MUSICA

Intervista | Bluedaze : “Dreamwalk è una canzone che parla di amare e di essere amati, nonostante le proprie paure”

Abbiamo intervistato con piacere i Bluedaze per scoprire questo nuovo capitolo artistico sotto il nome di Dreamwalk. Il singolo anticipa l’uscita del nuovo album.

I Blue­da­ze sono una band dream/psych pop nata nel 2017 in pro­vin­cia di Vare­se – a due pas­si dal Lago Mag­gio­re – da un’idea di Eli­sa (voce e chi­tar­ra), Nico­lò (bat­te­ria), Manuel (chi­tar­ra) e Fran­ce­sco (bas­so e synth). Tra il 2018 e il 2019 regi­stra­no il loro pri­mo album “Sky­sur­fers” pro­dot­to da Mar­ti­no Cuman (Non Voglio che Cla­ra) pres­so La Sau­na Recor­ding Stu­dio e maste­riz­za­to da Andrea De Ber­nar­di all’Eleven Mastering.

Ciao Blue­da­ze! È un pia­ce­re inter­vi­star­vi. Innan­zi­tut­to come nasce que­sto nome d’arte?

“Ciao Rifu­gio Musi­ca­le e gra­zie a voi per la chiac­chie­ra­ta! “Blue­da­ze” è un nome nato dicia­mo “oltre il ter­mi­ne”, quan­do la band era già con­so­li­da­ta e il nostro album in lavo­ra­zio­ne. Anzi­tut­to è il nome di un fio­re, e l’idea d’includere un ele­men­to natu­ra­le nel nostro mon­do ci pia­ce­va parec­chio. Ma soprat­tut­to è una paro­la che uni­sce due aspet­ti che rispec­chia­no il nostro imma­gi­na­rio: la malin­co­nia (blue) e lo stordimento/intorpidimento (daze) tipi­co di atmo­sfe­re sognan­ti e psi­che­de­li­che. Poi che la mag­gior par­te del­le per­so­ne capi­sca o scri­va “Blue Days” è un’altra sto­ria..”.

Come nasce que­sto gruppo? 

“Anche se tut­ti e quat­tro ci cono­scia­mo da mol­ti anni, solo nel 2017 abbia­mo deci­so di for­ma­re una band. Dopo alcu­ni mesi a pas­sa­ti a scam­biar­ci video, link e altro mate­ria­le inu­ti­le in una chat Wha­tsApp, abbia­mo pre­so in mano gli stru­men­ti con un inten­to­du­pli­ce: diver­tir­ci e anda­re oltre i nostri limi­ti. Di lì a poco sta­va­mo già con­vo­glian­do tut­ti le for­ze sui bra­ni che sareb­be­ro rien­tra­ti nel nostro pri­mo album Skysurfers”.

È usci­to il nuo­vo sin­go­lo Dream­walk. Di cosa par­la que­sto brano? 

“Dream­walk è una can­zo­ne che par­la di ama­re e di esse­re ama­ti, nono­stan­te le pro­prie debo­lez­ze e le pro­prie pau­re. In un perio­do com­pli­ca­to que­sto che stia­mo tut­ti viven­do, sia­mo ogni gior­no alle pre­se con per­so­ne che non sape­va­mo di esse­re: tri­sti, delu­si, pre­oc­cu­pa­ti, trop­po spes­so arrab­bia­ti. Ave­re con noi qual­cu­no da ama­re e che ci ami — nono­stan­te tut­to — è un atto potrem­mo dire rivo­lu­zio­na­rio, oggi. Qual­co­sa che non dovrem­mo dare per scon­ta­to. Part­ner, amic* o fami­glia­re che sia. Per­ché in fon­do il sen­so dell’amare sta tut­to in quel nonostante”.

Ho let­to che farà par­te di un disco. Cosa ci dob­bia­mo aspet­ta­re da que­sto nuo­vo progetto?

“Esat­ta­men­te, “Dream­walk” è il secon­do sin­go­lo estrat­to dal nostro album “Sky­sur­fers”, pro­dot­to da Mar­ti­no Cuman dei Non Voglio Che Cla­ra e in usci­ta il 19 Novem­bre via RC Waves/Artist Fir­st. In que­sto album con­vi­vo­no due ani­me: una più noir e malin­co­ni­ca e una più sola­re e groo­vy. Dicia­mo una dina­mi­ca che ci rap­pre­sen­ta moto, che coniu­ga la voglia di spas­sar­se­la con quel­la di affron­ta­re e con­di­vi­de­re temi profondi”.

Il sound del nuo­vo sin­go­lo rispec­chia quel­lo del nuo­vo disco? 

“Sky­sur­fers ha al suo inter­no del­le sfu­ma­tu­re emo­ti­ve mol­to diver­se tra loro, Dream­walk – come anche il pre­ce­den­te sin­go­lo Hodad — ci sem­bra­va ne con­te­nes­se parec­chie e fos­se un otti­mo bra­no da pub­bli­ca­re come “sin­go­lo”. L’invito oggi è quel­lo di ascol­ta­re tut­to Sky­sur­fers una vol­ta usci­to, per apprez­zar­lo al mas­si­mo in tut­te le sue diver­se sfaccettature”.

La cover del sin­go­lo è dav­ve­ro inte­res­san­te. Cosa vole­te rappresentare?

“Feli­ci vi piac­cia! Come dice­va­mo sopra, il tema cen­tra­le di Dream­walk è l’amore e il ritor­nel­lo dice “incon­tria­mo­ci dopo mez­za­not­te, alla luce del­la luna, sare­mo sol­tan­to io e te, con addos­so solo i nostri dub­bi”.. Abbia­mo volu­to tra­spor­re que­sti ver­si in un’immagine con una mac­chi­na in un par­cheg­gio vuo­to, di not­te, cer­can­do di evo­ca­re un’atmosfera un po’ oni­ri­ca, sognan­te e anche maliziosa”.

Ave­te mai pen­sa­to di par­te­ci­pa­re ad un talent o a San­re­mo Giovani?

“E se vi dices­si­mo che ci è già sta­to pro­po­sto? Eheh Non abbia­mo nul­la in con­tra­rio ai talent o mani­fe­sta­zio­ni come San­re­mo Gio­va­ni, ma, ad oggi, pre­fe­ria­mo lavo­ra­re per cre­sce­re attra­ver­so un per­cor­so diverso”.

Per con­clu­de­re, cosa vole­te tra­smet­te­re con la vostra musi­ca? Cosa si deve aspet­ta­re un appas­sio­na­to di musica?

“Doman­da da un milio­ne di dol­la­ri… La musi­ca, per ognu­no di noi, è un ele­men­to fon­dan­te. Qual­co­sa che deter­mi­na chi sia­mo come per­so­ne. Con la nostra musi­ca vor­rem­mo quin­di pro­va­re arac­con­ta­re que­sto: chi sia­mo, cosa ci pia­ce, come pen­sia­mo. Maga­ri ci sono altre per­so­ne che pos­so­no rico­no­scer­si in que­sto, apprez­zar­lo e sur­fa­re il cie­lo insie­me a noi!”.

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