SPETTACOLO

Il docutrip “NON VOGLIO CAMBIARE PIANETA”di JOVANOTTI su RAIPLAY dal 24 APRILE

Un viag­gio da solo, ma non solo!

Da San­tia­go del Cile a Bue­nos Aires, attra­ver­so deser­ti, coste ocea­ni­che, par­chi nazio­na­li, le Ande, le pampas,i vil­lag­gi sper­du­ti e la gran­de città.

Una bici­clet­ta, una musi­ca in testa, il rit­mo dei peda­li e del respi­ro, una ten­di­na, un paio di bor­se appe­se al tela­io e tan­te bana­ne che sono la ben­zi­na dei cicli­sti: tra gen­na­io e feb­bra­io Loren­zo Che­ru­bi­ni ha peda­la­to da solo per 40 gior­ni — più osti­na­to del ven­to, del sole e del­la bel­la fati­ca che è quel­la che uno sce­glie — dopo i bagni di fol­la del Jova Beach Par­ty per rien­tra­re in una dimen­sio­ne “soli­ta­ria” favo­re­vo­le a pren­de­re nuo­va rin­cor­sa. Un desi­de­rio di immer­sio­ne tota­le nel­la natu­ra, da con­qui­sta­re metro dopo metro, sali­ta dopo sali­ta, in uno degli ango­li più spet­ta­co­la­ri del “bel pianeta”.

Un viag­gio d’autore

Pano­ra­mi pode­ro­si e stra­de sen­za fine, vil­lag­gi sper­du­ti e albe pri­mor­dia­li, incon­tri inat­te­si e la com­pli­ce com­pa­gnia dei lama e dei gua­na­cos incu­rio­si­ti da que­sto loro simi­le con le ruo­te. Loren­zo è un viag­gia­to­re vero da sem­pre, guar­da­re fuo­ri per guar­dar­si den­tro, anda­re lon­ta­no per avvi­ci­nar­si ai ricor­di, allo stu­po­re dell’infanzia, tro­va­re per sen­ti­re le man­can­ze. Un’avventura non per inse­gui­re rispo­ste ma per met­te­re a fuo­co le soli­te doman­de. A voce alta, sen­za giu­di­zi e pre­giu­di­zi, con la curio­si­tà ver­so l’altro e ver­so l’altrove. Rivol­gen­do­si al suo pub­bli­co attra­ver­so una tele­ca­me­ra che pesa come mez­za mela e sta attac­ca­ta al manu­brio, inse­pa­ra­bi­le testi­mo­ne di tut­to il trip.

Un viag­gio da cantautore

Paro­le, det­te e ascol­ta­te. Silen­zi di emo­zio­ne e di atte­sa. Urla di gio­ia e di fati­ca. E poi la musi­ca, det­ta­ta dagli asso­li­due ruo­te. Per­ché per Loren­zo la musi­ca è tut­to ed è sem­pre. È ovun­que. È una pre­sen­za costan­te, vita­le. È ossi­ge­no e nutri­men­to. Musi­ca da por­tar­si a casa. E tra­dot­ta – chi­tar­ra alla mano – in una colon­na sono­ra ori­gi­na­le regi­stra­ta al ritor­no chiu­so in stu­dio, con testi ine­di­ti e gran­di clas­si­ci rein­ter­pre­ta­ti con un toc­co di Suda­me­ri­ca. Pez­zi essen­zia­li e gio­io­si, istin­ti­vi e diver­ti­ti, volu­ta­men­te sgangherati. 

“Mi sono pre­so la liber­tà di dare musi­ca alle imma­gi­ni” – rac­con­ta Loren­zo – “Sen­za rego­le, sen­za trop­pi pen­sie­ri. Lascian­do spa­zio agli erro­ri, alle imper­fe­zio­ni, all’energia del momen­to. La musi­ca e la bici­clet­ta sono così simi­li: più ci sei den­tro e più ti vedi da fuo­ri, più ti con­cen­trie più late­sta pren­de dire­zio­ni inattese”

Un viag­gio nel­la poesia

“Non voglio cam­bia­re pia­ne­ta”. È un ver­so del poe­ta cile­no Pablo Neru­da a far­ci entra­re nel viag­gio di Loren­zo e a dare il tito­lo all’intero docutrip.

