MUSICA

“POVERO DIO”, È DISPONIBILE IL NUOVO ED IMPORTANTE SINGOLO DI MARIELLA NAVA

Da vener­dì 22 mag­gio è in radio e in digi­ta­le POVERO DIO (Suo­ni dall’Italia) il nuo­vo sin­go­lo di MARIELLA NAVA.

“Pove­ro Dio è una can­zo­ne che ha dovu­to atten­de­re il suo tem­po per veni­re alla luce. Risul­ta­va dif­fi­ci­le tro­va­re spa­zio con quel­la paro­la, tan­to for­te da esse­re ingom­bran­te. Dio, è una paro­la che tor­na, ma che met­te sem­pre un po’ sog­ge­zio­ne. È sco­mo­da. Ci met­te a nudo. E quan­te vol­te è sta­ta usa­ta a spro­po­si­to, tra­vi­san­do­ne com­ple­ta­men­te il sen­so. C’è un coman­da­men­to che dice di non nomi­nar­lo inva­no eppu­re sem­bra esse­re più lì, nei posti e nel­le rap­pre­sen­ta­zio­ni sba­glia­te, che nel­le pre­ghie­re. Dio. Allah. Bud­d­ha. Met­ti­ci il con­cet­to che vuoi. La natu­ra. Sono tra­du­zio­ni, let­tu­re diver­se, ma den­tro c’è l’Universo, ci sia­mo noi, così come sia­mo e soprat­tut­to come sia­mo diven­ta­ti. Dio. Una paro­la che suo­na sto­na­ta come le cam­pa­ne in un tem­po fre­ne­ti­co che non riu­sci­va a dare più tem­po a nes­su­no. E allo­ra è giu­sto che nel­lo stop gene­ra­le, abbia tro­va­to il suo posto. Tuo­na nel silen­zio quel­la paro­la che inti­ma­men­te, mai come in que­sto perio­do, l’ab­bia­mo sen­ti­ta rim­bom­ba­re nell’immagine di una piaz­za deser­ta, o posar­si sul­le lab­bra, tra i den­ti, negli occhi, su un muro, in un pen­sie­ro, in una richie­sta di aiu­to, in una for­za da tro­va­re, in un per­ché a cui dare rispo­ste, quan­do le rispo­ste sono diven­ta­te rare, dif­fi­ci­li e addi­rit­tu­ra ine­si­sten­ti. E diven­ta più gran­de ades­so che ci dob­bia­mo rial­za­re più pove­ri. Nel­la pau­ra, nel vuo­to dell’incertezza, in una carez­za che arri­va da den­tro, nel cal­do di una spe­ran­za…’ Dio, che per me è quel­lo Cri­stia­no, ma che per qual­cun altro è qual­sia­si appi­glio per far­ce­la, per ritro­var­si, è quell’energia nuo­va da pren­de­re, quel­la Fidu­cia inti­ma neces­sa­ria per non sen­tir­ci soli e più mise­ri” com­men­ta l’artista.

Mariel­la Nava, can­tau­tri­ce taran­ti­na, clas­se 1960. Stu­dia fin da pic­co­la il pia­no­for­te e com­ple­ta i suoi stu­di musi­ca­li con quel­li di com­po­si­zio­ne. Ini­zia scri­ven­do fin da gio­va­nis­si­ma per i gran­di inter­pre­ti del pano­ra­ma ita­lia­no. Il suo pri­mo album risa­le al 1988, album che ottie­ne la tar­ga Ten­co come “Miglio­re Ope­ra Pri­ma” per con­te­ne­re un bra­no dedi­ca­to al mon­do del­la disa­bi­li­tà dal tito­lo: “Eppu­re vivo­no”. Tra i suoi bra­ni da autri­ce più cono­sciu­ti ricor­dia­mo “Que­sti Figli” per Gian­ni Moran­di, “Come mi vuoi” inter­pre­ta­to da Eduar­do De Cre­scen­zo (San­re­mo 1989) e rican­ta­ta poi da Mina e anco­ra “Per amo­re” scrit­ta per Andrea Bocel­li (diven­ta­ta un suc­ces­so per mol­ti altri inter­pre­ti inter­na­zio­na­li tra cui la can­tan­te Zizi Pos­si in Bra­si­le), “Pia­no incli­na­to”, sul tema dell’AIDS, “It’s fore­ver” per Dion­ne War­wick, “Il mio pun­to di vista” can­ta­ta con Man­go. La sua sto­ria di autri­ce si con­so­li­da nel ’91 con “Spal­le al muro” com­po­sta da lei per Rena­to Zero, can­zo­ne ricor­da­ta come “Vec­chio” (San­re­mo ’91 — 2° posto) e anco­ra seguo­no tan­ti altri suc­ces­si anche come can­tau­tri­ce da “Ter­ra mia” (San­re­mo ’94 — Pre­mio Vola­re) a “Cosi è la vita“ e “Il cuo­re mio“ rispet­ti­va­men­te clas­si­fi­ca­te­si 3^ (rice­ve anche il Pre­mio come Miglior Musi­ca dal­la Sala Stam­pa) e 6^ nei San­re­mo del ‘99 e del 2002 (Pre­mio LILT per la vita). Rico­no­sciu­ta per aver sem­pre scrit­to e can­ta­to di tema­ti­che socia­li, è sta­ta insi­gni­ta dell’onorificenza di “Cava­lie­re del­la Repub­bli­ca ita­lia­na” e del sigil­lo “Testi­mo­ne di pace”.

