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Giraffe presenta ”Diamanti grezzi” : «Ho voluto concentrarmi sulle liriche perché sentivo di dover dire molto» | New Hit

Dopo gli ottimi riscontri di Ruok prosegue il percorso discografico di Giraffe, all’anagrafe Lorenzo Passamonti, con il nuovo singolo Diamanti grezzi.  

Dia­man­ti grez­zi (Arti­st Fir­st), che è in rota­zio­ne radio­fo­ni­ca e sul­le piat­ta­for­me strea­ming, anti­ci­pa l’EP la cui usci­ta è pre­vi­sta per la pri­ma­ve­ra del 2021. E’ un bra­no gene­ra­zio­na­le dove musi­ca e testo gio­ca­no tra loro sul con­cet­to di tem­po “sarà che voglio altri vent’anni per fare altri cen­to sba­gli con te”. E’ una can­zo­ne che pun­ta l’attenzione sul sen­so di “disor­di­ne” che acco­mu­na tut­ti i ragaz­zi del­la cosid­det­ta Gene­ra­zio­ne Zero, quel­li nati dopo il 1995 in una socie­tà impre­gna­ta di wi-fi, che pone tan­ti inter­ro­ga­ti­vi e incer­tez­za economica. 

«Sia­mo “dia­man­ti grez­zi” in un con­te­sto in cui ci sem­bra di ave­re tut­to ma quel tut­to non ci rap­pre­sen­ta mai fino in fon­do, come “del­le mac­chi­ne da cor­sa che riman­go­no fer­me ai casel­li”. Que­sta rifles­sio­ne è nata una sera in cui mi sono ritro­va­to dopo tan­to tem­po di nuo­vo sedu­to attor­no a un tavo­lo con i miei “fra­tel­li”, non ave­va­mo cel­lu­la­ri e in quel momen­to non ave­va­mo alcu­na voglia di aver­li. Abbia­mo ini­zia­to a par­la­re di noi e di cose che gene­ral­men­te uno tie­ne per sé, cose che cre­di sco­mo­de, che non dici per pau­ra di sem­bra­re diver­so o pro­ble­ma­ti­co. In quel momen­to ci sia­mo stu­pi­ti e ras­se­re­na­ti, come se in qual­che modo ci sol­le­vas­se da un sen­so di respon­sa­bi­li­tà trop­po gran­de per noi lo sco­pri­re che tut­ti i nostri sin­go­li pro­ble­mi sta­va­no tro­van­do con­fer­ma negli altri», dichia­ra Giraf­fe a pro­po­si­to del nuo­vo singolo.

Dia­man­ti grez­zi è un pez­zo pop-punk che per le sono­ri­tà richia­ma mol­to l’America di Muchi­ne Gun Kel­ly e Yung­blud. Ciò che sal­ta all’orecchio è il cli­ma gene­ra­zio­na­le e “rivo­lu­zio­na­rio” del­le chi­tar­re elet­tri­che con­trap­po­ste all’arrangiamento dei bas­si tipi­co del­la trap/hip hop. «Ho volu­to con­cen­trar­mi sul­le liri­che per­ché sen­ti­vo di dover dire mol­to», affer­ma l’artista. Il testo è infat­ti in con­ti­nua dina­mi­ca, la pri­ma stro­fa sem­bra qua­si voler dire strap­pia­mo­ci i vesti­ti e bacia­mo­ci, il ritor­nel­lo è un inno alla “resi­sten­za” men­tre la secon­da stro­fa è un rap personalissimo. 

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