MUSICA

“Anelo al Nobel”, l’EP dei Colfischiosenza in anteprima esclusiva su Spotify e disponibile su tutti i digital store


Il pri­mo EP del­la band puglie­se è un viag­gio nel can­tau­to­ra­to a rit­mo swing.

L’8 mag­gio 2020 è sta­to pub­bli­ca­to per la “Stra­na­men­te Music” in esclu­si­va su Spo­ti­fy, e su tut­ti i digi­tal sto­re dal 15 mag­gio, il pri­mo EP dei Col­fi­schio­sen­za “Ane­lo al Nobel”.
Cin­que trac­ce ine­di­te, cin­que sto­rie, cin­que emo­zio­ni, cin­que musi­ci­sti per un rac­con­to vero, iro­ni­co, sen­sua­le e tal­vol­ta stram­pa­la­to, di varie for­me di amo­re attra­ver­so stra­ni per­so­nag­gi tra sogni, iro­nie e paradossi.

Il lavo­ro dei Col­fi­schio­sen­za, cin­que musi­ci­sti del sud Ita­lia, si è ini­zial­men­te con­cen­tra­to sul­le com­po­si­zio­ni di quei can­tau­to­ri che si sono appro­pria­ti di rit­mi ed armo­nie afroa­me­ri­ca­ne (swing, bos­sa nova, tan­go, milon­ga, sam­ba, rum­ba, cha cha cha, etc..) sen­za mai disco­star­si dal­la carat­te­ri­sti­ca ita­lia­ni­tà fat­ta di poe­sia, sto­rie da rac­con­ta­re, sen­ti­men­ti non cor­ri­spo­sti, amo­re e tan­ta iro­nia, a voler sot­to­li­nea­re che la can­zo­ne all’ ita­lia­na non è sol­tan­to quel­la del “bel can­to.
I musi­ci­sti fan­no il resto, con i loro arran­gia­men­ti e le inven­zio­ni rica­ma­te per ogni sin­go­lo bra­no ad accen­tuar­ne il signi­fi­ca­to.
Con la voce, una chi­tar­ra, un cla­ri­net­to, un pia­no­for­te, un con­trab­bas­so e una bat­te­ria, nasce Ane­lo al Nobel: un con­cen­tra­to di sto­rie rac­con­ta­te con iro­nia e sen­ti­men­to, tra le qua­li emer­ge una ricer­ca di ciò che real­men­te si desi­de­ra dal­la vita o che si vuo­le esse­re. Que­sto signi­fi­ca “ane­la­re al Nobel”: la mas­si­ma aspi­ra­zio­ne di ognu­no di noi, poi­ché solo essen­do noi stes­si rag­giun­gia­mo, in sen­so meta­fo­ri­co, i nostri più impor­tan­ti obiettivi.

Sono le sem­pli­ci vite quo­ti­dia­ne a fare la sto­ria, ed è pro­prio nel­la sem­pli­ci­tà che il pro­ta­go­ni­sta di Ane­lo al Nobel tro­va la chia­ve per vin­ce­re il suo per­so­na­le Nobel o come il pro­ta­go­ni­sta de Il ritor­no di Antoi­ne, quell’Antoine de Saint-Exu­pé­ry, avia­to­re che, stac­can­do­si dal­la ter­ra e dall’attaccamento alle cose mate­ria­li, rie­sce a vede­re meglio la sua vita fino “a non distin­gue­re i con­fi­ni” o il teno­re di Diva che vive la dura con­di­zio­ne di esse­re don­na in un cor­po di uomo, “chiu­de­vi gli occhi era la voce di un maschiet­to, li ria­pri­vi ed eri lì, feli­ce­men­te al suo cospet­to”, o come il suo­na­to­re di tan­go in Fan­go sul­le scar­pe che affer­ra lo sguar­do di una don­na che bal­la e vive quel­la pas­sio­ne effi­me­ra fat­ta solo di appa­ren­za che per­met­te di dimen­ti­ca­re magi­ca­men­te di esse­re stanco.

Ane­lo al Nobel rac­con­ta sto­rie impro­ba­bi­li, di uomi­ni tra­di­to­ri e tra­di­ti come il pro­ta­go­ni­sta di Jes­si­ca tra­vol­to da un amo­re che alter­na in con­ti­nua­zio­ne i suoi ruo­li, “i tuoi baci era­no arti­sti­ci e tra­scen­de­vo come quei san­to­ni misti­ci e levi­tan­do mi sen­ti­vo attra­ver­sa­re dal­la luce”.
Scrit­to­ri, sogna­to­ri, dive e uomi­ni roman­ti­ci che si nascon­do­no die­tro la masche­ra del­la super­bia, sto­rie di vin­ti e vin­cen­ti che sof­fro­no, gioi­sco­no e fal­li­sco­no.
Pro­prio come tut­ti noi, pos­si­bi­li pro­ta­go­ni­sti dei cin­que bra­ni dell’EP.


CHI SONO I COLFISCHIOSENZA?

Fran­ce­sco Bian­co, chi­tar­ra e voce

Andrea Cam­pa­nel­la, cla­ri­net­to

Ste­fa­no Sca­gliu­so, pia­no­for­te

Mas­si­mo Bonuc­cel­li, con­trab­bas­so

Fran­ce­sco Ron­di­no­ne, bat­te­ria

Si sono riu­ni­ti per la pri­ma vol­ta nell’agosto del 2012 pro­ve­nen­do da pro­get­ti sem­pre lega­ti al mon­do del can­tau­to­ra­to ita­lia­no.
Il nome COLFISCHIOSENZA (let­te­ral­men­te “fischian­do o non fischian­do”) ripor­ta invo­lon­ta­ria­men­te ad un famo­so inter­ca­la­re di un buf­fo per­so­nag­gio del­la com­me­dia ita­lia­na e rap­pre­sen­ta la nostra sin­te­si del­la vita che si può deci­de­re di affron­tar­la fischiet­tan­do, dimen­ti­can­do i mil­le pro­ble­mi di tut­ti i gior­ni, oppu­re cari­can­do­si sul­le spal­le ogni pre­oc­cu­pa­zio­ne, dimen­ti­can­do­si del­la leg­ge­rez­za, del­la spen­sie­ra­tez­za, del­la musica. 

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