cor­so in cui pre­fe­ri­sco spa­zia­re e spe­ri­men­ta­re, a vol­te può esse­re un pia­no elet­tri­co a dar­mi ispi­ra­zio­ne e il pez­zo maga­ri gli cre­sce intor­no con un sound che può ricor­da­re i can­tau­to­ri degli anni 70/80, altre vol­te par­to da un riff di chi­tar­ra piut­to­sto che da un groo­ve di bas­so e bat­te­ria. Non mi pia­ce uti­liz­za­re sam­ples (se non per rumori/effetti) e non uti­liz­zo loop o beat pre­im­po­sta­ti da altri, pre­fe­ri­sco suo­na­re ogni stru­men­to men­tre ricor­ro al Pc per il mix e maste­ring. Per le chi­tar­re più impe­gna­ti­ve ho un bra­vo col­la­bo­ra­to­re che mi aiu­ta ad ulti­ma­re gli arran­gia­men­ti inse­ren­do asso­li e par­ti chi­tar­ri­sti­che varie, Rober­to Del­la Ron­da, col qua­le c’è un fee­ling musi­ca­le incredibile.

Qua­li sono le tema­ti­che che affron­te­rai nell’album? Tema­ti­che attua­li o sto­rie biografiche?

Entram­be, anche se alla fine anche i temi socia­li nasco­no dal pro­prio vis­su­to e sono due aspet­ti che fini­sco­no per influen­zar­si a vicen­da. Sarà in ogni caso un album mol­to per­so­na­le e sin­ce­ro e spe­ro di riu­sci­re a trasmetterlo.

Sei riu­sci­to a esi­bir­ti dura­te que­sto dif­fi­ci­le anno?

Arri­vo da anni e anni di live e cre­do che anche se non ci fos­se sta­to il covid mi sarei pre­so una pau­sa, sono con­cen­tra­to solo sul­la pro­du­zio­ne al momen­to. Mi man­ca­no mol­to le sera­te con gli ami­ci, soprat­tut­to tut­to quel­lo che può pre­ce­de­re e segui­re un con­cer­to live, ma per il momen­to va bene così, tra qual­che mese vedremo.

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