MUSICA

Melancholia : La cantautrice barese sfodera in 5 minuti “Berlino”, il singolo d’esordio | New Hit

Romo­lo Dischi pre­sen­ta Ber­li­no, sin­go­lo d’esordio di Melan­cho­lia, pro­get­to can­tau­to­ra­le dell’artista bare­se Melin­da Ama­to segna­to da un’elettronica intri­sa di poe­ti­ca atmo­sfe­ra not­tur­na. Il bra­no è distri­bui­to da Pira­mes Inter­na­tio­nal.

Ber­li­no rac­con­ta di tut­ti gli amo­ri che non han­no avu­to modo di sboc­cia­re. Gli amo­ri divi­si da cau­sa di for­za mag­gio­re, come la lon­ta­nan­za. Nel­lo spe­ci­fi­co Ber­li­no par­la di un amo­re che è arri­va­to ina­spet­ta­to e altret­tan­to ina­spet­ta­ta­men­te è dovu­to andar via. Come un fio­re nato tra gli squar­ci del­l’a­sfal­to, strap­pa­to via da una mac­chi­na in cor­sa. Un amo­re che è dovu­to volar via in Ger­ma­nia sen­za aver avu­to il tem­po neces­sa­rio a cre­sce­re abba­stan­za da resi­ste­re alla distanza. 

Ber­li­no è sta­ta scrit­ta in 5 minu­ti, la stes­sa dura­ta del­l’a­mo­re di cui rac­con­ta.
Melan­cho­lia si pre­sen­ta così:

Melan­cho­lia è un eso­pia­ne­ta simi­le alla Luna. Mostra sem­pre la stes­sa fac­cia, la stes­sa tri­ste espres­sio­ne, cam­bia colo­re, for­ma e posi­zio­ne. È attrat­ta dal mon­do ma ne resta distan­te. È una Loli­ta dal­lo sguar­do inno­cen­te. È il sen­ti­men­to da cui ti sen­ti sedot­to ma che non rie­sci a com­pren­de­re.
Melan­cho­lia è il suo­no di una not­te d’in­ver­no, lo schian­tar­si di un’onda che rom­pe il silen­zio. È lo sta­to d’a­ni­mo da cui ten­ti di scap­pa­re, ma non puoi fare a meno di nutri­re. É un lin­guag­gio uni­ver­sa­le. For­se ti par­rà che sto far­ne­ti­can­do, ma una cosa è cer­ta: quan­do pen­se­rai di aver capi­to chi è Melan­cho­lia, sta­rai sbagliando.

Melin­da Ama­to in arte Melan­cho­lia è una can­tau­tri­ce bare­se di 26 anni. Sin da pic­co­la ha avu­to un’at­tra­zio­ne qua­si visce­ra­le ver­so l’ar­te e tut­te le sue sfu­ma­tu­re, in par­ti­co­la­re ver­so la musi­ca. Nono­stan­te la musi­ca sia sta­ta il suo pri­mo amo­re si è ritro­va­ta costret­ta dal suo sen­so di ina­de­gua­tez­za nel mon­do, di non suf­fi­cien­za, a met­ter­la in secon­do pia­no. Così facen­do, essen­do comun­que incli­ne all’e­spres­si­vi­tà arti­sti­ca, nel cor­so degli anni ha attra­ver­sa­to sva­ria­te stra­de, qua­li la ritrat­ti­sti­ca, il costu­mi­smo tea­tra­le, il tatuag­gio, il make up cine­ma­to­gra­fi­co e di moda, la scrit­tu­ra e la foto­gra­fia. Tut­ti per­cor­si arti­sti­ci acco­mu­na­ti dall’essere “die­tro le quin­te” e che non riu­sci­va­no ad appa­ga­re il sen­so di appar­te­nen­za e di con­sa­pe­vo­lez­za di sé al qua­le aspi­ra­va real­men­te. Paral­le­la­men­te riu­sci­va a tro­va­re con­for­to con la musi­ca gra­zie alla qua­le riu­sci­va a tra­sfor­ma­re le sue emo­zio­ni in can­zo­ni ed ener­gia posi­ti­va, ma tut­to que­sto non anda­va oltre le quat­tro mura del­la sua came­ret­ta. Fin­ché non pre­se con­sa­pe­vo­lez­za del fat­to che le pau­re non la stes­se­ro pro­teg­gen­do dal mon­do dal­la qua­le si è sen­ti­ta sem­pre alie­na­ta, ben­sì non face­va­no altro che por­tar­la sem­pre più lon­ta­na dal­la sua real­tà indi­vi­dua­le.
Fu così che deci­se di lan­ciar­si a tut­ti gli effet­ti, nel fare pro­fes­sio­nal­men­te l’u­ni­ca cosa che ha sem­pre ama­to fare. Nel 2016 comin­cia così a fare i suoi pri­mi live in pic­co­li pub e ad allar­ga­re la sua cer­chia di cono­scen­ze in cam­po musi­ca­le. Nel 2018 deci­de di par­ti­re per Lon­dra. Lì ha incon­tra­to innu­me­re­vo­li arti­sti e ha mes­so su due band. La pri­ma, una cover band e suc­ces­si­va­men­te una gho­tic metal band che le ha per­mes­so final­men­te di mate­ria­liz­za­re i suoi testi in musi­ca, crean­do i suoi pri­mi veri bra­ni. A Lon­dra ha avu­to modo di fare espe­rien­za su sva­ria­ti pal­chi e nel 2020 Melin­da tor­na in Ita­lia con un pro­get­to per­so­na­le che ha tan­to da dire: Melan­cho­lia.

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