MUSICA

“Mentale Strumentale”, il nono l’album inedito dei Subsonica è finalmente disponibile

Da mezz’ora cir­ca, è final­men­te dispo­ni­bi­le il nuo­vo album dei Sub­so­ni­ca dal tito­lo Men­ta­le Stru­men­ta­le, il nono album ine­di­to regi­stra­to e com­ple­ta­to nel 2004 e mai anco­ra pub­bli­ca­to. L’al­bum, com­po­sto da 10 bra­ni che sim­bo­li­ca­men­te descri­vo­no un viag­gio di esplo­ra­zio­ne nel­lo spa­zio, è il frut­to di una paren­te­si di ricer­ca e libe­ra spe­ri­men­ta­zio­ne, fon­da­men­ta­le per la costru­zio­ne dell’identità sono­ra del­la band. 

A pochi mesi dal­la pub­bli­ca­zio­ne di “Micro­chip Tem­po­ra­le”, una rie­la­bo­ra­zio­ne di “Micro­chip Emo­zio­na­le”, rea­liz­za­to in com­pli­ci­tà con 14 arti­sti, i Sub­so­ni­ca scel­go­no que­sto par­ti­co­la­re momen­to di sospen­sio­ne tem­po­ra­le e di rifles­sio­ne col­let­ti­va per rega­la­re al pub­bli­co un disco uni­co, sug­ge­sti­vo, costrui­to con la sola for­za del­la musi­ca e del­la voca­li­tà con­ce­pi­ta come strumento.

Men­ta­le Stru­men­ta­le è un viag­gio arti­sti­co e illu­mi­nan­te, un’e­splo­ra­zio­ne inti­ma del­le pos­si­bi­li­tà e del­le sfac­cet­ta­tu­re del grup­po, tra sce­na­ri sono­ri trat­teg­gia­ti con synth ana­lo­gi­ci, per­cus­sio­ni eso­ti­che, stru­men­ti acu­sti­ci e mul­tief­fet­to. Rap­pre­sen­ta la svol­ta deci­si­va e silen­zio­sa che ha per­mes­so ai Sub­so­ni­ca di affron­ta­re con gran­de per­so­na­li­tà i decen­ni successivi. 

Le royal­ties dell’album soster­ran­no la Fon­da­zio­ne Cate­ri­na Faras­si­no, impe­gna­ta con il pro­get­to “Respi­ra Tori­no” a sup­por­ta­re gli ospe­da­li di Tori­no e Asti, median­te la for­ni­tu­ra di dispo­si­ti­vi per l’e­mer­gen­za sanitaria.

Così i Sub­so­ni­ca com­men­ta­no il pro­get­to disco­gra­fi­co, nono pro­get­to di ine­di­ti in ven­ti­quat­tro anni di carriera:

