MUSICA

La musica ha bisogno dei Negramaro

Par­lia­mo di oltre 150.000 bigliet­ti ven­du­ti per 20 date sold-out che han­no accom­pa­gna­to i fans di tut­ta Ita­lia in un viag­gio di musi­ca, festa e amo­re. Un tour dei record, par­ti­to negli sta­di la scor­sa esta­te per un tota­le di oltre 325.000 pre­sen­ze. Que­sti dati par­la­no chia­ro. La musi­ca ha biso­gno dei Negra­ma­ro. E’ il grup­po ita­lia­no che ha fat­to la sto­ria. Giu­lia­no e com­pa­gni rie­sco­no a rea­liz­za­re, con la loro musi­ca, un’at­mo­sfe­ra uni­ca e spe­cia­le. Ti sen­ti attra­ver­sa­to da un’on­da­ta di emo­zio­ni paz­ze­sche che svuo­ta­no la tua men­te assen­tan­do­ti com­ple­ta­men­te dal mon­do che ti cir­con­da. E’ musi­ca che toc­ca il cuo­re. Tre ore cir­ca di live che pas­sa­no in un lam­po. Io per­so­nal­men­te sarei rima­sto anco­ra lì, davan­ti a quel­lo spet­ta­co­lo. Han­no rea­liz­za­to una sca­let­ta per­fet­ta alter­nan­do bra­ni sto­ri­ci a quel­li attua­li. Esta­te, men­tre tut­to scor­re, via le mani dagli occhi e tut­ti gli altri sono sta­ti rivi­si­ta­ti e resi più fre­schi e inno­va­ti­vi sen­za stra­vol­ger­li o can­cel­la­re la loro preziosità.

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E’ sta­to il tour carat­te­riz­za­to dagli abbrac­ci, quel­li veri. Tut­ti i fans, com­pre­si gli ami­ci, han­no potu­to riab­brac­cia­re Lele dopo il brut­tis­si­mo perio­do pas­sa­to l’an­no scor­so. E’ sta­to dav­ve­ro toc­can­te vede­re un uomo che ha lot­ta­to per la vita rial­zar­si ed esse­re anco­ra lì su quel pal­co a suo­na­re la sua ama­ta chi­tar­ra. Dev’es­se­re d’in­se­gna­men­to a tut­ti quel­li che non lot­ta­no o non cre­do­no abba­stan­za alla pro­pria vita. Lele ha vin­to e ci ha abbrac­cia­to con la sua musi­ca per qual­che inten­so istante.

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Cre­de­re in se stes­si è la paro­la chia­ve che ha carat­te­riz­za­to que­sto tour. Lo stes­so vale per Gia­co­mo Spe­di­ca­to, il fra­tel­lo di Lele, che si è cari­ca­to di una respon­sa­bi­li­tà paz­ze­sca in poco tem­po non sen­ten­do appa­ren­te­men­te nes­su­na ten­sio­ne. Abbia­mo visto un Gia­co­mo sca­te­na­to che ha sapu­to gesti­re il pal­co in manie­ra eccellente.

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Il resto dei ragaz­zi ci ha cari­ca­to come sem­pre. Ormai sono cer­tez­ze, sono incre­di­bi­li. Erman­no, Andro, Andrea e Dani­lo han­no ese­gui­to anche degli asso­li divini.

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E infi­ne c’è Giu­lia­no, un’ar­ti­sta con la A maiu­sco­la. Ogni suo bra­no è inten­si­tà che arri­va drit­ta al cuo­re. Non è sem­pli­ce esi­bi­zio­ne, ma ester­na­re un’e­mo­zio­ne, il biso­gno di comu­ni­ca­re e con­di­vi­de­re la vita e i pro­pri sogni. Sia­mo noi a dire:

  • GRAZIE a te che hai scel­to di con­di­vi­de­re quel­lo che sei con tutti.
  • GRAZIE a te che non ti sei mai rispar­mia­to rega­lan­do­ci il mas­si­mo del­lo spettacolo
  • GRAZIE a te che met­ti il cuo­re, insie­me agli altri ragaz­zi, in ogni cosa con gran­de umiltà.
  • GRAZIE a te per gli immen­si abbracci.
  • GRAZIE a te per le bel­lis­si­me paro­le che hai dedi­ca­to a tut­ti a fine tour.

Que­sta è la sua let­te­ra pub­bli­ca­ta sui suoi social:

“Ini­zio a odia­re que­sto momen­to in cui sen­to for­te, for­tis­si­mo il biso­gno di scri­ver­vi duran­te il tour, per­ché signi­fi­ca che sia­mo arri­va­ti a fine cor­sa. Mi capi­ta qua­si sem­pre in que­sta fase. Con la men­te tor­no ai miei tar­li e con le dita ripren­do a but­ta­re giù pen­sie­ri, per non tener­li inca­stra­ti den­tro. Altri­men­ti esplo­de­rei… Ulti­mo di ven­ti con­cer­ti sol­dout in giro per tut­ta l’Italia e, dopo i sei sta­di di quest’estate, la vostra par­te­ci­pa­zio­ne così mas­sic­cia e calo­ro­sa non era scon­ta­ta. Non lo è mai, in real­tà. Non mi abi­tue­rò mai alla vostra for­za, alla vita, al cuo­re che mi rida­te indie­tro ogni vol­ta. Sie­te sta­ti tut­ti lì ad aspet­tar­ci, pazien­ti e pie­ni di spe­ran­za, con­vin­ti che sarem­mo tor­na­ti più for­ti di pri­ma, cer­ti che il nostro guer­rie­ro Lele avreb­be vin­to la sua bat­ta­glia in pochis­si­mo tem­po e avreb­be fat­to ritor­no da noi, da voi. E così è sta­to! Lele è tor­na­to, noi sia­mo tor­na­ti, l’amore è tor­na­to e ha vin­to, come non mai. Ave­te tut­ti un meri­to gigan­te in que­sto viag­gio da sogno: ave­te urla­to così for­te al cie­lo il suo nome che non han­no potu­to fare a meno di sen­tir­vi e di lasciar­lo anda­re. Ogni sera, in tre ore pie­ne di musi­ca e di voi, ave­te dile­gua­to ogni dub­bio che aves­si­mo fat­to un pas­so più lun­go del­la gam­ba. Pen­sa­vo che non ce l’avrei mai fat­ta ad arri­va­re così for­te fino alla fine, sono sin­ce­ro. Ho chie­sto per­so­nal­men­te a Lele che fos­se lui ad apri­re le dan­ze a sor­pre­sa, nel pri­mo con­cer­to di Rimi­ni, per­ché sen­za la sua bene­di­zio­ne, sen­za il suo sor­ri­so infi­ni­to non avrei mai potu­to ini­zia­re que­sto tour. 
Non avrem­mo mai spo­sta­to #negramaroindoor2019 se non aves­si­mo avu­to l’aiuto di un pic­co­lo, gran­de uomo come Gia­co­mo Spe­di­ca­to, il fra­tel­li­no di Lele, cre­sciu­to con noi in sala pro­ve e diven­ta­to un omet­to a col­pi di chi­tar­re rock e bat­te­rie incal­zan­ti ( si, per­ché suo­na tut­to lui!). L’ho già scrit­to, ma lo voglio ripe­te­re anco­ra pro­prio ora che tut­to è fini­to e nel­la manie­ra più incan­te­vo­le e mera­vi­glio­sa pos­si­bi­le. E ne appro­fit­to per dire grazie.
Gra­zie, Gia­co­mo mio, per­ché sen­za di te non sarem­mo mai tor­na­ti a sogna­re in così bre­ve tem­po, per­ché non sarem­mo sta­ti capa­ci di ritro­va­re la for­za per noi e per il nostro Lele per tor­na­re a rug­gi­re come i leo­ni che sia­mo sem­pre stati.
Gra­zie, per­ché a 23 anni hai pre­so sul­le spal­le tut­to il peso del­la bel­lez­za di quel­lo che insie­me a Lele abbia­mo crea­to in qua­si vent’anni di duro lavo­ro e, con silen­zio e devo­zio­ne fra­ter­na, hai per­mes­so che non si sgre­to­las­se. Anzi, tut­to è anco­ra un mira­co­lo! E’ bel­lis­si­mo! Ci hai resi orgo­glio­si anche que­sta vol­ta, per­ché in te, ci sia­mo rivi­sti tut­ti e sei.
Ora fai un bel respi­ro, apri le brac­cia e spic­ca il tuo volo. Sei un gigan­te, “Gia­co­mi­no”! “Cosa c’è dall’altra par­te, tor­na e dim­me­lo chia­ra­men­te, che non c’è nien­te!” ho can­ta­to con voce timi­da a Rimi­ni. Lele è com­par­so a sor­pre­sa sul pal­co, pri­ma che lo show vero e pro­prio ini­zias­se il suo viag­gio. Il palaz­zet­to ha tre­ma­to, il mio cuo­re di più.
In quel momen­to esat­to ho rea­liz­za­to: la mis­sio­ne era com­piu­ta ed era­va­mo solo all’inizio.
Ma la nostra mis­sio­ne era dav­ve­ro com­piu­ta! Lele era con noi, su quel pal­co, solo dopo pochis­si­mi mesi da quel brut­to inci­den­te che avreb­be potu­to cam­bia­re la vita a tut­ti noi.
Ha rimes­so a posto il nostro destino.

Ora è il tem­po di “ubria­car­ci insie­me”, di vive­re i nostri gior­ni, di diven­ta­re dav­ve­ro padri e, con i nostri “scu­gniz­zi” tra le gam­be, di tor­na­re a scri­ve­re nuo­ve pagi­ne di musi­ca, nell’attesa che tut­to il nostro amo­re sia di nuo­vo su quel pal­co, insie­me a voi, che con le vostre cco­reo­gra­fie incre­di­bi­li, con i vostri cori urla­ti con­tro il cie­lo, con le vostre lacri­me, sor­ri­si e brac­cia tese ave­te reso que­sto viag­gio anco­ra una vol­ta indimenticabile.
Gra­zie Erma, Andro, Pupil­lo, Data, Lele per la fami­glia che sie­te diventati.
Non c’è un’altra sto­ria come la nostra.
Que­sta non è una sto­ria semplice.
Non è solo musica.
Non sono solo canzonette.
E’ tut­ta vita, che ci sia­mo scel­ti in quel­la nostra can­ti­na nel Salen­to e che insie­me difen­dia­mo e ali­men­tia­mo, nutren­do­ci l’uno dell’altro, ogni san­to giorno.
Quan­do le luci si spe­gne­ran­no, rimar­rà que­sto gran­de esem­pio per chi vor­rà rico­no­scer­lo: insie­me si può tutto!
Anche rie­mer­ge­re dal buio più pesto.
E ora luce per tutti!!!
E vita!vita!vita!!!

Eter­na­men­te gra­to., a voi tutti!
il vostro Giuliano”.

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