MUSICA

NEWHIT | MT/SOLO : È DISPONIBILE IL PRIMO SINGOLO DAL TITOLO “PLAY”

PLAY il pri­mo sin­go­lo di mt/solo è dispo­ni­bi­le su Spo­ti­fy e tut­te le piat­ta­for­me strea­ming per Label­la Dischi, distri­bui­to da Arti­st First. 

mt/solo è un pro­get­to idea­to da Mat­teo Ficoz­zi e Tom­ma­so Bitos­si che nel 2018 si tro­va­no a ordi­na­re idee scrit­te su pez­zi di car­ta e note voca­li dai loro cel­lu­la­ri, per rea­liz­za­re la colon­na sono­ra di un perio­do di cambiamento.

Influen­za­ti in manie­ra ete­ro­ge­nea sia dal­la risco­per­ta di suo­ni vin­ta­ge e lo-fi, come dal­la cor­ren­te di chia­ro orien­ta­men­to “black” e “R’n’B” e aiu­ta­ti dal­la pro­du­zio­ne di Rena­to D’Amico, rea­liz­za­no pres­so Label­la Stu­dio nove bra­ni che par­la­no di desi­de­rio, iso­la­men­to e sogni bellissimi.

Il 22 Mag­gio 2020 esce per Label­la Dischi il pri­mo estrat­to del disco. “PLAY” è una can­zo­ne che gira attor­no ad un’immagine: il sole si alza sul­la spiag­gia, una cop­pia si sve­glia e lui sco­pre di esse­re mol­to lon­ta­no da lei, attra­ver­so un dia­lo­go mai fat­to di paro­le toc­ca il desi­de­rio e il fal­li­men­to, rea­liz­za di star suo­nan­do un asso­lo per una pla­tea vuota.

L’arrangiamento ha un carat­te­re mini­ma­le, atmo­sfe­ri­co, teso alla crea­zio­ne di un ambien­te cal­mo e solitario.

Il pia­no elet­tri­co scan­di­sce l’incedere len­to dell’uscita dal tor­po­re (fisi­co e psi­co­lo­gi­co) del pro­ta­go­ni­sta, per poi por­tar­lo alla rea­liz­za­zio­ne del suo sta­tus di suo­na­to­re soli­ta­rio nel ritor­nel­lo, aiu­ta­to dal beat scan­di­to e dagli accen­ti di synth, qua­si a sot­to­li­nea­re un ritor­no alla ragione.

L’assolo di trom­ba che anti­ci­pa il ritor­nel­lo fina­le (ese­gui­to da Giu­sep­pe Alber­ti), è la memo­ria del desi­de­rio pro­va­to la not­te pre­ce­den­te, uno sta­to di pia­ce­re asso­lu­to ormai ridot­to a del­le spo­glie di una not­te anda­ta via. Il bra­no è accom­pa­gna­to da un video­clip not­tur­no e cari­co di simbolismo.

La pro­ta­go­ni­sta (Giu­dit­ta Bic­chi), tro­feo antro­po­mor­fo tra i tro­fei di cac­cia di un miste­rio­so rifu­gio, si ani­ma libe­ran­do­si pro­gres­si­va­men­te dei suoi trat­ti ani­ma­li facen­do i con­ti, sot­to lo sguar­do immo­bi­le degli altri inqui­li­ni, con lo stu­po­re che que­sto pro­ces­so le por­ta. La sce­na fina­le la vede sede­re al cen­tro di un tableau vivant con gli altri tro­fei in un immu­ta­to ritrat­to di famiglia.

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