“Non ci giria­mo intor­no. Era il 2004, ave­va­mo da poco ter­mi­na­to il tour di “Amo­re­ma­ti­co” e pub­bli­ca­to il live “Con­trol­lo del livel­lo di rom­bo”. Il rap­por­to con la nostra pri­ma casa disco­gra­fi­ca si era con­su­ma­to al limi­te del logo­ra­men­to e il con­trat­to era in sca­den­za. Non desi­de­ra­va­mo rin­no­var­lo. Avrem­mo volu­to crea­re una nostra strut­tu­ra live, un nostro mana­ge­ment e discu­te­re da zero i ter­mi­ni di un nuo­vo accor­do disco­gra­fi­co, che chia­ris­se in modo ine­qui­vo­ca­bi­le le con­di­zio­ni di pie­na e tota­le liber­tà arti­sti­ca. Ma da con­trat­to — fir­ma­to non sen­za una cer­ta dose di inge­nui­tà- avrem­mo dovu­to con­se­gna­re anco­ra due album. O un dop­pio. Deci­dem­mo di rea­liz­zar­lo stru­men­ta­le. Deci­dem­mo che pote­va­mo pro­por­re al mon­do i Sub­so­ni­ca in for­ma­to stru­men­ta­le e che sareb­be sta­ta una sfi­da tosta e appas­sio­nan­te. Del resto stru­men­ta­li era­no sta­te le nostre pri­mis­si­me usci­te live, con Samuel inten­to a effet­tua­re voca­liz­zi, e a suo­na­re voci regi­stra­te su nastro. In più, in quel momen­to, avver­ti­va­mo, anco­ra niti­de, le ine­brian­ti scos­se d’assestamento del ter­re­mo­to pro­vo­ca­to dai Radio­head di “Amne­siac”. Ci chiu­dem­mo nel­lo stu­dio di Piaz­za Vit­to­rio, pron­ti a lavo­ra­re insie­me gior­no e not­te. Cablam­mo tut­ti gli stru­men­ti, inclu­sa una buo­na quan­ti­tà di synth ana­lo­gi­ci, per­cus­sio­ni, stru­men­ti a cor­de, e tan­ti mul­ti-effet­to pron­ti a defor­ma­re spa­zi e pro­spet­ti­ve sono­re. Insie­me a noi due figu­re di fami­glia: Gian­ni Con­di­na, tec­ni­co e assi­sten­te di stu­dio e Ale Bavo, assi­sten­te di pro­du­zio­ne. Poca pro­gram­ma­zio­ne, tan­ta voglia di suo­na­re in modo non con­ven­zio­na­le. Sot­to mano gli album di Brian Eno, insie­me a vini­li di colon­ne sono­re ita­lia­ne d’epoca e ai cata­lo­ghi di sono­riz­za­zio­ne del padre di Max. Cer­ca­va­mo una nostra via, esplo­ran­do fuo­ri dai con­fi­ni del­la for­ma can­zo­ne, per trac­cia­re le coor­di­na­te di un viag­gio nel­lo spa­zio come meta­fo­ra del­la esplo­ra­zio­ne di uno spa­zio inte­rio­re. Dagli scos­so­ni un po’ trau­ma­ti­ci del “decol­lo” fino al “rien­tro in atmo­sfe­ra”. Era­va­mo mol­to gasa­ti e ispi­ra­ti. Al pun­to che rima­nem­mo delu­si dal rifiu­to del­la nostra casa disco­gra­fi­ca di allo­ra di pub­bli­ca­re quel mate­ria­le. E l’album rima­se così fer­mo. Fu un momen­to chia­ve del­la nostra sto­ria. Gra­zie a quel­la espe­rien­za di ricer­ca, di musi­ca d’insieme, di defi­ni­zio­ne di per­so­na­li­tà col­let­ti­va, ave­va­mo pro­ba­bil­men­te indi­vi­dua­to la chia­ve che ci avreb­be per­mes­so di affron­ta­re i decen­ni suc­ces­si­vi. Non più musi­ci­sti gui­da­ti dal­le sug­ge­stio­ni di un pro­dut­to­re inter­no al grup­po, ma auten­ti­co orga­ni­co. Ecco la sto­ria di que­sto “Men­ta­le Stru­men­ta­le” che è la sin­te­si del mate­ria­le sca­tu­ri­to da quel­le due set­ti­ma­ne. Per anni abbia­mo pen­sa­to che pri­ma o poi sareb­be arri­va­to il momen­to adat­to per fare usci­re quei bra­ni, sen­za schiac­ciar­li tra un album di can­zo­ni, l’annuncio di un tour e un pro­get­to soli­sta. E la “sospen­sio­ne tem­po­ra­le” che stia­mo viven­do in que­ste set­ti­ma­ne, stra­ne e com­pli­ca­te, ci sem­bra dimen­sio­ne par­ti­co­lar­men­te adat­ta. È un momen­to di ine­vi­ta­bi­le rifles­sio­ne, for­se anche di imma­gi­na­zio­ne col­let­ti­va. Sia­mo improv­vi­sa­men­te tan­ti e tut­ti insie­me a cer­ca­re di capi­re che mon­do tro­ve­re­mo fuo­ri dal­la por­ta di casa quan­do tor­ne­re­mo ad usci­re. Se ci sarà dav­ve­ro un cam­bia­men­to, sarà dovu­to esclu­si­va­men­te alla capa­ci­tà di slan­cio e all’esigenza di pro­spet­ti­ve più aper­te e corag­gio­se che ognu­no di noi sarà in gra­do di col­ti­va­re. Ecco per­ché pen­sia­mo di pro­por­re oggi, a chi ci ha sem­pre segui­to, il reso­con­to di que­sta avven­tu­ro­sa espe­rien­za, diver­sa per for­ma e den­si­tà da tut­te quel­le per cui sia­mo sta­ti cono­sciu­ti fino ad ora”.

