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Grid : Indipendenza e autodeterminazione in “Testacoda”, il nuovo singolo della giovane artista | New Hit

E’ disponibile in radio e su tutte le piattaforme digitali Testacoda (Artist Development Cosmophonix Production), il nuovo singolo della talentuosa Grid, pseudonimo di Fabiana Mattuzzi.

Il bra­no, scrit­to dal­la stes­sa arti­sta, rac­con­ta in manie­ra auten­ti­ca la quo­ti­dia­ni­tà di una gio­va­ne don­na, infran­gen­do cli­ché, con­get­tu­re ed eti­chet­te che, anco­ra oggi, ruo­ta­no intor­no al ses­so femminile.

«Come sareb­be a dire che vuoi la liber­tà e che pre­ten­di un uomo che non ti tra­di­rà?», con­tro­sen­si tipi­ci di un’epoca, la nostra, in cui spes­so «Ci ser­vo­no dei fil­tri per la nor­ma­li­tà». Una nor­ma­li­tà anneb­bia­ta, con­fu­sa: da una par­te l’incertezza del futu­ro, dall’altra, il mon­do illu­so­rio con­fe­zio­na­to dai Social, ben lon­ta­no dal­la real­tà. Nor­ma­li­tà che però non va e non deve esse­re con­fu­sa con l’uniformarsi ad uno sche­ma obso­le­to, distan­te da ciò che sia­mo, da ciò che ci appar­tie­ne: «E tu che anco­ra pro­vi a dir­mi di non cor­re­re ed io che quan­do mi accon­ten­to rischio di impaz­zi­re»; «Che un po’ mi sen­to stu­pi­da se cer­co la feli­ci­tà»; fra­si che evi­den­zia­no il desi­de­rio di eva­de­re da quel­le situa­zio­ni, da quei qua­dri dise­gna­ti da altre mani, che trop­po spes­so intrap­po­la­no l’identità dei gio­va­ni di oggi, i loro sogni, i loro obiettivi.

E Grid rispon­de, sen­za trop­pi giri di paro­le, urlan­do al mon­do «Voglio un testa­co­da, una vita in testa­co­da» e con la con­sa­pe­vo­lez­za che «Un po’ mi sen­to l’unica che poi sa bene dove andrà, nono­stan­te il testa­co­da, al tra­guar­do in testa­co­da».

Un invi­to in musi­ca ad esse­re noi stes­si, a mostrar­ci per ciò che sia­mo e non per quel­lo che altri – geni­to­ri, ami­ci, socie­tà -, vor­reb­be­ro che fossimo.

Bel­la, riso­lu­ta e grin­to­sa sono solo 3 agget­ti­vi che descri­vo­no Grid, un’artista che non si lascia inti­mo­ri­re dal­la for­te pre­sen­za dei col­le­ghi uomi­ni all’interno del pano­ra­ma disco­gra­fi­co ita­lia­no, ma che, anzi, fa del pro­prio esse­re don­na una mar­cia in più per rac­con­ta­re, attra­ver­so la musi­ca, i suoi pen­sie­ri. Un’urgenza espres­si­va che ben si coniu­ga ad un Pop fre­sco ed accat­ti­van­te, cul­la idea­le per la sua voce che, pro­prio come lei, rie­sce ad esse­re dol­ce e poten­te al tem­po stesso.

Ad accom­pa­gna­re il sin­go­lo, da vener­dì 30 Otto­bre, il video­clip uffi­cia­le, diret­to da Peter Mar­vu e gira­to all’autodromo Enzo e Dino Fer­ra­ri (auto­dro­mo di Imo­la), con un evi­den­te e volu­to richia­mo allo sti­le anni ’80, tra moto da cor­sa e coreo­gra­fie spet­ta­co­la­ri. La clip tra­spo­ne in imma­gi­ni l’intenso signi­fi­ca­to del testo, che ad un pri­mo ascol­to può appa­ri­re leg­ge­ro, anche gra­zie al sound flui­do e deci­sa­men­te orec­chia­bi­le, ma che ad un’analisi più atten­ta met­te in risal­to tema­ti­che impor­tan­ti e per nul­la scontate.

«Que­sto bra­no – rac­con­ta Grid – mi appar­tie­ne mol­tis­si­mo, per­ché ho deci­so di met­ter­mi vera­men­te a nudo, par­lan­do sen­za masche­re di quel­lo in cui cre­do, di quel­lo che sen­to den­tro e di come vedo il mon­do di oggi. E’ come se fos­se una mia auto­bio­gra­fia in musi­ca; rac­co­glie i pen­sie­ri dei miei 19 anni di vita».

Nono­stan­te la gio­va­ne età, Grid mostra una note­vo­le matu­ri­tà auto­ra­le ed una chia­ra dire­zio­ne arti­sti­ca, mes­sa in luce anche nel pre­ce­den­te sin­go­lo, “Splash” (feat. Hugo Mar­lo), un bra­no esti­vo e friz­zan­te – accom­pa­gna­to dal video­clip uffi­cia­le, sem­pre diret­to da Peter Mar­vu — in cui, con fem­mi­ni­li­tà, ele­gan­za e sen­sua­li­tà, si mostra come una don­na deter­mi­na­ta e con­sa­pe­vo­le, una don­na che sa cosa vuo­le, ben distan­te da quell’immaginario – pur­trop­po – anco­ra trop­po radi­ca­to, che vede la figu­ra fem­mi­ni­le come mera ombra dell’uomo, anche e soprat­tut­to sul fron­te del­la rea­liz­za­zio­ne pro­fes­sio­na­le, per­ce­pi­ta anco­ra da mol­ti come pre­ro­ga­ti­va maschile.

BIOGRAFIA

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