Vici­na ad asso­cia­zio­ni con­tro la vio­len­za sul­le don­ne, ad Amne­sty e all’Anmil, a cui ha dedi­ca­to il suo bra­no sul tema del­la sicu­rez­za sul lavo­ro, non si rispar­mia mai nel pren­de­re par­te atti­va­men­te e con la sua arte a tut­te quel­le ini­zia­ti­ve che richie­do­no soste­gno e soli­da­rie­tà. Ha fon­da­to un’etichetta disco­gra­fi­ca indi­pen­den­te la Suo­ni dall’Italia per quei vali­di talen­ti che, giran­do l’Italia come arti­sta, va sco­pren­do e a cui si dedi­ca con pas­sio­ne per instra­dar­li sul­la com­pli­ca­ta via del suc­ces­so. Com­po­ne colon­ne sono­re per cam­pa­gne pub­bli­ci­ta­rie di noti brand. Il suo ulti­mo lavo­ro disco­gra­fi­co con­te­nen­te ine­di­ti risa­le a poco più di due anni fa e si inti­to­la “Epo­ca”. Ritor­ne­rà pre­sto, ter­mi­na­ta l’emergenza COVID, in sala di regi­stra­zio­ne per ulti­ma­re mol­ti pro­get­ti e nuo­ve can­zo­ni che avre­mo modo di ascol­ta­re nei pros­si­mi mesi. “Pove­ro Dio” ne è il pri­mo assag­gio, una can­zo­ne che ave­va qua­si l’urgenza di veni­re allo sco­per­to, pro­prio in que­sto periodo.

Testo e Musi­ca di M. NAVA

Dio sto­na­to come le cam­pa­ne Dio di Te cosa rimane ?

Dio con gli occhi asciutti

Dio del­la pau­ra  che sen­tia­mo tutti

Dio dei cam­bia­men­ti degli smar­ri­men­ti Dio nei nostri sogni di stamane

Lo spez­zi anco­ra il pane? Dio moren­te come le fore­ste Dio del­le proteste

Dio del­le man­ca­te con­fes­sio­ni Dio di piog­ge scarse

Dio del­le alluvioni

Dio che chia­ma Dio che non rispon­de Dio dei tan­ti nomi invano

Dio per­fi­no nel­le bombe

Dio del­le spe­ran­ze Dio del­le fini­te istan­ze Dio di gen­ti in fila

sen­za comu­nio­ni e più distan­ze­Dio dei monumenti

Dio dei Sacra­men­ti Dio del­le para­te Delleprocessioni

Dio dei tradimenti……

Pove­ro Dio tira­to a sorte

for­se cre­di­bi­le sol­tan­to in pun­to di mor­te­Po­ve­ro Dio trasfigurato

pas­sa­to di mano in mano in que­sto Cie­lo inquinato

Pove­ro Dio se ci asso­mi­glia sosti­tui­bi­le nel vino di una bot­ti­glia Pove­ro Dio sen­za Parola

nell’ Infi­ni­to confuso

di que­sta Ter­ra più sola….

Dio segre­to come un concistoro

Dio che guar­di Dio che bene­di­ci Dio in un coro Dio den­tro la fame di un bambino

Dio risto­ro Dio sper­giu­ro Dio che pian­gi e un muro Dio di un atto impuro

Dio al sicu­ro den­tro al suo tesoro

Dio che den­tro ai moni­tor­non tro­vi più una nic­chia Dio con una tonaca

sgo­men­to  sot­to  qual­che mac­chia Dio di inve­sti­men­ti Dio dei giu­ra­men­ti dei cam­pio­ni di televisioni

e  di argo­men­ti intor­no ai cromosomi

Pove­ro Dio Sen­za più amore

Nei tan­ti debi­ti e ognu­no qui debi­to­re­Po­ve­ro Dio

dei dispe­ra­ti

di chi non ha carez­ze di tut­ti i dimenticati…

Pove­ro Dio….. qua­lun­que Dio

Ci fos­se un Dio da ritro­va­re In que­sto fred­do che sale con cui poter­ci scaldare…

Pove­ri noi sen­za più un Dio….

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