TRACKS

1. DECOLLO - VOCE OFF

2. CULLATI DALLA TEMPESTA

3. ARTIDE 3 A.M.

4. A NORD DI OGNI LONTANANZA

5. DETRITI NELLO SPAZIO

6. A DI ADDIO

7. TEMPESTA SOLARE

8. DELITTO SULLA LUNA

9. STRUMENTALE

10. RIENTRO IN ATMOSFERA

I Sub­so­ni­ca sono un grup­po rock elet­tro­ni­co ita­lia­no nato a Tori­no nel 1996 dall’unione di alcu­ni espo­nen­ti del­la sce­na musi­ca­le alter­na­ti­va: Samuel (can­tan­te), Max Casac­ci (pro­dut­to­re e chi­tar­ri­sta), Boo­sta (tastie­ri­sta), Nin­ja (bat­te­ri­sta), e Pier­funk (bas­si­sta), sosti­tui­to poi da Vicio nel 1999.

La band, influen­za­ta dai lin­guag­gi musi­ca­li più spe­ri­men­ta­li, ha rivo­lu­zio­na­to la sce­na e ha crea­to un sound mol­to rico­no­sci­bi­le, coniu­gan­do suo­ni elet­tro­ni­ci, inci­si­vi­tà melo­di­ca tipi­ca­men­te ita­lia­na e gran­de cari­ca sul pal­co. I Sub­so­ni­ca sono, infat­ti, una­ni­me­men­te apprez­za­ti per la poten­za del loro live. 

Nume­ro­si i pre­mi e rico­no­sci­men­ti avu­ti, fra i qua­li: Pre­mio Amne­sty Ita­lia, MTV Euro­pe Music Award, Pre­mio Ita­lia­no del­la Musi­ca, Ita­lian Music Award, Pre­mio Grin­za­ne Cavour, TRL Award, ed una par­te­ci­pa­zio­ne al Festi­val di Sanremo.

Nel­la loro car­rie­ra han­no pub­bli­ca­to gli album: “Sub­so­ni­ca” usci­to nel 1997, “Micro­chip emo­zio­na­le” del 1999, “Amo­re­ma­ti­co” del 2002 che con­ta 100.000 copie ven­du­te, “Ter­re­stre” del 2005, 110.000 copie ven­du­te, “Leclis­si” del 2007, “Eden” del 2011, cer­ti­fi­ca­to pla­ti­no, “Una nave in una fore­sta” del 2014, cer­ti­fi­ca­to pla­ti­no, la rac­col­ta del 2008 “Nel vuo­to per mano 1997/2007”, cer­ti­fi­ca­ta pla­ti­no, e “8”, usci­to il 12 otto­bre 2018 a cui seguo­no un tour euro­peo a dicem­bre 2018, la tour­née ita­lia­na nei palaz­zet­ti (feb­bra­io 2019) date esti­ve nei prin­ci­pa­li festi­val italiani. 

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