“È un pia­ne­ta spet­ta­co­la­re il nostro” – spie­ga Jova – “È bel­lo, è tra­gi­co, è magi­co, è diver­so, è vec­chio e appe­na­na­to sor­pren­den­te, impre­ve­di­bi­le. Mi pia­ce, lui non va cam­bia­to. Sta a noi cam­bia­re, sen­za reto­ri­ca e sen­za ideo­lo­gia, per poter­lo vive­re sen­za esse­re noi il pro­ble­ma. Non voglio cam­bia­re pia­ne­ta, per­ché ci sto bene. Per­ché è la nostra casa, e mai come in que­sto momen­to che sia­mo costret­ti a vive­re nel­le nostre case, stia­mo pren­den­do con­sa­pe­vo­lez­za del valo­re del­la cura, del benes­se­re, del­la qua­li­tà del­la vita”. 

“Non voglio cam­bia­re pia­ne­ta” è anche un omag­gio ai poe­ti: da Pri­mo Levi a Jor­ge Luis Bor­ges, da Marian­ge­la Gual­tie­ri a Erri De Luca, da Jor­ge­Car­re­ra Andra­de ad Anto­nio Macha­do per chiu­de­re con Luis Sepúlveda.

La poe­sia è la mia gran­de ami­ca di que­sti gior­ni diloc­k­do­wn, e ogni pun­ta­ta abbia­mo deci­so dichiu­der­la con una poe­sia let­ta al cel­lu­la­re, ognu­na scel­ta in modo istin­ti­vo, seguen­do la logi­ca del viag­gio disor­ga­niz­za­to

Un viag­gio che è più di un viag­gio: è un docutrip

Un flus­so di asfal­to e di pen­sie­ri, di oriz­zon­ti e di sug­ge­stio­ni, di caz­zeg­gio e di avven­tu­ro­sa quo­ti­dia­ni­tà. Tut­to docu­men­ta­to, tut­to vis­su­to, tut­to da con­di­vi­de­re. “Non voglio cam­bia­re pia­ne­ta” è il tito­lo del docu­trip in 15+1 pun­ta­te rea­liz­za­to da Loren­zo per RaiPlay.

Ero par­ti­to per pren­de­re le distan­ze da tut­ti. Sono tor­na­to che dove­vo sta­re distan­te dagli altri per leg­ge”– dice Jova­not­ti –“Rispet­to a gen­na­io e a feb­bra­io il mon­do è stra­vol­to, è cam­bia­to. Sono pas­sa­ti solo 4000 km, ma sem­bra tut­ta un’altra sto­ria. Ecco per­ché ho volu­to con­di­vi­de­re ora con il pub­bli­co que­sta espe­rien­za: per­ché è un vero trip, un viag­gio con il cor­po ma anche con la testa, per­ché c’è la fati­ca del gior­no per gior­no, ci sono le vet­te appa­ren­te­men­te irrag­giun­gi­bi­li, ci sono stra­de sen­za fine ma che si pos­so­no affron­ta­re, una peda­la­ta alla vol­ta, per arri­va­re ovun­que. “Non voglio cam­bia­re pia­ne­ta” spe­ro pos­sa diven­ta­re una peda­la­ta di eva­sio­ne, un tem­po di sogno in que­sto tem­po sospe­so, uno sguar­do ver­so il futu­ro, un abbrac­cio col­let­ti­vo, a chi amia­mo e al nostro pia­ne­ta”.

Un pro­dot­to ori­gi­na­le, volu­to for­te­men­te insie­me a Rai­Play per offri­re al pub­bli­co una serie inte­ra­men­te ine­di­ta, anche nel­lo sti­le e nei contenuti.

Non voglio cam­bia­re pia­ne­ta è pro­dot­to da Sole­Lu­na. È peda­la­to e fil­ma­to da Loren­zo Jova­not­ti @lorenzojova. Mon­ta­to e diret­to da Miche­le @maikid Luga­re­si. Rea­liz­za­to con Fede­ri­co Tad­dia @fede.taddia.

Si pro­spet­ta una serie di pun­ta­te inte­res­san­ti, armo­nio­se, col­me di posi­ti­vi­tà e adre­na­li­na. In un perio­do come que­sto è la scel­ta giu­sta. È ciò che può ser­vi­re per rega­lar­ci un atti­mo di sere­ni­tà e sor­ri­so. Buo­na Visione!

Com­men­to del Diret­to­re Ales­san­dro Napoletano

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