MUSICA

“IO MI CHIAMO ACHILLE”, È DISPONIBILE IL NUOVO ALBUM DI FABIO GUGLIELMINO

È onli­ne su tut­ti i digi­tal sto­res Io mi chia­mo Achil­le, il nuo­vo album del can­tau­to­re paler­mi­ta­no Fabio Gugliel­mi­no, anti­ci­pa­to dal­l’o­mo­ni­mo sin­go­lo e il pre­ce­den­te È già tem­pe­sta, che già pre­an­nun­cia­va­no un’atmosfera indie pop con ispi­ra­zio­ne al mon­do classico.

Tra le manie e le lacri­me degli eroi, l’ul­ti­mo lavo­ro del can­tau­to­re paler­mi­ta­no si ispi­ra al mon­do clas­si­co: per Gugliel­mi­no l’e­pi­ca fa rima con pop.

Oggi a pre­sen­ta­re il disco è il sin­go­lo Anche gli eroi pian­go­no:

“Con que­sto album ho volu­to met­ter­mi in gio­co e cam­bia­re — rive­la Gugliel­mi­no — Mi sono fida­to dei sug­ge­ri­men­ti che arri­va­va­no da ami­ci e col­la­bo­ra­to­ri d’oltralpe e ho tro­va­to il corag­gio di stra­vol­ge­re i miei pri­mi demo in pie­na produzione”.

Il can­tau­to­re ha cer­ca­to di crea­re un disco con un sound che mesco­la insie­me il mon­do epi­co e il pop moder­no, ric­co di sin­te­tiz­za­to­ri dal respi­ro anni ’80, con influen­ze che spa­zia­no dal rock clas­si­co al synth pop anglo­sas­so­ne attuale.

“In un momen­to non faci­le del­la mia vita ho tro­va­to con­for­to nel­le poe­sie di Saf­fo e Ana­creon­te — spie­ga Gugliel­mi­no — poi il mio amo­re per Ome­ro ha pre­so il soprav­ven­to. Mi sono avvi­ci­na­to ai miei eroi pre­fe­ri­ti, il mio Achil­le, l’essere bel­lis­si­mo, ira­sci­bi­le e sen­si­bi­le che non sia­mo abi­tua­ti a vede­re se non rap­pre­sen­ta­to da un pale­stra­to Brad Pitt nel colos­sal hollywoodiano”.

Nel­l’al­bum sono pre­sen­ti, oltre ai sin­go­li già pub­bli­ca­ti, anche bra­ni più inti­mi come “La fuga” che rap­pre­sen­ta un momen­to di smar­ri­men­to e allo stes­so tem­po pre­sa di coscien­za del­l’es­se­re capa­ce di rial­zar­si e “Onde scu­re” che ripren­de il tema gra­zie all’i­spi­ra­zio­ne del­le Muse.

Nel disco, oltre al per­so­nag­gio di Achil­le, è pre­sen­te un Enea fug­gia­sco, che deve rico­strui­re la sua vita dal­le mace­rie di sogni e desi­de­ri. C’è anche un inno alla fol­lia dio­ni­sia­ca in “Bal­la (l’e­ra degli Dei)”, in cui è Arian­na la stel­la lumi­no­sa che gra­zie al dio del­l’e­brez­za è inco­rag­gia­ta a supe­ra­re la sua sof­fe­ren­za d’a­mo­re (secon­do il mito Teseo l’ab­ban­do­na su un’i­so­la dopo aver­la ingan­na­ta e usata).

Tut­te que­ste emo­zio­ni — o manie — sono espres­si nel sin­go­lo “Anche gli Eroi pian­go­no”, in cui Gugliel­mi­no sot­to­li­nea che non biso­gna aver pau­ra di mostra­re i pro­pri sen­ti­men­ti: anche Achil­le, Odis­seo o il sui­ci­da Aia­ce era­no in pre­da ai loro tur­ba­men­ti. Per­si­no il più brut­to dei momen­ti, come ogni inver­no, pas­sa, e nes­su­no lo ricorderà.

Ma nel disco c’è spa­zio anche per tema­ti­ca più leg­ge­re, come nel­la can­zo­ne “L’Er­ro­re” e “Per­so di te” in cui è pre­sen­te l’e­ros, il desi­de­rio come sen­ti­men­to prorompente.

Fabio Gugliel­mi­no è un can­tau­to­re paler­mi­ta­no, pre­mia­to nel 2019 come Tes­se­ra pre­zio­sa del mosai­co di Paler­mo e nel 2016 col pre­mio “Lia Pipi­to­ne” per aver scrit­to il bra­no dedi­ca­to l’omonima vit­ti­ma di mafia. Negli ulti­mi anni ha scrit­to tre album: “Brüc­ke 10”, “Il Ragaz­zo di Capo Gal­lo” e “Kalos”, che si pos­so­no ascol­ta­re nel suo cana­le Spo­ti­fy (https://spoti.fi/2IWs58d) e in tut­ti i prin­ci­pa­li digi­tal sto­res. È sta­to pro­ta­go­ni­sta del Festi­val del­le Cul­tu­re di Stoc­car­da nel 2017 e 2018, e testi­mo­nial per l’evento uhh­hil­ft (uni­ver­si­ty help refu­gees) pres­so l’università di Ambur­go. Lo scor­so anno il suo tour lo ha por­ta­to anco­ra in Ger­ma­nia dove ha con­clu­so in set­tem­bre con l’esibizione pres­so il St. Georg Kul­tur Laden di Amburgo.

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