MUSICA

Intervista | Dellarabbia : “Abbiamo tante storie ancora da raccontare per chi vuole ascoltare”

Abbiamo intervistato con piacere i Dellarabbia per scoprire il nuovo singolo La Panchina.

La Pan­chi­na è qua­si un rac­con­to bre­ve, in cui il pro­ta­go­ni­sta è sedu­to aspet­tan­do qual­cu­no che ama e che non arri­ve­rà mai. “Stu­pi­do è chi lo stu­pi­do fa”, dice­va da un’altra cele­bre pan­chi­na Tom Hanks nei pan­ni dell’indimenticabile For­re­st Gump. Ma, a dif­fe­ren­za di For­re­st, che è lo spec­chio di un’America pie­na di buo­ne inten­zio­ni, in un perio­do di riscat­to socia­le e raz­zia­le. Sia­mo tut­ti per­si per sem­pre su di una pan­chi­na a guar­da­re il mon­do da uno scher­mo, bru­cia­ti dal sole e dal­la rab­bia, ad aspet­ta­re qual­co­sa o qual­cu­no che non arri­ve­rà. Que­sto è il sen­so de La Pan­chi­na (come For­re­st Gump), il secon­do sin­go­lo dei del­la­rab­bia.

Ciao Del­la­rab­bia, è un gran­de pia­ce­re poter­vi inter­vi­sta­re. Innan­zi­tut­to da dove nasce que­sto nome d’arte?

“Ciao a voi e ai let­to­ri di Rifu­gio Musi­ca­le. del­la­rab­bia è arri­va­to dopo un po’ di ricer­ca. Vole­va­mo un nome che ci rap­pre­sen­tas­se e che allo stes­so tem­po dices­se chia­ra­men­te che nel­la nostra musi­ca voglia­mo par­la­re del momen­to che vivia­mo. Da qui, ci è venu­ta subi­to in men­te la rab­bia socia­le e indi­vi­dua­le che ora­mai cre­sce ovun­que, come una spe­cie di paras­si­ta alie­no dei film di fan­ta­scien­za. La rab­bia che ha pre­so il soprav­ven­to su tut­ti i sen­ti­men­ti e tut­te le ragioni”.

Come nasce “il col­let­ti­vo musicale”?

“Mar­co, il can­tan­te e Ame­ri­co, il nostro coau­to­re, scri­vo­no insie­me musi­ca da tan­to tem­po. L’idea ha pre­so una for­ma pre­ci­sa ed un suo sound con l’ingresso di Fede­ri­co, bat­te­ri­sta ed anche pro­dut­to­re. Ada­mo, poli­stru­men­ti­sta, Pier­gior­gio, chi­tar­ri­sta e Pao­lo, bas­si­sta, han­no chiu­so il cer­chio e com­ple­ta­to l’idea che sta­va alla base dì del­la­rab­bia. Sia­mo un col­let­ti­vo pro­prio per­ché ci sen­tia­mo in qual­che modo un puzz­le e non un cor­po uni­co, come capi­ta alle band”.

È usci­to il nuo­vo bra­no La pan­chi­na (come For­re­st Gump). Dob­bia­mo aspet­tar­ci una sto­ria simi­le al film? Come mai pro­prio For­re­st Gump? Di cosa par­la il brano?

