MUSICA

Diodato : Su RaiPlay arriva “Storie di un’altra estate”, una docu-serie che raccoglie l’emozioni dei live estivi | News

Esce in esclu­si­va su Rai­Play dal 29 novem­bre Sto­rie di un’al­tra esta­te, una docu-serie nata dal­la volon­tà di rac­co­glie­re sen­sa­zio­ni, emo­zio­ni, pez­zi di vis­su­to e che Dio­da­to ha regi­stra­to nei mesi scor­si duran­te i live esti­vi che lo han­no por­ta­to ad attra­ver­sa­re un’Italia diver­sa in un anno diverso.

Sto­rie di un’al­tra esta­te è una docu-serie che rac­con­ta qual­co­sa in più di Dio­da­to, sia sot­to il pro­fi­lo arti­sti­co che per­so­na­le, è la nar­ra­zio­ne di un’estate ina­spet­ta­ta che è diven­ta­ta rac­con­to, un viag­gio spe­cia­le tra pas­sa­to, pre­sen­te e futu­ro, tra musi­ca, luo­ghi, paro­le e incon­tri. Il can­tau­to­re rac­con­ta sé stes­so tra­mi­te la sua musi­ca e le cit­tà che han­no segna­to la sua vita, in un viag­gio che attra­ver­sa l’Italia a ritro­var bel­lez­za. Sto­rie di un’al­tra esta­te è una pro­du­zio­ne Ato­mic.

Dopo l’uscita dell’inedito “Un’altra esta­te”, che ha dato il nome a una serie di con­cer­ti esti­vi con cui si è tor­na­ti a respi­ra­re l’arte e a dia­lo­ga­re con nuo­vi codi­ci, Fino a far­ci scom­pa­ri­re è il nuo­vo sin­go­lo di Dioda­to, in rota­zio­ne radio­fo­ni­ca da vener­dì 20 novem­bre e con­te­nu­to, come “Fai Rumo­re” (dop­pio disco di Pla­ti­no) e “Che vita mera­vi­glio­sa”, nel quar­to album di ine­di­ti Che vita Mera­vi­glio­sa (Caro­sel­lo Records), cer­ti­fi­ca­to disco d’Oro.

Il bra­no, che nei suo­ni e nel­le tema­ti­che rie­sce ad esse­re deli­ca­to e deci­so al tem­po stes­so, è scrit­to inte­ra­men­te da Dio­da­to e, par­ten­do dal sen­so di ras­se­gna­zio­ne e annul­la­men­to pro­pri del­la fine di una rela­zio­ne, di un vis­su­to che appar­tie­ne a un tem­po pas­sa­to, giun­ge a con­sa­cra­re qual­co­sa di più gran­de, qual­co­sa che, in “que­sto altro­ve” ormai lon­ta­no dal­le pic­co­lez­ze e dal­le incom­pren­sio­ni di un tem­po, sem­bra appar­te­ne­re ad un dise­gno in cui tut­to ritro­va un sen­so. È come se que­sto tem­po ci offris­se final­men­te la pos­si­bi­li­tà di rico­no­sce­re l’importanza di un con­cet­to di amo­re che supe­ra i con­fi­ni individuali.

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