MUSICA

HIT | GIORGIENESS : Dopo il successo di “Maledetta”, arriva un altro incredibile brano dal titolo “Holliwoo”

Vi voglio pre­sen­ta­re la rive­la­zio­ne di quest’anno. Non è nuo­va nel pano­ra­ma musi­ca­le, ma sopra­tut­to quest’anno si sen­te pre­po­ten­te­men­te la pro­pria impron­ta. Tra Mag­gio e Luglio, l’artista ha pre­sen­ta­to due sin­go­li bellissimi. 

Sto par­lan­do di Gior­gie­ness.

Si inti­to­la Male­det­ta il sin­go­lo usci­to il 28 mag­gio per Sound To Be su tut­te le piat­ta­for­me digi­ta­li. Pro­dot­to da Rami­ro Levy (voce e chi­tar­ra del­la band bra­si­lia­na Sel­ton), Mar­co Oli­vi (Ghe­mon, Ex Ota­go), e Davi­de Napo­leo­ne (Miche­le Bra­vi, Boo­da, Gaia Goz­zi), il bra­no con­sa­cra la nuo­va fase arti­sti­ca di Gior­gia D’Eraclea, ani­ma e voce del pro­get­to nato nel 2011 e pron­to a tor­na­re alla ribal­ta dopo un perio­do di lon­ta­nan­za dal­la sce­na discografica.

Male­det­ta è una bal­lad moder­na che esplo­de in un cli­max di sono­ri­tà inten­se e vibran­ti in cui tro­va dimo­ra un testo auto­bio­gra­fi­co capa­ce di instau­ra­re una siner­gia imme­dia­ta con l’ascoltatore. A far­ne da base è un tes­su­to acu­sti­co ed elet­tro­ni­co, a trat­ti ruvi­do, che tra­spor­ta il “ver­bo al futu­ro” pro­iet­ta­to “tra pre­sen­te e per sempre”.

Era fine esta­te, sul tap­pe­to dove sono cre­sciu­ta a casa di mia madre” spie­ga Gior­gia D’Eraclea. “Non scri­ve­vo da un mese, imma­gaz­zi­na­vo vita, pae­sag­gi, sal­se­di­ne, sor­ri­si, per­so­ne, vol­ti ami­ci, vita”. “Fuo­ri dal­la veran­da, il mon­do al tra­mon­to. Den­tro, alcu­ne del­le per­so­ne a cui ten­go di più. Ho pen­sa­to a tut­te le vol­te che ci si delu­de sen­za far­si male, ai cam­bia­men­ti neces­sa­ri, a quan­to poco ci cono­scia­mo, al fal­so mito del­la coe­ren­za che spes­so è una scu­sa per non sal­ta­re nel vuo­to, a come la vita mi ricor­di un tre­no sul qua­le qual­cu­no scen­de e qual­cu­no sale, ma sen­za fer­ma­te, anzi, solo una, si spe­ra il più lon­ta­no pos­si­bi­le. Sono cam­bia­ta tan­to in que­sto lun­go silen­zio, quan­to mi è ser­vi­to lo capi­sco solo ora”, pro­se­gue la can­tau­tri­ce, che aggiun­ge: “Ho pla­sma­to la rab­bia in deter­mi­na­zio­ne, il rumo­re in ven­to leg­ge­ro, distor­to quan­to basta. Più di tut­to ho tro­va­to la voce che ha il mio viso di oggi e l’ho usa­ta tut­ta, sen­za pau­ra di par­la­re pia­no. Male­det­ta sono io, male­det­ta sei tu, male­det­ti sia­mo noi ogni vol­ta che por­tia­mo qual­cu­no al limi­te, sen­za supe­rar­lo, sapen­do chie­de­re scu­sa. Male­det­ta è la voglia che ci incol­la l’uno all’altro, anche quan­do non vor­rem­mo. Male­det­ta è una risa­ta fra­go­ro­sa alla fine di una liti­ga­ta, è tut­te le vol­te che vole­vo lasciar­ti ma poi è tut­to più bel­lo se ci sei”.

Gior­gia D’Eraclea ini­zia a far­si lar­go sul­la sce­na musi­ca­le ita­lia­na impo­nen­do­si con pas­sio­na­li­tà e vigo­re. Pen­na e voce dei bra­ni è la stes­sa gio­va­ne can­tau­tri­ce, affian­ca­ta da vali­di col­la­bo­ra­to­ri sia in stu­dio, sia sul pal­co.
Dopo l’album di debut­to, inti­to­la­to “La Giu­sta Distan­za”, il 20 otto­bre 2017 Gior­gie­ness lan­cia “Sia­mo Tut­ti Stan­chi”, disco che assi­cu­ra al pro­get­to l’accesso diret­to al mon­do indie nazio­na­le. Entram­bi i lavo­ri sono pub­bli­ca­ti dall’etichetta Woodworm/Audioglobe. Dal­la col­la­bo­ra­zio­ne con i pro­dut­to­ri ame­ri­ca­ni Bryan Sen­ti & Justin Mosh­ke­vich, il 5 Otto­bre 2018 esce per Ja.La Media Acti­vi­ties l’EP “Nuo­ve Rego­le”, che com­pren­de tre rework di bra­ni con­te­nu­ti nel suo secon­do disco e un ine­di­to, “Que­sta cit­tà”.
Con il pas­sa­re del tem­po, Gior­gie­ness subi­sce le muta­zio­ni fisio­lo­gi­che pro­prie di ogni esse­re viven­te: dal­la for­ma­zio­ne (nuo­vi musi­ci­sti e nuo­ve col­la­bo­ra­zio­ni) alle sono­ri­tà, dal rock visce­ra­le, ruvi­do e urgen­te del­la fase ini­zia­le, al rock più adul­to e melo­di­co del­la secon­da pub­bli­ca­zio­ne. Nel 2019, Gior­gia si esi­bi­sce in un tour acu­sti­co in solo, per tor­na­re da dove era par­ti­ta: con­cer­ti inti­mi a base di voce, paro­le, chi­tar­ra ed emo­zio­ni. Giun­ta al nuo­vo decen­nio, l’artista avver­te l’esigenza di intra­pren­de­re un nuo­vo per­cor­so arti­sti­co. Deci­de così di allar­ga­re anco­ra di più il cam­po, apren­do­si a sce­na­ri can­tau­to­ra­li dal­le sono­ri­tà pop che por­ta­no alla nasci­ta del suo pros­si­mo album, in usci­ta nell’autunno del 2020.
Nel cor­so del­la sua car­rie­ra, Gior­gie­ness ha suo­na­to in oltre 300 con­cer­ti nei prin­ci­pa­li club e festi­val Ita­lia­ni, con­di­vi­den­do il pal­co con alcu­ni dei nomi più noti del pano­ra­ma alter­na­ti­vo ita­lia­no ed inter­na­zio­na­le come Cri­sti­na Donà, Edda, Tre Alle­gri Ragaz­zi Mor­ti, Ver­de­na, Mor­gan, Il Pan Del Dia­vo­lo, Fast Ani­mals And Slow Kids, The Kooks, Gar­ba­ge, Ame­ri­can Foot­ball, Pla­ce­bo, Whi­te Lies e Sava­ges.

Pen­so che la musi­ca cre­sca con la per­so­na che la fa, e sono pas­sa­ti qua­si die­ci anni da quan­do ho comin­cia­to a scri­ve­re per Gior­gie­ness. Ave­vo tro­va­to nel rock duro, qua­si grun­ge, la giu­sta for­ma per quel­lo che pro­va­vo: rab­bia, amo­re che tra­vol­ge e distrug­ge, dolo­re, incer­tez­za, il cre­sce­re stes­so. Negli anni però ho svi­lup­pa­to un modo diver­so di approc­ciar­mi alla vita, non sen­to più il biso­gno di “urla­re” per far­mi sen­ti­re, ho sco­per­to che è dal dia­lo­go e dal­la testa che par­to­no le rivo­lu­zio­ni. Anche il mio approc­cio alla scrit­tu­ra è mol­to cam­bia­to: ho volu­to ren­der­la sem­pli­ce e pro­fon­da, più di pri­ma, apren­do una fine­stra sul mon­do che vedo, non solo su quel­lo che ho den­tro” – Gior­gie­ness

Dopo il suc­ces­so di Male­det­ta, che ha segna­to il ritor­no di Gior­gie­ness, è arri­va­to oggi Hol­ly­woo, un nuo­vo e inten­so bra­no trat­to dall’album la cui usci­ta è pre­vi­sta per fine anno su label Sound To Be.

“Hol­ly­woo è, al con­tra­rio di quel­lo che espri­me musi­cal­men­te, uno dei pez­zi più scu­ri che ho scrit­to per que­sto album. Vole­vo resti­tui­re uno spac­ca­to di vita, il ritrat­to di una soli­tu­di­ne, quel­la di chi spes­so da fuo­ri sem­bra ave­re tut­to o comun­que mol­to più di altri ma poi si tro­va a fare i con­ti con sé stes­so. La can­zo­ne nasce da un sen­ti­men­to che io stes­sa ho vis­su­to. Rap­por­tan­do­mi a nomi mol­to più gran­di del mio, imma­gi­nan­do­ne le pro­ble­ma­ti­che, le insi­cu­rez­ze, gli spa­zi enor­mi in cui dove­va­no sta­re da soli, ho ela­bo­ra­to la mia sen­sa­zio­ne. Tra i miei pen­sie­ri sono appar­si per­so­nag­gi come Mari­lyn — diret­ta­men­te cita­ta nel video del bra­no — alla più ana­gra­fi­ca­men­te vici­na Amy Wine­hou­se, ma anche a per­so­nag­gi fan­ta­sti­ci come Bojack di cui abbia­mo un po’ ricrea­to la sigla. Insom­ma, tut­ti quei nomi un po’ male­det­ti che per col­pa di que­sta soli­tu­di­ne spes­so ci han­no lascia­ti pri­ma del tem­po o sono diven­ta­ti quel­lo che non avreb­be­ro mai volu­to esse­re. Tra le righe del rac­con­to auto­bio­gra­fi­co del testo aleg­gia­no anche i fan­ta­smi di que­sti per­so­nag­gi.” Gior­gie­ness

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