“For­re­st Gump è un capo­la­vo­ro che gio­ca con i sim­bo­li di un’America che non c’è più. Abbia­mo imma­gi­na­to di esse­re sedu­ti sul­la stes­sa pan­chi­na del film, ad aspet­ta­re qual­co­sa o qual­cu­no che non arri­va, a cari­car­ci di tut­ta quel­la rab­bia e quel­la soli­tu­di­ne che è la carat­te­ri­sti­ca di que­sto perio­do sto­ri­co ed anche il para­dos­so di un’epoca in cui, inve­ce, sia­mo tut­ti con­nes­si o alme­no dovrem­mo esser­lo. Quan­te vol­te vi è capi­ta­to di esse­re sedu­ti, maga­ri ad aspet­ta­re il tre­no o l’autobus, e vi sie­te accor­ti di esse­re per­si con lo sguar­do nel tele­fo­no a scrol­la­re i social, incaz­za­ti per qual­co­sa che ave­te appe­na let­to, in mez­zo a tan­te per­so­ne che fan­no la stes­sa cosa? Il bra­no par­la del­la sen­sa­zio­ne di esse­re fer­mi ad aspet­ta­re, qual­co­sa che non arriverà”.

Qua­le sound ci dob­bia­mo aspet­ta­re da que­sto sin­go­lo? Riu­sci­te a clas­si­fi­car­vi in un gene­re musicale?

“Le nostre influen­ze sono mol­te­pli­ci. Cer­chia­mo di tene­re insie­me le sono­ri­tà inter­na­zio­na­li del Nu-folk con il rac­con­to carat­te­ri­sti­co del­la tra­di­zio­ne can­tau­to­ra­le ita­lia­na. Chi­tar­re acu­sti­che, vio­li­no, uku­le­le ma anche synth e pad elet­tro­ni­ci. Non sap­pia­mo se c’è un gene­re pre­ci­so in cui inca­strar­ci, per i musi­ci­sti è sem­pre dif­fi­ci­le defi­nir­si con un’etichetta, lascia­mo que­sto com­pi­to ai gior­na­li­sti ed al pubblico”.

Il bra­no sarà inse­ri­to in un EP o album?

“Usci­rà un album all’inizio del 2021 dal tito­lo “L’Era del­la rab­bia”. Pri­ma però pub­bli­che­re­mo altri sin­go­li. È disco di cui sia­mo mol­to orgo­glio­si e non vedia­mo l’ora di far­ve­lo ascoltare”.

Ho let­to che ave­te avu­to diver­si live all’estero. Ave­te un aned­do­to diver­ten­te che vi pia­ce raccontare?

“Venia­mo tut­ti da una lun­ga mili­tan­za nel­la sce­na under­ground. Som­man­do le espe­rien­ze di tut­ti potrem­mo par­lar­ti di tour in Inghil­ter­ra, Rus­sia, Giap­po­ne e qua­si tut­ta l’Europa. Venia­mo da not­ta­te in fur­go­ne e con­cer­ti in posti incre­di­bi­li pie­ni di per­so­ne, ma anche in loca­li angu­sti e vuo­ti. Potrem­mo rac­con­tar­ti di una ris­sa sot­to pal­co, men­tre suo­na­va­mo in un posto assur­do a Bri­stol o degli stru­men­ti che vola­no in auto­stra­da in Ger­ma­nia per­ché si è aper­to il por­tel­lo poste­rio­re del fur­go­ne, oppu­re del can­tan­te di una band spal­la in Olan­da che, fat­to di chis­sà qua­le dro­ga sin­te­ti­ca, si è bevu­to tut­ta la cera bol­len­te di una can­de­la e poi l’ha vomi­ta­ta sul pal­co con il loca­le com­ple­ta­men­te vuo­to, ma poi non baste­reb­be lo spa­zio di un’intervista per far­ci smet­te­re di raccontare”.

Per con­clu­de­re, per chi non ha anco­ra ascol­ta­to la vostra musi­ca, cosa si deve aspet­ta­re dai dellarabbia?

“Un insie­me di rac­con­ti, di bal­la­te e bra­ni uptem­po e tut­ta l’emozione che pro­via­mo nel suo­nar­li. Sia­mo un pro­get­to musi­ca­le con le idee mol­to chia­re, su cosa dire e cosa suo­na­re. Citan­do il mae­stro Guc­ci­ni, abbia­mo tan­te sto­rie anco­ra da rac­con­ta­re per chi vuo­le ascoltare”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: