MUSICA

Il messaggio di ringraziamento di Achille Lauro

Miei cari,

vor­rei rin­gra­ziar­vi per l’attenzione e la cura che ci ave­te dedi­ca­to a que­sto nostro fol­le pro­get­to San­re­me­se. Non tro­vo miglior modo oggi per far­lo se non affi­dan­do al mio rac­con­to per­so­na­le quel­lo che ave­te ascol­ta­to e quel­lo a cui ave­te assi­sti­to. Con­ti­nue­rò sem­pre a ren­der­vi par­te­ci­pi del­la mia crea­ti­vi­tà e del mio per­cor­so per­ché voi ne fate parte.

Ho sem­pre con­ta­mi­na­to un gene­re con l’altro, cer­can­do di inven­ta­re musi­ca non cata­lo­ga­bi­le ed impos­si­bi­le da etichettare.

Un anno fa ho ini­zia­to ad imma­gi­na­re la mia musi­ca in modo diver­so: vole­vo crea­re una per­for­man­ce arti­sti­ca che susci­tas­se emo­zio­ni for­ti, inten­se e con­tra­stan­ti, qual­co­sa che in pochi minu­ti fos­se in una con­ti­nua evo­lu­zio­ne visi­va ed emo­ti­va. Una pie­ce tea­tra­le lun­ga 4 minuti.

Me ne fre­go è un inno alla liber­tà sul pal­co più isti­tu­zio­na­le d’Italia. La mia spe­ran­za è che potes­se scuo­te­re gli ani­mi degli insi­cu­ri e le cer­tez­ze di chi è fer­mo sul­le sue cer­tez­ze, per­ché è sem­pre fuo­ri dal­la pro­pria “zona di com­fort” il posto in cui acca­do­no i miracoli.

Me ne fre­go è un inno alla liber­ta di esse­re ciò che ci si sen­te di essere.

Me ne fre­go, vado avan­ti, vivo, fac­cio: que­sto è il mes­sag­gio che ho volu­to dare con la can­zo­ne, è que­sto è il vero sen­so del­la scel­ta dei per­so­nag­gi che io, il mio coo­di­ret­to­re crea­ti­vo Nico­ló Cerio­ni e il mio mana­ger e respon­sa­bi­le pro­get­to Ange­lo Cal­cul­li abbia­mo pen­sa­to di por­ta­re sul pal­co dell’Ariston. Mene­fre­ghi­sti posi­ti­vi, uomi­ni e don­ne libe­ri da qual­sia­si logi­ca di potere.

Un San­to che se ne è fre­ga­to del­la ric­chez­za e ha scel­to la “libe­ra” pover­tà, un arti­sta che se n’è fre­ga­to dei gene­ri e del­le clas­si­fi­ca­zio­ni ses­si­ste, una Mar­che­sa che, a dispet­to del suo benes­se­re, ha scel­to di vive­re lei stes­sa come un’opera d’arte, diven­tan­do una mece­na­te fino a mori­re in pover­tà e una regi­na che ha scel­to la mor­te, evi­tan­do di curar­si abdi­can­do, pur di resta­re a pro­teg­ge­re e vive­re per il suo popolo.

La con­di­zio­ne essen­zia­le per esse­re uma­ni è esse­re liberi.

Lau­ro

Si rin­gra­zia uffi­cio stam­pa Gogei­st

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