MUSICA

“Flowering Trees”, è disponibile da oggi il nuovo EP della cantautrice Liia

La musi­ca. Tan­te emo­zio­ni da espri­me­re. Il sogno di poter coniu­ga­re le due cose e diven­ta­re can­tau­tri­ce. Que­sto è il per­cor­so che in manie­ra mol­to sem­pli­ce e natu­ra­le ha por­ta­to Livia Juric­ko­va, in arte Liia ad ini­zia­re la car­rie­ra musi­ca­le e a rea­liz­za­re il suo pri­mo lavo­ro disco­gra­fi­co, l’EP Flo­we­ring Trees dispo­ni­bi­le in radio e sul­le prin­ci­pa­li piat­ta­for­me on-line da oggi.

Un pro­get­to desi­de­ra­to for­te­men­te, dove Liia attra­ver­so i testi dei bra­ni, ha espres­so le espe­rien­ze di vita per­so­na­li, ricor­di ed emo­zio­ni che ha volu­to “fis­sa­re” in musi­ca. E lo si sen­te già dal bra­no che dà il tito­lo all’album, pro­prio Flo­we­ring Trees.

Qui Liia rac­con­ta un’emozione che, sep­pur silen­zio­sa, con­vi­ve den­tro di lei da anni, come fos­se un pez­zo di cuo­re lascia­to indie­tro, e cioè l’amore per la sua ter­ra, la Slo­vac­chia. Pur rite­nen­do­si for­tu­na­ta ad esse­re una cit­ta­di­na del mon­do per il suo lavo­ro e per la sua vita per­so­na­le, che l’ha por­ta­ta ad ave­re una fami­glia in Ita­lia, le man­ca for­te­men­te la sua casa nata­le ed i luo­ghi dove è cre­sciu­ta. Come reci­ta nel bra­no, con il tem­po ha rea­liz­za­to che si può esse­re come far­fal­le, crea­tu­re che pos­so­no ave­re un nido ovun­que, sen­za aver­ne uno sta­bi­le. E a suo modo, ha sapu­to tro­va­re sem­pre una sor­ta di rifu­gio in qua­lun­que posto sia sta­ta. Ecco per­ché sia l’immagine di coper­ti­na che il video del bra­no, cura­ti da Mar­tin Par­ka­nyi, descri­vo­no per­fet­ta­men­te il con­nu­bio tra il sen­so di nostal­gia e quel­lo di “non appartenenza”. 

La coper­ti­na scel­ta è un ritrat­to dipin­to dall’artista di fama mon­dia­le Pier Tof­fol­le­ti. Per que­sto album Liia ha avu­to l’onore di col­la­bo­ra­re con musi­ci­sti di alto livel­lo tra i qua­li Sil­vio Masa­not­ti, Gui­do Block, Kyle Puc­cia e Valen­ti­na Cor­sa­no, che han­no dato un pre­zio­so con­tri­bu­to al risul­ta­to fina­le, arric­chen­do­lo con nuo­vi sti­mo­li. In par­ti­co­la­re, gli arran­gia­men­ti di Block e Masa­not­ti, han­no sapu­to dare la giu­sta espres­si­vi­tà ai mes­sag­gi che Liia vole­va comunicare. 

Citia­mo un altro bra­no dell’album, Enou­gh, scrit­to di get­to in soli cin­que minu­ti da Liia, com­pli­ce un liti­gio con una per­so­na cara. Come ci con­fi­da l’artista stes­sa, ha sen­ti­to imme­dia­ta l’esigenza di “fer­ma­re” quel­le emo­zio­ni nega­ti­ve sca­tu­ri­te dal­la liti­ga­ta, but­tan­do giù testo e musi­ca. Paro­le che voglio­no dar voce a chi come lei ha affron­ta­to un momen­to di fra­gi­li­tà emo­ti­va, o che han­no sop­por­ta­to una situa­zio­ne dif­fi­ci­le non sapen­do come uscir­ne. A suo modo Liia affron­ta la que­stio­ne, deci­den­do di anda­re “oltre”. La can­zo­ne vuo­le esse­re un invi­to a tro­va­re la for­za di dire BASTA (Enou­gh) e a pas­sa­re ad un livel­lo supe­rio­re del­la coscien­za di quel momen­to, sen­za rima­ne­re intrap­po­la­ti in dina­mi­che oppres­si­ve e nega­ti­ve che por­ta­no solo dolo­re. Un mes­sag­gio fina­le posi­ti­vo, pre­sen­te nell’intero album che ci rega­la non solo dei testi mol­to “veri” ma anche l’eleganza discre­ta di quest’artista pron­ta a sor­ri­der­ci e a far­ci star bene con la sua musica. 

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