INTERVISTA

Intervista | SGRÒ : L’arte, la musica e le passioni di chi “Ce la sta mettendo tutta”

Abbiamo intervistato con grande interesse Sgrò per scoprire un nuovo mondo fatto di musica e botanica. L’artista ha presentato il nuovo singolo Le piante.

Ciao Sgrò! Soli­ta­men­te la mia pri­ma doman­da si basa sul nome d’arte. Sup­pon­go che deri­vi dal tuo cogno­me. Come mai hai scel­to di por­ta­re avan­ti solo il cognome?

Pri­ma cosa che mi vie­ne in men­te è per­ché mi pia­ce gra­fi­ca­men­te. Fam­mi pen­sa­re, però… Sì, ecco, pen­so sia solo per ragio­ni grafiche.

È usci­to il nuo­vo sin­go­lo “Le pian­te”. Come mai hai scel­to que­sto sin­go­lo. Quan­do l’hai scritto?

Allo­ra, “Le pian­te” nasce qual­che anno fa e, a dir­la tut­ta, è una can­zo­ne che non mi è mai pia­ciu­ta mol­to e se fos­se sta­to per me l’a­vrei get­ta­ta nel sec­chio del­le teste moz­za­te. È sta­to il mio pro­dut­to­re arti­sti­co, Andrea Ciac­chi­ni, che mi ha con­vin­to a tener­la. Sai per­ché non mi pia­ce­va? Per­ché non la capi­vo, non ne capi­vo le paro­le. Ricor­do che la scris­si come sem­pli­ce tra­scri­zio­ne di uno sta­to d’a­ni­mo, sbo­bi­nan­do quel­lo che mi pas­sa­va per la testa. A set­tem­bre abbia­mo deci­so di far­la usci­re ed è sol­tan­to da quel mese che, ria­scol­tan­do­la più vol­te, final­men­te ho capi­to quan­to rimos­so abi­ta­va quel­la can­zo­ne. Abbia­mo scel­to “Le pian­te” per­ché, dopo “In dif­fe­ri­ta”, il mio pri­mo sin­go­lo usci­to a mar­zo, non vole­va­mo una can­zo­ne che, come testo e come arran­gia­men­to, appa­ris­se come una “In dif­fe­ri­ta” 2.0, ma vole­va­mo apri­re una fine­stra su un altro imma­gi­na­rio. “Le pian­te” è per­fet­ta, pro­prio per­ché è mol­to diversa.

• Da dove nasce la pas­sio­ne per la botanica? 

Mi ver­reb­be da dir­ti, per­ché no? Come si fa a non ama­re le pian­te, i fio­ri? E come si fa a non ama­re i cani? Dicia­mo che in qua­ran­te­na mi è nata, come cre­do a mol­ti, una incre­di­bi­le voglia di natu­ra. Sai, costret­ti com’e­ra­va­mo a sta­re a casa. E così ho appro­fon­di­to que­sto aspet­to e mi sono let­to un po’ di libri.

• Qua­le sound si deve aspet­ta­re un appas­sio­na­to di musi­ca che non ha ascol­ta­to que­sto brano?

Il sound di chi ha il fri­go vuo­to, di chi non ha più voglia di tor­na­re a una stan­za vuo­ta e tran­quil­la, di chi non ne può più del­le chat di Wha­tsapp e dei cie­li in una stanza.

• Ci par­li del­la rivi­sta di bota­ni­ca che hai pub­bli­ca­to sul tuo sito? Cosa pos­sia­mo trovare?

Que­sta rivi­sta, che si tro­va su www.francescosgro.com, è un “Cioè” del­le pian­te e dei fio­ri. Den­tro ci tro­va­te foto di cuc­cio­li, un edi­to­ria­le che è una spe­cie di autoa­na­li­si in pub­bli­ca piaz­za, il video­clip di “Le pian­te”, una pre­sen­ta­zio­ne del gran­de Jif­fo, atto­re e fio­ra­io che nien­te ha da invi­dia­re a Joac­quin Phoe­nix, si voci­fe­ra infat­ti che sarà can­di­da­to ai pros­si­mi Oscar. Poi ci tro­va­te il TEST edi­zio­ne spe­cia­le e limi­ta­ta “Che fio­re sei?”. Devi sape­re che, in que­sti mesi di stu­di bota­ni­ci, ho appre­so l’ar­te di asso­cia­re al nome pro­prio di ognu­no un fio­re. Sem­pli­ce­men­te com­pi­lan­do un bre­vis­si­mo form sul sito rice­ve­re­te, in 24/48 ore, una car­to­li­na per­so­na­liz­za­ta in cui ana­liz­zo e com­men­to la vostra per­so­na­li­tà attra­ver­so una spe­ci­fi­ca pianta.

• Com­pli­men­ti per il video­clip! Cosa hai volu­to rappresentare?

Meri­to anche del regi­sta, Pie­tro Bor­zì, e del pro­ta­go­ni­sta Jif­fo (Gior­gio Fag­gion). Il video­clip rac­con­ta la sto­ria di un rider che, per via di una con­se­gna, si ritro­va davan­ti all’in­gres­so di una vil­la, e non c’è nes­su­no ad acco­glier­lo. La por­ta, però, è aper­ta e il rider deci­de comun­que di entra­re. Entra così in un mon­do del tut­to in con­tra­sto col suo e in cui sarà faci­le non solo lasciar­si anda­re a qual­sia­si desi­de­rio ma anche sen­tir­si esclu­so. Con un altro lin­guag­gio e con altre imma­gi­ni, il video rac­con­ta quel­lo che rac­con­ta la can­zo­ne, cioè la dif­fi­col­tà di inte­grar­si con un mon­do in con­ti­nuo cam­bia­men­to e la fati­ca di abban­do­na­re postu­re pas­sa­te che non recen­si­sco­no più le nostre tra­sfor­ma­zio­ni emo­ti­ve, i nostri sen­ti­men­ti sem­pre in evoluzione.

• Riu­sci­re­sti a clas­si­fi­car­ti in un gene­re musicale?

Mi han­no det­to indie. Ma non so cosa voglia dire. 

• Qua­li sono i tuoi sogni nel cassetto?

Riu­sci­re a scri­ve­re un bel disco.

• Il nuo­vo bra­no farà par­te di un EP o di un album?

Farà par­te di un disco che è già pron­to da tem­po. Non so quan­do usci­rà, però.

• Capi­to­lo Live. Visto la dif­fi­ci­le situa­zio­ne sei riu­sci­to ad esi­bir­ti quest’anno?

Sì, ma dal bal­co­ne di casa mia. Tut­te le altre esi­bi­zio­ni sono sta­te in strea­ming. Ed è la mor­te del­la musi­ca, dico il live strea­ming. Per­lo­me­no per la musi­ca che fac­cio io.

• Hai un aned­do­to diver­ten­te che ti pia­ce rac­con­ta­re di un live o di una espe­rien­za artistica?

Lo scor­so inver­no ho suo­na­to in un bar, a Bolo­gna, face­va un fred­do cane, il micro­fo­no era mez­zo rot­to e la sedia su cui ero sedu­to era sfon­da­ta. Ad ascol­tar­mi solo per­so­ne che era­no lì per ripa­rar­si dal gelo. Non glie­ne fre­ga­va­no nien­te di me. È sta­to bellissimo.

• Per con­clu­de­re, cosa si deve aspet­ta­re un appas­sio­na­to di musi­ca da Sgrò?

Un per­den­te che ce la sta met­ten­do tutta.

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