MUSICA

Era e resterà la leggenda del basket. Il mondo piange per la scomparsa di Kobe Bryant e sua figlia Gianna.

La leg­gen­da del basket Nba, Kobe Bryant è mor­to in un inci­den­te di eli­cot­te­ro in Cali­for­nia (Annun­cio del sito Tmz). L’atleta di 41 anni lascia oltre alla moglie Vanes­sa anche i loro tre figli: Nata­lia, Bian­ca e il neo­na­to Capri. Bryant era a bor­do del suo eli­cot­te­ro pri­va­to con alme­no altre set­te per­so­ne, oltre al pilo­ta. Tut­ti i pas­seg­ge­ri sareb­be­ro mor­ti. Il veli­vo­lo ha pre­so fuo­co una vol­ta pre­ci­pi­ta­to e inu­ti­li sono sta­ti i soc­cor­si. La poli­zia sta inda­gan­do sul­le cau­se dell’incidente.

Pur­trop­po dico tre figli per­chè la quar­ta figlia era con lui al momen­to dell’impatto. Quin­di anche Gian­na Maria (tre­di­cen­ne) è mor­ta nell’incidente in cui ha per­so la vita il 41enne cesti­sta. Lo rife­ri­sce sem­pre il sito Tmz.com. Padre e figlia era­no in volo in eli­cot­te­ro in California. 

Era­no diret­ti insie­me ad altre set­te per­so­ne ver­so la Mam­ba Aca­de­my di Thou­sand Oaks per un alle­na­men­to di basket.

Voglio ricor­da­re una bel­lis­si­ma let­te­ra d’addio scrit­ta da Kobe Bryant al momen­to del riti­ro dal mon­do del basket. Una dichia­ra­zio­ne d’amore per il basket, ma anche una resa all’età, a 37 anni.

Caro basket,

dal momen­to in cui ho comin­cia­to ad arro­to­la­re i cal­zi­ni di mio padre

e a lan­cia­re imma­gi­na­ri tiri del­la vit­to­ria nel Great Western Forum

ho sapu­to che una cosa era reale:

mi ero inna­mo­ra­to di te

Un amo­re così pro­fon­do che ti ho dato tutto

dal­la mia men­te al mio corpo

dal mio spi­ri­to alla mia anima.

Da bam­bi­no di 6 anni

pro­fon­da­men­te inna­mo­ra­to di te

non ho mai visto la fine del tunnel.

Vede­vo solo me stesso

cor­re­re fuo­ri da uno.

E quin­di ho corso.

Ho cor­so su e giù per ogni parquet

die­tro ad ogni pal­la per­sa per te.

Hai chie­sto il mio impegno

ti ho dato il mio cuore

per­ché c’era tan­to altro dietro.

Ho gio­ca­to nono­stan­te il sudo­re e il dolore

non per vin­ce­re una sfida

ma per­ché TU mi ave­vi chiamato.

Ho fat­to tut­to per TE

per­ché è quel­lo che fai

quan­do qual­cu­no ti fa sen­ti­re vivo

come tu mi hai fat­to sentire.

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Hai fat­to vive­re a un bam­bi­no di 6 anni il suo sogno di esse­re uno dei Lakers

e per que­sto ti ame­rò per sempre.

Ma non pos­so amar­ti più con la stes­sa ossessione.

Que­sta sta­gio­ne è tut­to quel­lo che mi resta.

Il mio cuo­re può sop­por­ta­re la battaglia

la mia men­te può gesti­re la fatica

ma il mio cor­po sa che è ora di dire addio.

E va bene.

Sono pron­to a lasciar­ti andare.

E voglio che tu lo sappia

così entram­bi pos­sia­mo assa­po­ra­re ogni momen­to che ci rima­ne insieme.

I momen­ti buo­ni e quel­li meno buoni.

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