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SANTACHIARA : L’artista pugliese presenta il terzo singolo dal titolo “Alba” | NEWHIT

Dopo gli otti­mi feed­back rice­vu­ti a segui­to del­le relea­se dei pri­mi due sin­go­li Quin­di e Io e Me, San­ta­chia­ra pro­se­gue il pro­prio per­cor­so pre­sen­tan­do Alba, il nuo­vo sin­go­lo. (Suo­ni­Vi­sio­ni Records, una distri­bu­zio­ne Caro­sel­lo Records).

I bra­ni fino­ra pub­bli­ca­ti rive­la­no tre dei mil­le mood di San­ta­chia­ra: dall’intimità di Quin­di alla for­za espres­si­va di Io e me, fino ai rit­mi più rilas­sa­ti e le con­sa­pe­vo­lez­ze acqui­si­te in Alba: un per­cor­so che non ha uno sti­le musi­ca­le defi­ni­to, ma che si pro­po­ne come rac­con­to di sen­sa­zio­ni, atti­mi e stra­sci­chi di vis­su­to di un ragaz­zo di vent’anni. Una musi­ca clas­si­fi­ca­bi­le più per mood che per gene­ri, musi­ca che acco­mu­na sen­si e per­ce­zio­ni differenti.

Alba è un po’ abban­do­nar­si – rac­con­ta San­ta­chia­ra - Vuol dire guar­dar­si allo spec­chio, dopo aver­ne pas­sa­te tan­te, e dir­si ‘vai bene per come sei’. La can­zo­ne nasce in un perio­do par­ti­co­la­re: tra sca­den­ze, esa­mi, appun­ta­men­ti e mil­le altre cose…
Quan­do sen­ti la neces­si­tà di tro­va­re un momen­to che sia sospe­so nel tem­po.
La sono­ri­tà del beat lo fa appa­ri­re un pez­zo spen­sie­ra­to, ma in real­tà rac­chiu­de in sé una pro­fon­di­tà lega­ta all’at­ti­mo pre­sen­te. Non è un invi­to a goder­si sem­pli­ce­men­te la vita in tut­te le sue sfac­cet­ta­tu­re, ma una spin­ta a coglie­re il frut­to quan­do è matu­ro. L’alba, per me, è pro­prio que­sto: l’attimo tra ieri, oggi e doma­ni, in cui tut­to è pos­si­bi­le, anche esse­re sé stessi”.

Lui­gi, clas­se 98, nasce ad Albe­ro­bel­lo e pas­sa la sua infan­zia “on the road” al segui­to dei suoi geni­to­ri, arti­sti di stra­da. Cre­sce in un ambien­te pie­no di sti­mo­li cul­tu­ra­li che segne­ran­no la sua for­ma­zio­ne. Pas­sa la sua ado­le­scen­za a Spo­le­to per poi tra­sfe­rir­si a Napo­li nel quar­tie­re San­ta Chia­ra, cuo­re del cen­tro sto­ri­co del­la città.

È da qui che sce­glie il nome d’arte di SANTACHIARA, che poi è anche il nome di San­ta Chia­ra, tra le figu­re reli­gio­se più rile­van­ti del­la sto­ria nata in Umbria, regio­ne d’origine di Lui­gi. È un cer­chio che non si chiu­de, ma che inve­ce rima­ne aper­to, pron­to ad assor­bi­re cumu­li di sen­sa­zio­ni, suo­ni e visio­ni sca­tu­ri­te dal­le espe­rien­ze di un gio­va­ne ragaz­zo di 22 anni in una del­le cit­tà più pre­gne di ener­gia del mon­do: Napoli.

Qui si immer­ge nel­la real­tà di una cit­tà viva e sti­mo­lan­te dove comin­cia a scri­ve­re i suoi appun­ti, sen­sa­zio­ni, suo­ni e visio­ni che inse­gui­to tra­sfor­me­rà in can­zo­ni: paro­le e vis­su­to pesca­ti dal­la quo­ti­dia­ni­tà di un quar­tie­re, quel­lo di San­ta Chia­ra, che vive di una for­te dua­li­tà, tra il viva­ce caos del cen­tro del­la cit­tà par­te­no­pea e una for­te tradizione.

Si appas­sio­na al rap sin da ragaz­zi­no, ma poi gli sta stret­to e così ini­zia a fago­ci­ta­re la musi­ca più dispa­ra­ta: dal can­tau­to­ra­to ita­lia­no al rock, pas­san­do per la tech­no, la clas­si­ca e l’urban.
Stu­dia pia­no­for­te e chi­tar­ra e ini­zia a mesco­la­re su Gara­ge Band i Radio­head con Mozart e i Nir­va­na, pescan­do da tut­to quel­lo che ascol­ta, ed è un gio­co che fa insie­me al com­pa­gno di stu­di Andrea (UNTITLED). Non han­no uno stu­dio di regi­stra­zio­ne vero e pro­prio e così smon­ta­no il salot­to di casa, costruen­do mini ope­re di inge­gne­ria casa­lin­ga in cui sedie e tavo­li reg­go­no micro­fo­ni, mixer e pc. Quel­lo che ne esce fuo­ri è un mel­ting pot di gene­ri: un “non gene­re” in cui San­ta­chia­ra si iden­ti­fi­ca e di cui va orgoglioso.

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